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domenica 25 gennaio 2015

MENTANA, anche un movente passionale nella uccisione del medico in pensione


MENTANA, 25 gennaio - C'è anche un movente passionale dietro l'omicidio di Lucio Giacomoni, il medico di famiglia ucciso a botte da una banda composta da tre romeni, che hanno confessato, durante una rapina in casa a Mentana, paese vicino a Roma. Uno dei banditi contendeva al medico, secondo quanto si è appreso, una giovane connazionale ed è proprio da questa che, probabilmente, era venuto a sapere che Giacomoni deteneva in casa un ingente somma di denaro.'uomo è stato aggredito e picchiato a morte dai malviventi, che avrebbero anche immobilizzato la connazionale in casa con lui per poi caricarla in macchina e rilasciarla in strada per evitare che desse subito l'allarme. I fermati sono giovani tra i 24 e i 26 anni, due dei quali incensurati. I romeni pensavano appunto che in casa ci fosse una grossa somma di denaro, circa 20mila euro

I tre sono scappati con un bottino di meno di 2mila euro, un tablet e un iPhone. La banda è fuggita a bordo dell'auto della vittima, lanciandola poi giù da una scarpata.

MENTANA, fermati tre romeni per la selvaggia uccisione del medico

Il dottor Lucio Giacomoni, ucciso da tre rapinatori
MENTANA (Roma), 25 gennaio - I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno fermato nella notte 3 cittadini stranieri, romeni, presunti autori dell'omicidio del medico di famiglia in pensione, Lucio Giacomoni, di 71 anni, ucciso nella sua villa a Mentana alle porte di Roma. Nella casa di uno degli stranieri sono stati trovati oggetti rubati nell'abitazione del medico, tra cui un computer. L'uomo avrebbe detto agli investigatori che a darglieli sarebbero stati gli altri due connazionali.
L'omicidio del professionista ha scosso la cittadinanza. Giacomoni era, infatti, molto noto nella cittadina. Nel 1997 si era anche candidato come sindaco nelle liste di centrodestra.

Il sindaco di Mentana, Altiero Lodi, ha scritto al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro per chiedere di convocare il Comitato per l'Ordine pubblico e la Sicurezza. «I continui episodi di criminalità mi impongono di chiederle un intervento specifico - ha sottolineato nella lettera - .Stiamo, infatti, assistendo ad un drammatico aumento dei furti nelle abitazioni e negli esercizi commerciali accompagnati, troppo spesso, da violenze e omicidi, cui, quotidianamente, si aggiungono sempre più episodi intolleranti di microcriminalità, inciviltà e mancanza assoluta delle più elementari regole di rispetto della cosa pubblica e privata. Le forze dell'ordine presenti sul territorio - prosegue la missiva - non riescono, nonostante l'indiscusso ed encomiabile impegno, a fronteggiare e, soprattutto prevenire vista l'esiguità di numero e le ampie competenze». Per lunedì è stata fissata d'urgenza una seduta del Consiglio comunale straordinaria, congiuntamente al comune di Fonte Nuova, con all'ordine del giorno il tema dell'ordine ordine pubblico e della sicurezza del territorio «alla luce dei gravi episodi di criminalità».

sabato 24 gennaio 2015

MENTANA (Roma): pestato a morte in casa da una gang di rapinatori un medico in pensione


MENTANA (ROMA), 24 gennaio - Un medico in pensione di 71 anni, Lucio Giacomoni, è stato trovato morto la scorsa, riverso a terra nel bagno, in casa in via Mattonata, in una zona di campagna nel Comune di Mentana, alle porte di Roma.. A dare l'allarme al 112 una persona di sua conoscenza intorno alla mezzanotte. Sul posto i carabinieri della stazione di Mentana, della compagnia di Monterotondo e del nucleo investigativo del gruppo di Ostia.

