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lunedì 3 giugno 2013

Santambrogio, vincitore di una tappa al Giro d’Italia, trovato positivo all’EPO


Mauro Santambrogio
ROMA - Il ciclista Mauro Santambrogio è risultato positivo all’EPO ad un controllo antidoping effettuato a Napoli il 4 maggio al termine della prima tappa del Giro d’Italia nella cui classifica finale si era piazzato nono. Il test è stato disposto dall’UCI e la positività è stata riscontrata dal laboratorio di Roma. Il ciclista lombardo della Fantini Selle appartiene alla stessa squadra di Danilo Di Luca, anche lui trovato positivo all’EPO durante la corsa. Il 18 maggio scorso Santambrogio ha conquistato la sua prima tappa al Giro d’Italia precedendo sull’arrivo in salita di Bardonecchia Vincenzo Nibali.
Per Santambrogio, come da prassi, è scattata la sospensione dell'Uci in attesa delle eventuale controanalisi, che il corridore ha diritto di richiedereA caldo, la prima reazione di Luca Scinto, team manager della squadra, è durissima: "Avete ragione - scrive su Twitter - massacratemi pure, io mi fidavo sono dei pazzi e io un c... a credere a loro, sono dei pazzi e malati". A Roma, presso la Procura antidoping del del Coni, ha aggiunto: "E' la fine, siamo disperati".

venerdì 18 gennaio 2013

La confessione tv di Armstrong: dopato per vincere 7 Tour

NEW YORK - Lance Armstrong durante l'intervista

NEW YORK - Lance Armstrong ha confessato di aver fatto uso di sostanze proibite per vincere i suoi sette Tour de France. "Altrimenti sarebbe stato impossibile vincere", ha detto l'ex campione nel corso di un'intervista con Oprah Winfrey. "Il mio cocktail era fatto di Epo, ma non molto - ha spiegato -, trasfusioni e testoterone. Passerò il resto della mia vita cercando di riconquistare la fiducia della gente e a scusarmi per quel che è successo".
Lance Armstrong si è detto pronto a presentarsi davanti a una commissione "verità e riconciliazione" della Usada, l'agenzia anti-doping americana, in vista di una eventuale amnistia del bando a vita dalle gare. "Se questa commissione fosse creata, sarei il primo a andarci", ha spiegato, aggiungendo però che non è il suo compito quello di far pulizia nel mondo del ciclismo. 

Continuando nella sua confessione il ciclista ha affermato di essere un "bullo", ma di non aver mai ordinato a nessuno di doparsi. "Non ho inventato il doping ma non l'ho fermato". Armstrong ha scagionato poi il medico italiano accusato di essere il cervello del programma doping della squadra. "Continuo a ritenere che Michele Ferrari fosse una brava persona - ha detto -. Ma non sono a mio agio a parlare di altre persone".

Il doping, quando lui gareggiava, era endemico, faceva parte di una cultura. "Ora sto cominciando a capire - ha aggiunto il texano -. Vedo la rabbia della gente. Oggi ho finito di mentire".

martedì 7 agosto 2012

Schwazer: “Ho comprato l’epo su internet. I russi mi dicevano: noi prendiamo certe cose”


BOLZANO - Alex Schwazer non attenderà le controanalisi. Subito dopo la notizia della sua esclusione dai Giochi per la positività a un controllo antidoping, il marciatore ha confessato le sue responsabilità: "Ho preso questa disgraziata iniziativa a metà luglio, dopo aver concluso la preparazione. L'ho trovata su Internet, dove era spiegato anche il modo per iniettarla. La mia carriera è finita, la mia vita è finita".

In un'intervista telefonica alla Gazzetta dello Sport, l'oro olimpico di Pechino 2008 ha cercato di spiegare i motivi che lo hanno portato ad avvicinarsi al doping: "Andavo forte, mi sentivo pronto per vincere. Ma cercavo qualcosa di più. Lo scorso anno ai Mondiali in Sud Corea, i russi mi hanno detto in faccia che loro usano delle cose. Questo pensiero mi girava per la testa, era un tarlo”.
Schwazer sa bene che, dal 6 agosto 2012, tutto è cambiato. L'eroe olimpico di Pechino lascia il posto, nell'immaginario comune, all'atleta dopato. E persino quella medaglia conquistata quattro anni fa, rischia di sbiadirsi: "In quell'occasione ero pulitissimo, lo giuro. Ho sbagliato, ho distrutto tutto quanto di buono ho fatto in questi anni, tutto cancellato. Non riesco più a guardarmi allo specchio".

