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martedì 17 aprile 2012

Davide Boni, dimissioni da presidente del consiglio regionale lombardo. E Belsito riconsegna diamanti e gioielli (alla GdF)


MILANO - "Ho sentito un dovere in questo momento in cui il mio partito è continuamente sui giornali". Davide Boni ha spiegato così le sue dimissioni da presidente del Consiglio regionale della Lombardia. "Ne ho sentito il bisogno", ha poi aggiunto l'esponente della Lega in una conferenza stampa, aggiungendo che "non c'é stato altro, la mia situazione giudiziaria non è cambiata rispetto a 5 settimane fa" e "sono estraneo" a quella vicenda. 
Boni ha spiegato che le sue dimissioni dal Pirellone saranno depositate domattina (18 marzo), mentre il sostituto (che sarà sempre leghista) verrà eletto l'8 maggio, nella prima seduta del Consiglio regionale.
E Francesco Belsito, l'ex tesoriere della Lega Nord indagato dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria per truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, ha consegnato i diamanti e i lingotti d'oro alla Guardia di finanza di Milano. La riconsegna e' avvenuta tramite il suo legale, l'avvocato genovese Paolo Scovazzi.

venerdì 16 marzo 2012

Un indagato per le tangenti che coinvolgono Davide Boni: “Soldi pro quota alla Lega e a Forza Italia”


MILANO - "Sono a conoscenza che i soldi per la politica dovevano essere destinati pro quota ai partiti che reggevano la giunta Cassanese, in particolare Forza Italia e Lega Nord": è quanto dichiarato in un interrogatorio del 9 novembre 2011 da Gilberto Leuci, indagato nell'inchiesta della procura di Milano su un giro di presunte tangenti che vede coinvolto anche il presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni.
Leuci spiega il presunto 'sistema': "Posso dire che le operazioni che io ho montato a Cassano, sulle quali ho percepito denaro dagli imprenditori, denaro che oggi ho girato a Michele Ugliola trattenendo la mia parte, sono circa 12. Posso quantificare in circa un milione e mezzo di euro la somma che io ho ritirato dagli imprenditori per le predette operazioni. Io e Ugliola trattenevamo generalmente tra un quarto e un terzo delle somme ricevute valutando la quota trattenuta caso per caso".
L'indagato spiega poi come avveniva la spartizione delle tangenti: "La quota da destinare ai politici, di circa due terzi della somma percepita, era gestita completamente da Ugliola, il quale si occupava di recapitarla ai politici". Leuci individua con precisione i ruoli di Boni e del suo segretario, Dario Ghezzi: "Non so indicare un esponente politico preciso per quanto riguarda il partito Forza Italia, mentre posso indicare Boni e Ghezzi come politici di livello più alto, con cui aveva stretti rapporti Ugliola, da cui avevamo copertura".

mercoledì 7 marzo 2012

I pm: forse un sistema tangentizio lombardo Lega-pdL



MILANO  - Nuovi clamorosi sviluppi per l'inchiesta milanese sulle presunte tangenti al 'Pirellone'. La Procura di Milano, che ieri aveva inviato un avviso di garanzia al presidente leghista del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni, ora ipotizza un vero e proprio 'sistema', che coinvolgerebbe una decina di esponenti della Lega e del Pdl, alleati in giunta, indagati insieme ad altrettanti imprenditori
Vi sarebbe anche un collegamento tra l'inchiesta che ha gia' portato in carcere l'ex vice presidente del consiglio e assessore all'ambiente del Pdl Nicoli Cristiani e quella su Boni. In un recente interrogatorio Nicoli Cristiani avrebbe infatti fornito agli inquirenti elementi che fanno ipotizzare l'esistenza di un meccanismo di corruzione simile nei due partiti se non addirittura una rete di rapporti tra assessori. Gli imprenditori che chiedevano favori, infatti, viene fatto notare negli ambienti investigativi, dovevano necessariamente rivolgersi a diversi assessorati per ottenere una corsia preferenziale per le loro pratiche.
Secondo i magistrati parte delle mazzette che sarebbero state promesse o incassate da Boni e dal suo collaboratore Dario Ghezzi sarebbero state utilizzate per iniziative elettorali tra il 2008 e il 2010. In particolare i soldi sarebbero stati utilizzati per iniziative nel comune di Cassano d'Adda ma non solo: la somma complessiva delle tangenti date o promesse viene infatti calcolata in circa un milione e seicentomila euro. I vertici regionali della Lega, sempre secondo l'ipotesi d'accusa, sarebbero stati consapevoli della natura illecita dei finanziamenti che venivano utilizzati per le campagne elettorali. Entrambe le inchieste, quella su Nicoli Cristiani e quella su Boni, sono coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini.
Umberto Bossi e Davide Boni
Davide Boni avrebbe proclamato la sua "estraneita'" alle accuse di corruzione, mosse dalla procura di Milano, e, nel faccia a faccia con Umberto Bossi, avrebbe messo a disposizione del segretario federale della Lega Nord l'incarico di presidente del consiglio regionale lombardo.
  