Secondo quanto si è appreso, l'uomo aveva varie tumefazioni al volto: dai primi rilievi, sarebbe stato pestato a morte. Tra le ipotesi anche quella di una rapina finita male. Sembra che l'uomo sia stato picchiato da un gruppo di malviventi entrato nell'abitazione. Intanto è stata ascoltata dai carabinieri la donna che la scorsa notte era in casa con il 71enne. "E' stata una rapina" avrebbe detto la straniera, amica del medico. Al vaglio degli investigatori il racconto della donna, che avrebbe parlato di alcune persone forse dell'Est Europa. 

sabato 22 marzo 2014

Grillo a La7: Bersani mandato al massacro

Beppe Grillo durante l'intervista a Mentana
ROMA - Le consultazioni di Pier Luigi Bersani con noi "le hanno fatte per mandarlo al macello e ho le prove. L'ambasciatore inglese invitò me e Casaleggio a pranzo. C'eravamo io, lui e poi ci ha detto che Letta era al piano di sopra. Questo succedeva un mese prima di Gargamella. Vuol dire che i giochi erano già fatti". Lo afferma Beppe Grillo nell’intervista concessa a Enrico Mentana ieri sera a “Bersaglio mobile” su LA7, la prima volta che accade.
Non c'era alcun interesse a promuovere un incontro tra Grillo e Enrico Letta nella residenza dell'ambasciatore britannico a Roma e la "presenza concomitante" dei due politici e' stata dovuta ad ''una improvvisa sovrapposizione di agende". E' la precisazione dell'ambasciata britannica dopo l'intervista di Grillo a Mentana. "Apprendiamo dall'intervista rilasciata da Beppe Grillo di allusioni relative ad un presunto tentativo da parte dell'ambasciatore Prentice di favorire in qualche modo un incontro tra Enrico Letta e lo stesso Grillo in una fase particolarmente delicata della politica italiana successiva all'esito delle scorse elezioni. Ciò non corrisponde a verità e la presenza concomitante di Enrico Letta e del sig. Grillo presso la residenza di Villa Wolkonsky, dovuta ad un'improvvisa sovrapposizione di agende, è stata gestita nel pieno rispetto della privacy di entrambi gli ospiti e non ha portato ad alcun incontro tra i due, incontro che l'ambasciata non aveva peraltro alcun interesse a promuovere". "Precisiamo inoltre - ai aggiunge - che la colazione dell'ambasciatore Prentice con Enrico Letta, alla quale Grillo non è mai stato invitato ad unirsi, era da lungo tempo programmata per discutere l'organizzazione della XXI edizione del convegno italo-britannico di Pontignano (che ha avuto quindi luogo nel mese di ottobre 2013), di cui Enrico Letta è co-chairman insieme a Lord Chris Patten".

Renzi preso in giro - "In Europa hanno preso Matteo Renzi per il culo. Sono i tg che devono essere processati". Non usa poi mezzi termini Beppe Grillo che ha criticato il fiscal compact: "Strappiamolo, perché una parte di questo debito è immorale. Facciamo quel che ha fatto la Germania nel 1953 che ha pagato la metà dei debiti di guerra e poi con l'unificazione con Kohl ha versato pochissimo".

Expo, "pm si sentono spalleggiati da M5s- "Non è un caso che dopo due giorni che entriamo nell'Expo partono gli arresti. Ora la magistratura si sente spalleggiata da una forza politica", ne è sicuro il leader dei 5 stelle, spiegando: "Tutte le 10 aziende che sono nell'Expo sono indagate, con le cooperative che prendono l'appalto con il 30% in meno e poi fanno una variazione e recuperano il 30%. Ecco dove va il debito".

"Uscire dall'Euro si può" - "Si può uscire unilateralmente dall'Euro. E' un trattato internazionale. La mia idea è mettere un referendum: se non accettano le condizione che indichiamo ce ne andiamo", spiega Beppe Grillo.

