GIOIA DEL COLLE (Bari), 15 febbraio - Un pensionato di 66 anni, Pietro De Mattia, ha ucciso sua moglie, Antonia Cirasola, di 56 anni, colpendola alla testa con un martello. L'omicidio è avvenuto a Gioia del Colle in casa di una parente che, al momento, era fuori. L'uomo, che ha confessato, è ora trattenuto nella locale caserma dei carabinieri.
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domenica 15 febbraio 2015
GIOIA DEL COLLE (Bari), uccide la moglie a martellate in testa
GIOIA DEL COLLE (Bari), 15 febbraio - Un pensionato di 66 anni, Pietro De Mattia, ha ucciso sua moglie, Antonia Cirasola, di 56 anni, colpendola alla testa con un martello. L'omicidio è avvenuto a Gioia del Colle in casa di una parente che, al momento, era fuori. L'uomo, che ha confessato, è ora trattenuto nella locale caserma dei carabinieri.
lunedì 5 maggio 2014
Pioltello: a 81 anni massacra la moglie a martellate e tenta di uccidersi
MILANO - Un 81enne, Mario Zorzolo, ha ucciso la moglie, Luis Moragi di 78 anni, a martellate all'interno del proprio appartamento e poi ha tentato di togliersi la vita con la stessa arma. E' accaduto a Pioltello, nel Milanese. A dare l'allarme sono stati i vicini, che hanno chiamato i vigili del fuoco dopo aver sentito le urla provenire dall'abitazione accanto. Ancora da chiarire il movente dell'omicidio.
A dare l'allarme sono stati i vicini di casa: non hanno sentito le urla della donna massacrata provenire dall'appartamento al terzo piano della coppia come sembrava in un primo momento ma si sono preoccupati perchè non vedevano la coppia da diversi giorni. E così hanno chiamato i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta, trovato la vittima distesa sul pavimento e l'anziano privo di sensi. L'uomo aveva una ferita lacero contusa alla testa provocata da una martellata che si era dato dopo l'omicidio. E' stato trasportato all'ospedale di Melzo, dove i medici hanno fatto sapere che non sarebbe in pericolo di vita.
A dare l'allarme sono stati i vicini di casa: non hanno sentito le urla della donna massacrata provenire dall'appartamento al terzo piano della coppia come sembrava in un primo momento ma si sono preoccupati perchè non vedevano la coppia da diversi giorni. E così hanno chiamato i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta, trovato la vittima distesa sul pavimento e l'anziano privo di sensi. L'uomo aveva una ferita lacero contusa alla testa provocata da una martellata che si era dato dopo l'omicidio. E' stato trasportato all'ospedale di Melzo, dove i medici hanno fatto sapere che non sarebbe in pericolo di vita.
venerdì 8 novembre 2013
Pescara: strangolò la moglie, confessa dopo 22 anni. Assolto (prescrizione del reato)
| Teresa Bottega, uccisa dal marito 23 anni fa |
PESCARA - "Si è goduto la vita". E' l'amara conclusione cui i familiari di Teresa Bottega, la donna uccisa nel Pescarese nel marzo del 1990 dal marito Giulio Cesare Morrone, per il cui omicidio, confessato dopo 22 anni, non sconterà nemmeno un giorno di galera. Il motivo? Il gup del tribunale di Pecara ha deciso che quel delitto è prescritto, perché durante il processo con rito abbreviato che si è tenuto nel 2013, il giudice non ha riconosciuto i futili motivi.
Solo quella aggravante, infatti, avrebbe reso il reato imprescrittibile. Per l'articolo 157 del Codice Penale, non vi è prescrizione di reati che prevedono la pena dell'ergastolo. E, in questo caso, il non riconoscimento delle aggravanti, ha permesso a Morrone di evitare appunto il carcere a vita, anticamera della prescrizione del reato, dopo 22 anni.
