Visualizzazione post con etichetta Mucchetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mucchetti. Mostra tutti i post

sabato 13 luglio 2013

Grillo all’attacco del Pd sul ddl sul conflitto di interessi

ROMA - “Di fronte alla improvvisa perdita del suo azionista di riferimento per ineleggibilità, il pdmenoelle non ha avuto esitazioni: ha certificato la propria 'non esistenza', sulla quale pochi in realtà avevano dei dubbi". Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo, in un post in cui c'è un fotomontaggio che ha il nome 'Amletta'.
"I parlamentari pdmenoellini Luigi Zanda e Massimo Mucchetti - continua Grillo - hanno presentato un disegno di legge per modificare la legge 361 del 1957 sulla ineleggibilità per i casi di conflitto di interesse sostituendola con il principio di incompatibilità. Berlusconi avrà quindi un anno per scegliere fra le sue aziende o la politica. Nel frattempo - aggiunge il leader del M5S - potrà rimanere tranquillamente in Parlamento invece di esserne cacciato. Senatore tra i senatori. Il provvedimento di urgenza che, se approvato, sarà già esecutivo il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è stato reso necessario, improrogabile, dalla richiesta del M5S di dichiarare ineleggibile Berlusconi a norma di legge".
"Ineleggibile o incompatibile? Salvare ancora Berlusconi o dopo vent'anni di inciuci dimostrare di essere qualcosa di più di un ectoplasma politico? Questo è il problema per il pdmenoelle. Se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi dell'opinione pubblica, i sassi e i dardi della propria sepolta coscienza, o buttar fuori dal Parlamento un evasore ineleggibile. Tale dilemma non esiste.Tra 'essere e non essere' il pdmenoelle ha sempre scelto, in nome di comuni interessi, di 'non essere'", conclude Grillo parafrasandol'Amleto di Shakespeare.

La replica di Epifani Il ddl Mucchetti "è una legge buona e positiva, non pro-Berlusconi". Lo ha detto il segretario del Pd Guglielmo Epifani. Una proposta, ha spiegato, che "è stata presentata un mese fa ma improvvisamente oggi viene visto come qualcosa che aiuta Berlusconi: non serve a questo scopo, ma ad avere in Italia una legge europea sul conflitto di interessi moderno al posto di una legge molto datata come quella in vigore, che ha 50 anni".

martedì 22 gennaio 2013

Mentana ai giornalisti candidati: fare i politici sempre meglio che lavorare


ROMA - ''Cari Minzolini, Ruotolo, Mineo, Mucchetti, Giannino, Sechi. Del giornalismo si diceva 'sempre meglio che lavorare'. Della vostra scelta, pure'': cosi'  Enrico Mentana commenta su Twitter la scelta di alcuni suoi colleghi giornalisti di candidarsi alle prossime elezioni.
Ma Oscar Giannino, presidente di Fare (Fermare il declino) non ci sta: ''Per Mentana ambirei a incarichi pubblici e a non lavorare - replica sempre su Twitter -.Sono a reddito 0 e intacco risparmi per seggio incerto. Ridi su mie idee ma non dire fesserie''. E il direttore del TgLa7: ''Lo credo davvero: ma cosi' sarete percepiti. Del tuo caso rispetto la scelta di metterti in gioco, unico tra i citati, senza rete''. Sul social network anche l'opinione di Gianni Riotta, che commenta: ''Tanti giornalisti entrando in politica non e' che poi in fondo cambino davvero mestiere: facevano politica anche prima''. E nel dibattito virtuale entra, con una battuta, pure Antonello Piroso, ex direttore del TgLa7 e attuale direttore editoriale della testata online Blogo.it: ''Fare i giornalisti e' sempre meglio che lavorare, fare i politici e' sempre meglio che fare i giornalisti''.