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giovedì 12 dicembre 2013

Varsavia, liberi i primi 4 tifosi laziali

OMA- "Sono usciti i primi quattro italiani in Polonia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato parlando dei tifosi laziali detenuti a Varsavia. "Altri quattro" tifosi laziali "saranno liberati domani". 

giovedì 5 dicembre 2013

Il ministro polacco: quei tifosi laziali arrestati sono banditi

VARSAVIA - Non c'è pace per i tifosi laziali trattenuti a Varsavia e per i loro parenti. Dopo i segnali distensivi arrivati in mattinata dal Primo ministro polacco, Donald Tusk, il ministro degli Interni, Barlomiej Sinkiewicz, ha fatto una brusca marcia indietro: "Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli banditi". Questa la dichiarazione rilasciata alla tv polacca dal ministro, che ha tenuto a sottolineare che "la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri". "Sono dichiarazioni vergognose. A fronte di 4-5 tifosi che pare abbiano lanciato oggetti contro le forze dell'ordine sono state arrestate 150 persone, tenute per giorni in condizione di privazione indegne di un Paese civile". Questa la reazione alle dichiarazioni del ministro di Varsavia del deputato europeo Carlo Fidanza (Fratelli d'Italia) che mercoledì si è recato a Varsavia per incontrare i tifosi laziali e verificare in quali condizioni siano detenuti. Fidanza racconta che, con il collega Scurria, "siamo stati autorizzati a vedere due tifosi a testa, tra quelli in attesa di giudizio, non i due già condannati per direttissima. Stanno complessivamente bene, certamente meglio dei primissimi giorni, quando nei commissariati sono stati sottoposti a trattamenti indegni di un Paese civile: due giorni e passa in manette, senza acqua, con scarsissimo cibo, senza avvocato e senza possibilità di contattare nessuno fuori". "I 10 condannati per direttissima sono stati indotti a patteggiare firmando un foglio in polacco - ha continuato Fidanza - senza nemmeno un traduttore, facendo loro credere che avendo patteggiato sarebbero stati presto scarcerati. I 12 in attesa di giudizio per il reato di adunata sediziosa hanno potuto vedere avvocato e parenti soltanto martedì pomeriggio e sono ancora in attesa di poter visionare i fascicoli e verificare quali prove ci siano a loro carico. Quando parla di teppisti, il Ministro farebbe bene a occuparsi dei teppisti polacchi che in occasione della gara di andata hanno assaltato ubriachi l'Altare della Patria e il Colosseo". Letta preme per accelerare i tempi - Al termine della bilaterale con il primo ministro polacco Donald Tusk, che lo aveva rassicurato promettendogli che avrebbe fatto "un appello al procuratore generale e al ministro della Giustizia affinché seguano personalmente la vicenda al fine di evitare lungaggini", il presidente del Consiglio Enrico Letta si è recato all'ambasciata italiana a Varsavia. Qui il premier ha incontrato i familiari dei tifosi laziali arrestati e, dopo aver salutato i parenti dei 22 supporter, ha avuto un colloquio con una delegazione per discutere di quanto sta succedendo e trovare al più presto una soluzione.

giovedì 28 novembre 2013

Varsavia, fermati 120 tifosi laziali violenti

VARSAVIA - Sono 120, secondo fonti della polizia polacca, i tifosi della Lazio fermati a Varsavia, dove alla 19 la squadra affronta il Legia nel quinto turno di Europa League (gruppo J). Intorno alle 16, in via Ulica Marszalkowska (pieno centro città) i supporter laziali hanno iniziato un lancio di pietre e bottiglie contro le forze dell'ordine. Sono stati quindi circondati dagli agenti in tenuta antisommossa. Per il momento non si parla di arresti, ma solo di fermi necessari a procedere all'identificazione.
Un portavoce delle forze dell'ordine ha reso noto che gli agenti di scorta ai tifosi italiani diretti allo stadio sono stati bersagliati da un lancio di pietre, senza dare altri particolari. Un corrispondente della France Presse ha visto i tifosi circondati da un gran numero di agenti in tenuta antisommossa, con caschi, scudi e manganelli, scesi da una trentina di veicoli. Alcuni sono stati bloccati a terra. Appena appreso del fermo di decine di tifosi della Lazio, l'ambasciata italiana a Varsavia si è immediatamente attivata, mettendosi in contatto con le autorità locali e monitorando la situazione.

Nella notte, sempre a Varsavia, si erano verificati altri scontri, dopo quelli della partita d'andata all'Olimpico, con le due tifoserie venute a contatto verso le 5 nei pressi di un hotel del centro. Alla fine sono stati fermati 17 tifosi della Lazio, portati davanti al giudice per essere poi processati per direttissima ed espulsi.