Secondo quanto si apprende, il capo padano ha respinto le dimissioni e gli avrebbe detto "vai avanti"

Il Pd chiede le dimissioni del presidente del consiglio regionale lombardo Boni indagato per corruzione. Il giro di tangenti potrebbe essere finito anche alla Lega


Il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni

MILANO - Il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni, indagato per corruzione nell'inchiesta milanese che punta a far luce su un giro di tangenti che sarebbero state utIlizzate anche per iniziative della Lega, potrebbe chiedere di farsi interrogare. Lo ha spiegato l'avvocato Federico Cecconi, chiarendo che "l'interrogatorio è una opzione, assieme a quella di presentare memorie difensive" in un contesto di "massima disponibilità e dialogo". Da oggi, ha aggiunto l'avvocato, "comincia il nostro processo". 


Il "complotto"  Il "la" lo dà Umberto Bossi: "«Vogliono distruggerci - avrebbe detto il capo padano -. Usano tutti i mezzi, ma non ci riusciranno. Anzi, la Lega prenderà ancora più voti. Chissenefrega dei giudici... " Dice il capogruppo della Lega alla Camera, Giampaolo Dozzo: "Non ci sorprende affatto il comportamento della magistratura. Visto che una settimana dopo la presentazione dell'emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati è arrivato un avviso di garanzia al firmatario di quel testo (Gianluca Pini, ndr), non ci sorprende che i magistrati abbiano un occhio di riguardo nei nostri confronti". Insomma, il coinvolgimento padano sarebbe una sorta di ritorsione dei magistrati. L'interpretazione dell'eurodeputato Matteo Salvini: "Non sono un complottista, ma posso dire che è sicuramente una coincidenza strana che si stia montando tutto un sistema intorno alla Lega, che è rimasta l'unica forza politica d'opposizione, anche mediaticamente parlando".

Valmaggi (Pd): Dimissioni  "Auspichiamo che a tutela di se stesso e delle istituzioni, le sue dimissioni dall'Ufficio di presidenza arrivino al più presto". Sara Valmaggi (Pd), uno dei due vicepresidenti del Consiglio regionale della Lombardia, é tornata così a chiedere le dimissioni del presidente Boni. Una richiesta già avanzata ieri dalle opposizioni, ma che finora non ha avuto risposta. 
All'indomani della diffusione della notizia dell'indagine, la Valmaggi dice di "non credere mai ai complotti", come hanno invece sostenuto esponenti leghisti. "L'aspetto giudiziario è solo la punta dell'iceberg - ha ribadito l'esponente del Pd interpellata a margine di un convegno sulle donne al Pirellone -. Il dato politico è l'incapacità di tenuta di questa maggioranza, di cui il presidente Formigoni dovrebbe prendere atto. Il vero risanamento passa dal ritorno alle urne".

Formigoni: Niente contro la giunta  Non c'è nulla di addebitato contro di me e contro la giunta, Boni dovrebbe spiegarsi pubblicamente visto che dice di essere estraneo". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervistato da Tgcom24 dopo l'inchiesta che ha coinvolto il presidente del Consiglio regionale. "Boni ha detto che può dimostrare la sua totale estraneità. Se emergerà un danno contro la Regione Lombardia ci costituiremo parte civile".
Roberto Formigoni

"C'è una questione morale su cui è bene che tutti, non certo solo la politica, riflettano", ha aggiunto il presidente della Regione Lombardia. Tutti insieme questi, ha sottolineato Formigoni, "sono fatti dolorosissimi che indeboliscono il sistema e la fiducia dei cittadini, non ci deve essere un gioco di scaricabarile fra i partiti".