"Rinegoziare trattati" - La strategia è far capire che i cinque stelle sono pronti a sbattere i pugni sul tavolo. Grillo spiega che "il M5S intende rinegoziare i trattati europei", mettendo in discussione anche la stessa permanenza dell'Italia nella moneta unica. "O rispettano le nostre condizioni o faremo un referendum sull'Euro", minaccia. "Una parte di questo debito è immorale. Facciamo quel che ha fatto la Germania nel 1953 che ha pagato la metà dei debiti di guerra e poi con l'unificazione con Kohl ha pagato pochissimo".

D'altronde, per il capo politico del M5S, le cause della crisi sono nella errata politica economica dell'Ue e della Bce: "la maniacale attenzione all'inflazione che porta alla crisi". Grillo non vuole però passare per anti-europeista. Cita la nascita degli Stati Uniti d'America dove "la prima cosa che i primi nove Stati fecero e' mettere in comune i debiti". "L'Europa avrebbe potuto salvare la Grecia ma non l'ha voluto fare", conclude. 

"Renzi? Non voglio neanche dire il suo nome - "Ecco perché abbiamo questo pupazzo Renzi. Non voglio neanche dire il suo nome", afferma cercando più volte di non citare il suo nome. "Se il Pd ha espresso come risposta questo qui, voglio capire che domanda si sono fatti - aggiunge -. Uno che resuscita un morto come Berlusconi e fa una legge elettorale con il morto e con Verdini, un massone. In tre si mettono in una stanza è fanno la legge elettorale. E poi siamo noi i non democratici".

"Letta lo avevano già deciso" -  Dichiarazioni importanti poi sulla chiamata di Letta da parte di Grillo. "Le consultazioni di Pier Luigi Bersani con noi le hanno fatte per mandarlo al macello e ho le prove", ribadisce. "L'ambasciatore inglese invitò me e Casaleggio a pranzo. C'eravamo io, lui e poi ci ha detto che Letta era al piano di sopra. Questo succedeva un mese prima di Gargamella. Vuol dire che i giochi erano già fatti", afferma. 

Letta: farneticazioni - "Farneticazioni". Così sono state definite le dichiarazioni di Grillo dall'ex premier Letta che in nottata risponde al leader di M5S con un tweet. 

"Napolitano è il responsabile sfracello politico" - "Napolitano si è raddoppiato la carriera. Lui è il responsabile dello sfracello politico e dei partiti, delle larghe intese. L'impeachment non l'hanno neanche letto. E' durato 20 minuti. Continueremo su quella linea perché - ha aggiunto Grillo - lui ha distrutto le intercettazioni. Quando c'è stato il movimento M5S che ha fatto il 25% ha detto che non c'è stato nessun boom". 

"Multa di 250mila a chi dopo le dimissioni non va a casa" - "Alle Europee noi mettiamo il recall come negli Usa. Se gli elettori che ti hanno mandato in Europa ti sconfessano on line, torni a casa o paghi 250mila euro", continua il comico. "Io voglio che ci sia il vincolo di mandato: quando c'erano i galantuomini poteva non esserci, ma ora no. Se non c'è lo mettiamo noi".

"In Ucraina ci sono dietro gli americani" - "Un governo è stato cacciato dalla piazza. Vorrei capire perché un governo che vince le elezioni viene mandato a casa. Chi c'è nella piazza? Chi sparava sulla folla in piazza a Kiev non erano i russi", prosegue. "Lì ci sono forze statunitensi - aggiunge -. E' una situazione complessa".