Schwazer sa bene di aver deluso parenti, amici, colleghi e, con loro, milioni di italiani: "Ho ingannato un sacco di gente, ho tradito la fiducia di chi mi vuole bene. Ho vergogna a tornare a casa dai miei genitori. Non tornerò mai più a marciare, mi vergogno e basta".
Il padre di Alex Schwazer, Josef, si assume le colpe per non aver aiutato il figlio in un momento così difficile da convincerlo a buttare all'aria trionfi e soddisfazioni assumendo doping: "Le responsabilità sono mie, perché se si vede un figlio, che durante tutto l'anno è stato male, si deve capire e si deve cercare di parlargli. Gli chiedo perdono". Josef Schwazer cerca di capire perché Alex abbia assunto l'Epo: "L'ultima volta che è partito da qui - racconta davanti alla casa di famiglia con una voce rotta dal pianto - era distrutto. Forse l'ha fatto per non deludere gli altri. E' stata al 100% la prima volta che ha fatto uso di queste sostanze".

lunedì 6 agosto 2012

E’ il maratoneta altoatesino Alex Schwazer l’azzurro escluso dalle Olimpiadi per doping (positivo all’epo). “Ho fatto tutto da solo”

Alex Schwazer

LONDRA - ''Ho sbagliato, la mia carriera è finita. Volevo essere più forte per questa Olimpiade. Ho fatto tutto da solo e di testa mia e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo. La mia vita nell'atletica è finita oggi". Con una dichiarazione dettata all'agenzia Ansa Alex Schwazer ha confermato di essere lui l'atleta italiano che il Coni ha escluso dalle Olimpiadi. Il bolzanino, primo quattro anni fa a Pechino nella 50 km, è stato bloccato in Italia, poco prima che partisse per Londra dove rappresentava l'unica speranza di medaglia per l'Italia nell'atletica. E' risultato positivo all'Epo o ad un metabolita ad un controllo antidoping effettuato il 30 luglio scorso ad Oberstdorf, dove si stava preparando per i Giochi, in Germania. Tra i primi a ricevere la notizia Michele Didoni, tecnico della marcia. "Mi ha chiamato e mi ha detto che aveva una notizia brutta. Non ho neppure voluto chiedergli perché l'ha fatto: non ci sono giustificazioni. A 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex deve crescere e cambiare vita. "Mi ha telefonato, continuava a ripetere puerilmente 'mi prendo tutte le responsabilità', senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La madre stava per essere ricoverata al pronto soccorso per la tensione". Schwazer non era ancora arrivato a Londra: aveva rinunciato alla gara di marcia dei 20 km, per disputare soltanto quella sui 50. Tra l'informativa della Wada e l'esclusione dell'atleta, fidanzato della pattinatrice Carolina Kostner, sono passate soltanto due ore.
Ironicamente, sul sito dell'atleta di Vipiteno si trova questa frase: "In molti mi chiedono come ci si prepara ai Giochi Olimpici: semplice, allenandosi, allenandosi, e allenandosi ancora".
Delusa anche la Fidal. "La federazione italiana di atletica leggera ha ricevuto, a Londra, notizia della positività ad un controllo antidoping del proprio atleta Alex Schwazer, e la conseguente decisione, assunta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, di escluderlo dalla squadra olimpica - si legge in una nota - . Nel condividere pienamente la scelta operata dal Coni, la Fidal esprime profonda delusione e disappunto per l'accaduto, sottolineando al contempo la propria ferma posizione di condanna nei confronti di ogni forma di doping. La direzione intrapresa dall'atletica italiana su questo tema non è nuova, non ha mai ammesso, e mai ammetterà, deviazioni di alcun tipo".
"Meglio una medaglia in meno, ma combattere questa situazione. E' un bene aver fermato Alex Schwazer prima della gara, così che la lotta al doping ne esce rafforzata", è l'opinione del presidente della federatletica, Franco Arese..