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venerdì 16 novembre 2012

Incitamento all’odio razziale attraverso internet: quattro arresti


ROMA - Alle prime ore di questa mattina, su tutto il territorio nazionale, la polizia di Stato ha effettuato quattro arresti e diciassette perquisizioni nei confronti di cittadini italiani nell'ambito di un'indagine per il contrasto di forme di incitamento all'odio razziale ed all'antisemitismo, realizzate sulla rete internet.
L'accusa è quella di aver costituito un'associazione dedita alla diffusione di idee fondate sulla superiorità della razza bianca, all'odio razziale ed etnico, veicolate attraverso la rete internet e, in particolare, utilizzando la sezione in lingua italiana del forum Stormfront.org che con provvedimento richiesto dal Pubblico Ministero Luca Tescaroli, ed emesso dal Gip Stefano Aprile, è in via di oscuramento. 

sabato 29 settembre 2012

Brasile, vergine si mette all'asta. Con i soldi vuole aiutare i poveri

Il sito web dove si svolge “l’asta”

RIO DE JANEIRO - Una ventenne brasiliana di origine italiana ha messo all'asta su internet la propria verginità e con il ricavato intende realizzare un progetto di case popolari per famiglie povere di Santa Catarina, lo stato meridionale dove è nata. Nel sito messo online per l'occasione le offerte hanno già superato i 160mila dollari. Alla fine l'intera storia diventerà un documentario.
Catarina Migliorini, 20 anni compiuti da poco, sostiene di essere una ragazza "molto romantica" e ritiene che la sua scelta non ha niente a che vedere con la prostituzione. "Se lo fai solo una volta nella vita non sei una prostituta. Così come se per una volta scatti una bella foto non diventi automaticamente un fotografo", sostiene convinta Catarina. 
L'asta terminerà il prossimo 15 ottobre e il vincitore resterà anonimo anche se dalla vicenda verrà tratto un documentario prodotto da un cineasta australiano. Il regolamento prevede che Catarina incontri il vincitore a bordo di un aereo per non incorrere in alcun reato (in Brasile, come in Italia, la prostituzione è legale ma è punito lo sfruttamento). 
"I soldi andranno tutti a me, la produzione australiana non prenderà un centesimo", assicura comunque la ragazza. "Il vincitore - rivela Catarina - potrà trascorrere un'ora con me, potrà conversare, se vuole, ma non baciarmi. E dovrà usare il preservativo. Ho vent'anni, sono responsabile del mio corpo e non sto facendo del male a nessuno. L'unica cosa che mi preoccupa è che la mia famiglia soffrirà".

martedì 7 agosto 2012

Schwazer: “Ho comprato l’epo su internet. I russi mi dicevano: noi prendiamo certe cose”


BOLZANO - Alex Schwazer non attenderà le controanalisi. Subito dopo la notizia della sua esclusione dai Giochi per la positività a un controllo antidoping, il marciatore ha confessato le sue responsabilità: "Ho preso questa disgraziata iniziativa a metà luglio, dopo aver concluso la preparazione. L'ho trovata su Internet, dove era spiegato anche il modo per iniettarla. La mia carriera è finita, la mia vita è finita".

In un'intervista telefonica alla Gazzetta dello Sport, l'oro olimpico di Pechino 2008 ha cercato di spiegare i motivi che lo hanno portato ad avvicinarsi al doping: "Andavo forte, mi sentivo pronto per vincere. Ma cercavo qualcosa di più. Lo scorso anno ai Mondiali in Sud Corea, i russi mi hanno detto in faccia che loro usano delle cose. Questo pensiero mi girava per la testa, era un tarlo”.
Schwazer sa bene che, dal 6 agosto 2012, tutto è cambiato. L'eroe olimpico di Pechino lascia il posto, nell'immaginario comune, all'atleta dopato. E persino quella medaglia conquistata quattro anni fa, rischia di sbiadirsi: "In quell'occasione ero pulitissimo, lo giuro. Ho sbagliato, ho distrutto tutto quanto di buono ho fatto in questi anni, tutto cancellato. Non riesco più a guardarmi allo specchio".

Schwazer sa bene di aver deluso parenti, amici, colleghi e, con loro, milioni di italiani: "Ho ingannato un sacco di gente, ho tradito la fiducia di chi mi vuole bene. Ho vergogna a tornare a casa dai miei genitori. Non tornerò mai più a marciare, mi vergogno e basta".
Il padre di Alex Schwazer, Josef, si assume le colpe per non aver aiutato il figlio in un momento così difficile da convincerlo a buttare all'aria trionfi e soddisfazioni assumendo doping: "Le responsabilità sono mie, perché se si vede un figlio, che durante tutto l'anno è stato male, si deve capire e si deve cercare di parlargli. Gli chiedo perdono". Josef Schwazer cerca di capire perché Alex abbia assunto l'Epo: "L'ultima volta che è partito da qui - racconta davanti alla casa di famiglia con una voce rotta dal pianto - era distrutto. Forse l'ha fatto per non deludere gli altri. E' stata al 100% la prima volta che ha fatto uso di queste sostanze".

mercoledì 13 luglio 2011

I giornalisti? Narcisi e legati al potere. Lo pensano gli italiani

ROMA - Poco indipendenti, narcisisti e troppo legati al potere. E' il ritratto spietato dei giornalisti tracciato dagli utenti dell'informzione in Italia e riassunto nell'annuale rapporto del Censis e dell'Ucsi sulla comunicazione. Secondo il 67,2% degli italiani gli operatori dell'informazione in Italia sono sì preparati ma non abbastanza indipendenti, mentre per il 67,8% di loro le penne del giornalismo italiano sono "molto spregiudicate", ovvero hanno "smanie di protagonismo" che non fanno raggiungere alla stampa nemmeno la sufficienza in termini di reputazione. Insomma per quasi la metà degli intervistati (il 49,8%) il Quarto Potere in Italia è poco affidabile. Dall'analisi ne esce comunque un Paese sempre più multimediale con oltre un italiano su due che usa Internet e con un peso sempre più crescente dell'informazione online.
La centralità dei telegiornali è ancora fuori discussione, visto che l'80,9% degli italiani li utilizza come fonte. Tra i giovani, però, il dato scende al 69,2%, avvicinandosi molto al 65,7% raggiunto dai motori di ricerca su Internet e al 61,5% di Facebook. In generale dopo la Tv resta il peso dominante dell'informazione radiofonica al secondo posto mentre cresce l'uso dei giornali online, seguiti dal 21% della popolazione.
L'uso di Internet ha superato intanto la fatidica soglia del 50% della popolazione, ovvero oltre un italiano su due naviga regolarmente, anche se il dato mostra una netta spaccatura tra l'altissimo utilizzo per le persone al di sotto dei 30 anni (87,4%) e quelle al di sopra dei 65 (appena il 15,1%).