"Di fronte alle richieste di elezioni anticipate da parte dell'opposizione, il governatore lombardo ha poi replicato: "Stiamo ottenendo risultati importanti, la nostra azione di governo proseguirà". Secondo Formigoni, quattro incriminazioni su cinque membri dell'ufficio di presidenza "determinano certo un quadro grave, ma ricordo che le responsabilità sono personali e non toccano l'attività della Giunta".

Alla domanda di Tgcom24 su cosa sta succedendo in Lombardia, Formigoni risponde:" Ricordiamo che il primo a finire nei guai è stato il mio competitore Penati contro il quale sono state mosse accuse pesantissime. Ora ci sono persone contro cui sono state mosse accuse gravi e se saranno verificate dovranno essere sanzionate. Non ho parlato con Boni e mi attendo che sia lui a spiegarsi pubblicamente visto che ha sostenuto al sua totale estraneità".
L'imprenditore Luigi Zunino

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, Boni e il capo della sua segreteria Dario Ghezzi, avrebbero gestito "affari illeciti" e spartito tangenti che l'architetto Michele Ugliola e il cognato Gilberto Leuci avrebbero concordato con alcuni imprenditori, tra cui Luigi Zunino e Francesco Monastero (legato al gruppo Sile Costruzioni).
Il tutto affinché alcuni amministratori locali, anche essi destinatari di parte dei profitti illeciti, favorissero gli interessi immobiliari degli imprenditori in diverse aree di Milano e dell'hinterland, soprattutto per la realizzazione di centri commerciali. In alcuni casi si tratta di progetti ancora "attuali". Boni, in particolare, avrebbe ricevuto, tra il 2008 e il 2010 quando era assessore regionale all'Edilizia e al Territorio, buste di contanti anche nei suoi uffici in Regione. Mazzette per un totale di oltre un milione di euro, tra soldi promessi ed effettivamente versati, finiti anche nelle mani di Ghezzi e che sarebbero andati non nelle tasche dei due ma - questa è l' ipotesi degli inquirenti - a finanziare in ordine sparso le iniziative estemporanee della Lega, attraverso esponenti locali.

martedì 6 marzo 2012

Un milione di euro tra il 2008 e il 2010 “girato” alla Lega? Indagato per corruzione il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni


Davide Boni

MILANO - Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, e' indagato dalla Procura di Milano per corruzione.
Boni risulta indagato per corruzione insieme a un suo stretto collaboratore nell'ambito di un' inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, nata da un'indagine su un giro di tangenti che riguardano i vecchi amministratori del Comune di Cassano D'Adda (Milano). Inchiesta che aveva portato all'arresto dell'allora sindaco. Da quanto si è saputo, a dare impulso al nuovo filone investigativo che ha coinvolto Boni sarebbero stati una serie di dichiarazioni rese agli inquirenti dall'architetto Michele Ugliola anche lui indagato per la vicenda che riguarda il comune del milanese e coinvolto anche nel caso Montecity-Santa Giulia.
Dall'inchiesta  emergerebbe, da quanto si è saputo, il sospetto di soldi arrivati alla Lega Nord, attraverso un sistema di tangenti. Il tramite sarebbe l'esponente locale della Lega Nord Marco Paoletti, anche lui indagato.

Dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni messe a verbale da cinque/sei indagati, tra cui lo stesso Marco Paoletti, ex esponente locale della Lega, Boni e Ghezzi tra soldi promessi e versati, questa l'ipotesi degli inquirenti, avrebbero ricevuto un milione di euro dal 2008 al 2010. Denaro in contanti che, come risulta dalle conversazioni telefoniche e dagli interrogatori, il presidente del consiglio regionale e il capo della sua segreteria, non avrebbero intascato ma in qualche modo sarebbe arrivato ad esponenti locali del Carroccio, si suppone per finanziare iniziative del partito a livello territoriale. Tant'é che la procura di Milano sta vagliando l'ipotesi di contestare il reato di finanziamento illecito al partito.
"In relazione ai fatti oggetto di contestazione, anticipo fin da ora la mia totale estraneità" e "confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione": così il presidente del Consiglio regionale della Lombardia. "Confermo che in data odierna - ha dichiarato Boni - mi è stata notificata un'informazione di garanzia contestualmente a una perquisizione negli uffici della mia segreteria". "In relazione ai fatti oggetto di contestazione - ha proseguito il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, indagato per corruzione - anticipo fin d'ora la mia totale estraneità. Nel contempo confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione e la mia estraneità con gli organi inquirenti, in modo da poter fare piena luce sulla vicenda nei tempi più rapidi possibili".