All’epoca il caso venne rubricato come scomparsa volontaria, dato che la donna, 35enne, sembrava essersi allontanata per ragioni legate ai rapporti incrinati con il marito. La denuncia di scomparsa venne fatta dalle sorelle sette mesi dopo, nell’ottobre del 1990, e il marito confermò l’allontanamento della moglie aggiungendo che già un’altra volta la 35enne se n’era andata dopo un litigio.
Molti anni dopo la confessione, prima al parroco e poi agli inquirenti. Infine il processo e la sentenza, scandalosa per i familiari della vittima, e la libertà„
Il Tribunale di Pescara, con il GUP Sarandrea, ha infatti sancito il "non doversi procedere per intervenuta prescrizione" per l'uomo, che ha mantenuto il segreto per 23 anni, fino a quando un uomo si è rivolto alla Squadra Mobile dopo aver ricevuto una confidenza da un parroco vicino a Morrone, che sapeva del delitto. Il Pm aveva chiesto 16 anni di carcere per Morrone. L'uomo, fuori dall'aula ha esclamato "Sia lodato Gesù Cristo".
«L’ho uccisa in casa, era mattina ma il giorno preciso non lo so, domandate alle sorelle, loro ricordano». Era cominciata così la confessione di Giulio Cesare Morrone, 56 anni, davanti agli uomini della Mobile. «Le ho stretto le mani al collo, lei ha smesso di respirare». La famiglia viveva in una palazzina di Santa Teresa di Spoltore, in via Lago di Garda 6. Quella mattina del 6 o del 7 marzo 1990, i coniugi sono soli in casa. La figlia di 13 anni è a casa dei nonni paterni, il figlio di 11 aspetta sotto casa che il papà lo porti a scuola. «E ho fatto così. L’ho accompagnato, poi sono tornato a casa.Il corpo l’ho messo in un cesto grande e con quello sono sceso in garage attraverso una scala interna». Doveva augurarsi di non incontrare nessuno e nessuno ha incontrato. A quel punto ha caricato il corpo nel bagagliaio e si è messo in macchina: «Non sapevo dove andare, ero in trance, ho guidato senza sapere dove andare. Mi sono ritrovato in autostrada, direzione nord e poi a Ferrara ma non lo so perchè mi sono fermato in quel posto». Quel posto sarebbe Bombeno: «Mi ricordo il cartello, ho dimenticato tutto, il cartello no».
Riapre il bagagliaio, prende il cesto, pesa poco: la donna negli ultimi tempi era dimagrita, pesava 50 chili. E butta il canestro in un fiume: «Non lo so se era un fiume, poteva essere un torrente, un canale». Rientra in macchina e guida verso Pescara: «Sono arrivato che era buio». Per andare quattro ore e quattro per tornare.
lunedì 17 giugno 2013
Oslo: uccide il 12 giugno la moglie, rapisce la figlia di 2 anni, scappa. Preso a Roma
| OSLO - La casa dell'omicidio. Nel riquadro l'assassino in fuga e la figlia ripresi da una telecamera di sicurezza |
| OSLO - L'afghana e la figlia ripresi da una telecamera alla stazione degli autobus della capitale |
ROMA - Arrestato dal Cnaipic della Polizia delle Comunicazioni un cittadino afgano ritenuto responsabile dell'efferato omicidio, avvenuto nella sua casa, della moglie 17enne e del rapimento della figlia minore di due anni avvenuto a Skidders nel comune in Oppland. (Norvegia) lo scorso 12 giugno.
L’afghano è stato arrestato in un caffè, la bambina, choccata ma in buone condizioni, è sotto protezione della polizia: quella norvegese è in viaggio verso Roma per prenderla in consegna.
La fuga dell’omicida era stata seguita passo passo dalla polizia norvegese, che alla fine ha avvertito le autorità italiane e fatto scattare l’arresto: l’uomo era arrivato in Norvegia il 30 marzo come richiedente asilo. Dopo il feroce omicidio avvenuto con uno spiedo, da Oslo l’assassino era andato asd Amburgo e da qui a Roma
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