MILANO - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Formigoni. L'ex presidente della regione Lombardia, oggi senatore del Nuovo centrodestra, è accusato di corruzione nell'ambito delle indagini sulla realizzazione di una discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). Secondo gli inquirenti, oltre un milione di euro di tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input di Formigoni.
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lunedì 24 marzo 2014
venerdì 20 aprile 2012
Daccò avrebbe pagato a Formigoni vacanze di Capodanno extralusso ad Anguilla, nei Caraibi, in uno dei resort più cari del mondo, preferito da Brad Pitt
| Una delle lussuose ville dell'Altamer Resort di Anguilla |
MILANO - Pierangelo Daccò, il lobbista del Pirellone, oltre ad aver messo a diposizione del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, uno yacht e una villa per le vacanze estive in Sardegna, avrebbe anche organizzato, per tre anni consecutivi, le vacanze di Capodanno del governatore in un lussuoso albergo delle Antille. Soggiorni da 80 mila euro a settimana su cui i pm di Milano indagano all'interno dell'inchiesta sui presunti fondi neri da 70 milioni della fondazione Maugeri.
Per tre anni di fila Formigoni ha festeggiato il capodanno ad Anguilla, in uno dei resort più cari del mondo. L'Espresso parla di un costo settimanale di oltre 45 mila euro in alta stagione per una delle tre ville dell'Altamer Resort dove hanno soggiornato star come Denzel Washington e Brad Pitt.
Il volo per Parigi del 27 dicembre 2008 che Pietro Daccò, il consulente arrestato con l'accusa di aver dirottato fondi neri dal San Raffaele e dalla fondazione Maugeri, avrebbe pagato a Formigoni e al fratello sarebbe solo la prima tappa del volo per i Caraibi.
D'altronde, Giancarlo Grenci, il custode dei conti svizzeri di Daccò, ai magistrati ha parlato di vacanze di Daccò (e dell'ex assessore Simone, anche lui arrestato) con Formigoni a Saint Martin, ossia ''l'aeroporto caraibico - sottolinea il settimanale - da cui si raggiunge Anguilla''. ''Cifre simili - prosegue l'articolo - non si saldano in contanti: se il governatore ha pagato la sua quota, non avrà problemi a scegliere la linea della trasparenza e dimostrarlo ai cittadini''.
Per tre anni di fila Formigoni ha festeggiato il capodanno ad Anguilla, in uno dei resort più cari del mondo. L'Espresso parla di un costo settimanale di oltre 45 mila euro in alta stagione per una delle tre ville dell'Altamer Resort dove hanno soggiornato star come Denzel Washington e Brad Pitt.
Il volo per Parigi del 27 dicembre 2008 che Pietro Daccò, il consulente arrestato con l'accusa di aver dirottato fondi neri dal San Raffaele e dalla fondazione Maugeri, avrebbe pagato a Formigoni e al fratello sarebbe solo la prima tappa del volo per i Caraibi.
D'altronde, Giancarlo Grenci, il custode dei conti svizzeri di Daccò, ai magistrati ha parlato di vacanze di Daccò (e dell'ex assessore Simone, anche lui arrestato) con Formigoni a Saint Martin, ossia ''l'aeroporto caraibico - sottolinea il settimanale - da cui si raggiunge Anguilla''. ''Cifre simili - prosegue l'articolo - non si saldano in contanti: se il governatore ha pagato la sua quota, non avrà problemi a scegliere la linea della trasparenza e dimostrarlo ai cittadini''.
Grenci ha detto che Daccò ''risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti per enti che facevano fatica ad ottenerli dalla Regione'' e ha aggiunto che questo ''più che su competenze specifiche si fondava su relazioni personali e professionali che Daccò aveva in Regione''. Nell'ordine di custodia cautelare di Daccò viene contestata una consulenza da 2 milioni 950 mila euro alla Maugeri.