martedì 22 gennaio 2013

Mentana ai giornalisti candidati: fare i politici sempre meglio che lavorare


ROMA - ''Cari Minzolini, Ruotolo, Mineo, Mucchetti, Giannino, Sechi. Del giornalismo si diceva 'sempre meglio che lavorare'. Della vostra scelta, pure'': cosi'  Enrico Mentana commenta su Twitter la scelta di alcuni suoi colleghi giornalisti di candidarsi alle prossime elezioni.
Ma Oscar Giannino, presidente di Fare (Fermare il declino) non ci sta: ''Per Mentana ambirei a incarichi pubblici e a non lavorare - replica sempre su Twitter -.Sono a reddito 0 e intacco risparmi per seggio incerto. Ridi su mie idee ma non dire fesserie''. E il direttore del TgLa7: ''Lo credo davvero: ma cosi' sarete percepiti. Del tuo caso rispetto la scelta di metterti in gioco, unico tra i citati, senza rete''. Sul social network anche l'opinione di Gianni Riotta, che commenta: ''Tanti giornalisti entrando in politica non e' che poi in fondo cambino davvero mestiere: facevano politica anche prima''. E nel dibattito virtuale entra, con una battuta, pure Antonello Piroso, ex direttore del TgLa7 e attuale direttore editoriale della testata online Blogo.it: ''Fare i giornalisti e' sempre meglio che lavorare, fare i politici e' sempre meglio che fare i giornalisti''.

sabato 29 dicembre 2012

Titolare di un bar ucciso nella notte davanti al suo locale a Mentana


MENTANA (Roma) -Un uomo di 54 anni,  titolare di un bar, è stato ucciso con un colpo di pistola nella tarda serata di ieri a Mentana, in provincia di Roma, mentre stava per chiudere il locale. Il cadavere è stato notato dda alcuni passanti. I carabinieri di Monterotondo ipotizzano che l'uomo sia stato avvicinato dal killer dentro il locale e ferito durante una lite; si sarebbe quindi trascinato all'esterno, dove è morto.
La vittima era incensurata, e i carabinieri indagano nella sua vita privata per trovare eventuali moventi del delitto, avvenuto a poca distanza dalla caserma dell'Arma di Mentana. Secondo una prima ipotesi, l'omicidio potrebbe essere stato il risultato di una lite degenerata. L'assassino potrebbe aver sparato il colpo di pistola solo per ferire o per intimidire la vittima, ma la ferita all'arteria femorale è poi risultata letale. Gli investigatori non escludono però che l'omicidio sia stato provocato da una reazione della vittima a una rapina. I militari stanno ora cercando eventuali testimoni che abbiano assistito ai fatti

giovedì 15 dicembre 2011

Mentana su Facebook: ritiro le dimissioni

              La pagina Facebook di Mentana con il ritiro delle dimissioni
ROMA - "Ieri sera alle 22.50 le agenzie hanno diffuso un comunicato con cui l'assemblea dei giornalisti del tg LA7 fa sapere di essere 'categoricamente contraria alla denuncia nei confronti del direttore Enrico Mentana, annunciata dall'Associazione Stampa Romana, che reputa sbagliata e che non deve essere inoltrata'. Una dissociazione cosi' chiara fa giustizia di ogni ostilita', ed e' un segno di considerazione e di affetto che sarebbe folle non raccogliere. Mi sembra doveroso quindi ritirare le dimissioni". 
Lo annuncia sulla sua pagina di Facebook, il direttore del Tg La7 Enrico Mentana.
"Fioccheranno le dietrologie - ha aggiunto - ma chi se ne frega: anche la maggior parte di voi mi ha consigliato di non lasciare incompiuto il lavoro a LA7. Avanti, quindi, senza piu' ombre" .

Come previsto: Mentana starebbe per ritirare le dimissioni

ROMA - ''Le nubi si diradano, la notte porta consiglio. Ma penso che a questo punto la maggior parte delle ruggini siano state eliminate''. Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, dopo la nota diffusa ieri sera dal Comitato di redazione della testata del Tg La7, nella quale si chiede all'associazione stampa romana di ritirare la denuncia per comportamento antisindacale, sembra voglia ripensare la sua annunciata intenzione di dimettersi dalla direzione del Tg di Telecom Italia Media.

mercoledì 14 dicembre 2011

Si dimette il direttore del tg de La7 Enrico Mentana, in polemica con il cdr che lo aveva denunciato. Ma il sindacato smentisce: mai denunciato



ROMA - Il direttore del tg la7 Enrico Mentana si è dimesso. Lo ha reso noto il direttore stesso dopo aver appreso la notizia di ''essere stato denunciato alla magistratura ordinaria da parte del Cdr della testata''. 
 ''Ieri pomeriggio - ha spiegato Mentana - ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria dal mio cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7''. 