In arrivo nuovi provvedimenti
L'Espresso sottolinea che il giorno dopo quel volo del 2007 è entrata in vigore una legge regionale che stanziava ''fiumi di denaro pubblico per migliorare le strutture private'', una legge che, secondo il settimanale, i tecnici regionali chiamavano legge Daccò e che permise alla Maugeri di ottenere 30 milioni di euro. ''Il pool di pm coordinati da Francesco Greco adesso dovrà fare luce sulla destinazione finale dell'enorme provvista estera creata da Daccò e Simone. Nelle procure di Milano, Monza e Brescia - conclude l'articolo - ci sono nuovi provvedimenti che a breve potrebbero dare altre scosse al Pirellone''.
L'Espresso sottolinea che il giorno dopo quel volo del 2007 è entrata in vigore una legge regionale che stanziava ''fiumi di denaro pubblico per migliorare le strutture private'', una legge che, secondo il settimanale, i tecnici regionali chiamavano legge Daccò e che permise alla Maugeri di ottenere 30 milioni di euro. ''Il pool di pm coordinati da Francesco Greco adesso dovrà fare luce sulla destinazione finale dell'enorme provvista estera creata da Daccò e Simone. Nelle procure di Milano, Monza e Brescia - conclude l'articolo - ci sono nuovi provvedimenti che a breve potrebbero dare altre scosse al Pirellone''.
mercoledì 7 marzo 2012
Il Pd chiede le dimissioni del presidente del consiglio regionale lombardo Boni indagato per corruzione. Il giro di tangenti potrebbe essere finito anche alla Lega
| Il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni |
MILANO - Il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni, indagato per corruzione nell'inchiesta milanese che punta a far luce su un giro di tangenti che sarebbero state utIlizzate anche per iniziative della Lega, potrebbe chiedere di farsi interrogare. Lo ha spiegato l'avvocato Federico Cecconi, chiarendo che "l'interrogatorio è una opzione, assieme a quella di presentare memorie difensive" in un contesto di "massima disponibilità e dialogo". Da oggi, ha aggiunto l'avvocato, "comincia il nostro processo".
Il "complotto" Il "la" lo dà Umberto Bossi: "«Vogliono distruggerci - avrebbe detto il capo padano -. Usano tutti i mezzi, ma non ci riusciranno. Anzi, la Lega prenderà ancora più voti. Chissenefrega dei giudici... " Dice il capogruppo della Lega alla Camera, Giampaolo Dozzo: "Non ci sorprende affatto il comportamento della magistratura. Visto che una settimana dopo la presentazione dell'emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati è arrivato un avviso di garanzia al firmatario di quel testo (Gianluca Pini, ndr), non ci sorprende che i magistrati abbiano un occhio di riguardo nei nostri confronti". Insomma, il coinvolgimento padano sarebbe una sorta di ritorsione dei magistrati. L'interpretazione dell'eurodeputato Matteo Salvini: "Non sono un complottista, ma posso dire che è sicuramente una coincidenza strana che si stia montando tutto un sistema intorno alla Lega, che è rimasta l'unica forza politica d'opposizione, anche mediaticamente parlando".
Il "complotto" Il "la" lo dà Umberto Bossi: "«Vogliono distruggerci - avrebbe detto il capo padano -. Usano tutti i mezzi, ma non ci riusciranno. Anzi, la Lega prenderà ancora più voti. Chissenefrega dei giudici... " Dice il capogruppo della Lega alla Camera, Giampaolo Dozzo: "Non ci sorprende affatto il comportamento della magistratura. Visto che una settimana dopo la presentazione dell'emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati è arrivato un avviso di garanzia al firmatario di quel testo (Gianluca Pini, ndr), non ci sorprende che i magistrati abbiano un occhio di riguardo nei nostri confronti". Insomma, il coinvolgimento padano sarebbe una sorta di ritorsione dei magistrati. L'interpretazione dell'eurodeputato Matteo Salvini: "Non sono un complottista, ma posso dire che è sicuramente una coincidenza strana che si stia montando tutto un sistema intorno alla Lega, che è rimasta l'unica forza politica d'opposizione, anche mediaticamente parlando".