Ieri era stato denunciato dal cdr e dall'Associazione stampa romana per comportamento antisindacale perchè si era rifiutato di leggere il comunicato stampa del sindacato unico dei giornalisti che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici di Cgil, Cisl e Uil.
 “Sono rituali, che se mai hanno avuto un senso, certo non lo hanno ora. Faccio il giornalista e dò notizie per i telespettatori, non leggo comunicati di altri” - aveva dichiarato - Così come durante il tg non ho mai letto comunicati diTelecom, ovvero del mio editore, non vedo perché dovrei leggere quelli dei sindacati. La Federazione della Stampa non può comportarsi come quelle aziende che pretendono – conclude Mentana – la pubblicazione dei loro comunicati”.

''Sembra una reazione iperbolica. Mi pare che siano gia' troppi coloro che si affannano a compiere atti di delegittimazione del sindacato e dei contratti. Qui addirittura si confondono i fatti. Ne' il cdr, ne' la Fnsi hanno mai denunciato Mentana. Il ricorso per il comportamento antisindacale possono farlo solo gli organismi territoriali dei sindacati. Al momento non so neanche se sia stato depositato il ricorso''. Lo dichiara il segretario Fnsi Franco Siddi. 
''Mi pare che si stia creando un caso esagerato - prosegue Siddi -, forse drogato dai valori che crea il mezzo televisivo anche sull'immagine delle persone per una vicenda che meritava di essere trattata nelle sedi giuste e secondo principi di saggezza e semplici regole di comportamento e buon senso'' ''Mentana e' un eccellente direttore, forse anche un fuoriclasse in questo ruolo, ma sul resto forse qualche volta anche lui stecca - aggiunge Siddi -. Detto questo, perche' si recuperi un rapporto impostato sul buon senso (non si dimentichi comunque non e' un delitto chiedere la pubblicazione di un documento sindacale, ma e' un atto che appartiene agli obblighi e doveri del giornalista), il sindacato anche in queste ore ha problemi piu' delicati di cui occuparsi delle fortune di un direttore: decine di colleghi stanno finendo cassintegrati o disoccupati per la grave crisi dell'industria dell'editoria''.
 Il comitato di redazione de Tg La 7 smentisce di aver presentato o di avere intenzione di presentare alcuna denuncia alla magistratura nei confronti del direttore Mentana, cui rinnova la stima e l'apprezzamento per lo straordinario lavoro che sta svolgendo insieme alla redazione. E' quanto si legge in una nota del Cdr dove si sottolinea che: ''Il comitato di redazione de la 7 cerca il dialogo, come ha sempre fatto, anche quando sono state messe in discussione le regole delle relazioni sindacali''.La vicenda cui si fa riferimento, fa notare ancora il CdR ''non riguarda i rapporti tra il direttore e il Cdr, ma la questione insorta tra la direzione e il sindacato nazionale e regionale sul diniego opposto alla lettura, secondo le regole del contratto nazionale di lavoro, del comunicato della Fnsi di solidarieta' con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una manovra piu' equa. Ieri stesso - conclude il Comitato di redazione de la Federazione Nazionale della Stampa ha proposto al direttore, che ha dato la sua disponibilita', una mediazione per ricomporre conflitti e incomprensioni e ripristinare serene relazioni sindacali''.
Telecom Italia Media "non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale circa la decisione di Enrico Mentana di volersi dimettere dalla guida del Tg La7". E' quanto si legge in una nota del gruppo che controlla l'emittente televisiva.