Valmaggi (Pd): Dimissioni "Auspichiamo che a tutela di se stesso e delle istituzioni, le sue dimissioni dall'Ufficio di presidenza arrivino al più presto". Sara Valmaggi (Pd), uno dei due vicepresidenti del Consiglio regionale della Lombardia, é tornata così a chiedere le dimissioni del presidente Boni. Una richiesta già avanzata ieri dalle opposizioni, ma che finora non ha avuto risposta.
All'indomani della diffusione della notizia dell'indagine, la Valmaggi dice di "non credere mai ai complotti", come hanno invece sostenuto esponenti leghisti. "L'aspetto giudiziario è solo la punta dell'iceberg - ha ribadito l'esponente del Pd interpellata a margine di un convegno sulle donne al Pirellone -. Il dato politico è l'incapacità di tenuta di questa maggioranza, di cui il presidente Formigoni dovrebbe prendere atto. Il vero risanamento passa dal ritorno alle urne".
Formigoni: Niente contro la giunta Non c'è nulla di addebitato contro di me e contro la giunta, Boni dovrebbe spiegarsi pubblicamente visto che dice di essere estraneo". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervistato da Tgcom24 dopo l'inchiesta che ha coinvolto il presidente del Consiglio regionale. "Boni ha detto che può dimostrare la sua totale estraneità. Se emergerà un danno contro la Regione Lombardia ci costituiremo parte civile".
| Roberto Formigoni |
"C'è una questione morale su cui è bene che tutti, non certo solo la politica, riflettano", ha aggiunto il presidente della Regione Lombardia. Tutti insieme questi, ha sottolineato Formigoni, "sono fatti dolorosissimi che indeboliscono il sistema e la fiducia dei cittadini, non ci deve essere un gioco di scaricabarile fra i partiti".
"Di fronte alle richieste di elezioni anticipate da parte dell'opposizione, il governatore lombardo ha poi replicato: "Stiamo ottenendo risultati importanti, la nostra azione di governo proseguirà". Secondo Formigoni, quattro incriminazioni su cinque membri dell'ufficio di presidenza "determinano certo un quadro grave, ma ricordo che le responsabilità sono personali e non toccano l'attività della Giunta".
Alla domanda di Tgcom24 su cosa sta succedendo in Lombardia, Formigoni risponde:" Ricordiamo che il primo a finire nei guai è stato il mio competitore Penati contro il quale sono state mosse accuse pesantissime. Ora ci sono persone contro cui sono state mosse accuse gravi e se saranno verificate dovranno essere sanzionate. Non ho parlato con Boni e mi attendo che sia lui a spiegarsi pubblicamente visto che ha sostenuto al sua totale estraneità".
| L'imprenditore Luigi Zunino |
Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, Boni e il capo della sua segreteria Dario Ghezzi, avrebbero gestito "affari illeciti" e spartito tangenti che l'architetto Michele Ugliola e il cognato Gilberto Leuci avrebbero concordato con alcuni imprenditori, tra cui Luigi Zunino e Francesco Monastero (legato al gruppo Sile Costruzioni).
Il tutto affinché alcuni amministratori locali, anche essi destinatari di parte dei profitti illeciti, favorissero gli interessi immobiliari degli imprenditori in diverse aree di Milano e dell'hinterland, soprattutto per la realizzazione di centri commerciali. In alcuni casi si tratta di progetti ancora "attuali". Boni, in particolare, avrebbe ricevuto, tra il 2008 e il 2010 quando era assessore regionale all'Edilizia e al Territorio, buste di contanti anche nei suoi uffici in Regione. Mazzette per un totale di oltre un milione di euro, tra soldi promessi ed effettivamente versati, finiti anche nelle mani di Ghezzi e che sarebbero andati non nelle tasche dei due ma - questa è l' ipotesi degli inquirenti - a finanziare in ordine sparso le iniziative estemporanee della Lega, attraverso esponenti locali.
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