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lunedì 3 giugno 2013

Roma: pazienti sani di una clinica sottoposti a chemioterapie per tumori che non c’erano e lucrare rimborsi. 7 indagati, che negano

ROMA - Villa Mafalda, la clinica romana già finita sotto i riflettori per altre vicende giudiziarie, è di nuovo nella bufera: la Procura della capitale sospetta che le cartelle cliniche della casa di cura siano state gonfiate per ottenere importanti rimborsi dalle assicurazioni sanitarie. In particolar modo, sarebbero stati diagnosticati dei tumori a persone sane per spingerle a radioterapie o addirittura trattamenti di chemio. 
La casa di cura romana in passato è stata già al centro di altri casi, come le operazioni di chirurgia estetica fatte passare come operazioni urgenti e, lo scorso inverno, del caso dell'assistenza allo scrittore Alberto Bevilacqua, che, secondo la famiglia, era "ostaggio" della clinica. Secondo i pm, la pratica dura da circa quattro anni nei quali i falsi tumori venivano svelati al paziente dopo banali interventi chirurgici oppure dopo esami in cui le neoplasie benigne venivano fatte passare come maligne. 

Nel registro della Procura sono finiti quattro medici e tre infermieri. Tutti respingono fermamente le accuse e chiedono un incidente probatorio, con consulenti esterni chiamati alle perizie sui casi. "Gonfiare le diagnosi è insensato - è la difesa - il materiale biologico su cui fondiamo le diagnosi viene inviato anche negli Stati Uniti. Le nostre verifiche sono maniacali, l'errore emergerebbe subito. L'accusa si scioglierà come neve al sole".  

lunedì 22 ottobre 2012

Taranto, città della morte (e dell’Ilva). Terrificanti dati sul numero dei malati di tumori e sui decessi (+14% di cancri negli uomini, +13% nelle donne)


TARANTO - Visita del ministro della Salute, Renato Balduzzi, a Taranto nel giorno in cui sono usciti dati allarmanti sull'aumento della mortalità per tumori. "La situazione è indubbiamente complessa", ha detto. "Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate", ha aggiunto.
Secondo i dati ufficiali del ministero, contenuti nel progetto Sentieri aggiornato al 2003-2009 e riferiti a Taranto con Statte, si registra a Taranto un +14% di mortalità per gli uomini per tutte le cause; e +8% di mortalità per le donne per tutte le cause.
Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.
In particolare, secondo il progetto Sentieri, si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Si registra complessivamente un aumento di tutti i tumori del 30%.
Per i bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita. C'è un eccesso a Taranto della mortalità dei bambini nel primo anno di vita del 20% rispetto al resto della Puglia, ha spiegato uno degli esperti della commissione ministeriale. 
Lo stabilimento siderurgico Ilva, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati l al benzopirene", si legge ancora nel rapporto. 
"Dai dati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto", è l'accusa del dossier del progetto Sentieri. Questo quadro viene ritenuto "coerente" con quanto emerso dai precedenti studi su mortalità e morbosità. In particolare, e' stato osservato, "i residenti nei quartieri Tamburi, Borgo, Paolo Vi e nel comune di Statte mostrano una mortalità e una morbosità più elevato rispetto alla popolazione di riferimento in particolare per le malattie per le quali le esposizioni ambientali presenti possono costituire specifici fattori di rischio".
"I livelli di diossine e Pcb osservati nel sangue degli allevatori di masserie nella fascia 0-15 km dal polo industriale sono consistentemente più elevati di quelli osservati a distanze maggiori".Lo dice il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, citando i dati sulla mortalità forniti dal ministro della Salute. "Questo dato - aggiunge Marescotti - è coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge". "Questi dati - aggiunge Marescotti - confermano come lo stato di contaminazione della catena alimentare abbia prodotto più alte concentrazioni delle diossine e dei Pcb nel sangue della popolazione più esposta, come appunto gli allevatori i quali in genere si cibano dei loro prodotti".

domenica 5 agosto 2012

Studio Usa: la chemioterapia “rafforza” i tumori


SEATTLE - La chemioterapia usata da decenni per combattere il cancro in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende 'immune' il tumore a ulteriori trattamenti. 
La scoperta, "del tutto inattesa", e' stata pubblicata sulla rivista Nature ed è frutto di uno studio statunitense sulle cellule del cancro alla prostata tesa ad accertare come mai queste ultime siano cosi' difficili da eliminare nel corpo umano mentre sono estremamente facili da uccidere in laboratorio. Sono stati analizzati gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata. Sono stati scoperti "evidenti danni nel Dna" nelle cellule sane intorno all'area colpita dal cancro. Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali.
La scoperta che "l'aumento della WNT16B...interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, piu' importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali...era del tutto inattesa", ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle nello stato di Washington 
La novita' conferma tra l'altro un elemento noto da tempi tra gli oncologi: i tumori rispondono bene alle prime chemio salvo poi ricrescere rapidamente e sviluppando una resistenza maggiore ad ulteriori trattamenti chemioterapoci. Un dato dimostrato dalla percentuale di riproduzione delle cellule tumorali tra i vari trattamenti. "I nostri risultati indicano che il danno nelle cellule benigne puo direttamente contribuire a rafforzare la crescita 'cinetica' del cancro", si legge nello studio che, hanno spiegato i ricercatori, ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie 
Ma la scoperta potrebbe aprire la strada allo sviluppo di un trattamento che non produca questo dannoso effetto collaterale della chemioterapia: "Per esempio un anticorpo alla WNT16B, assunto durante alla chemio, potrebbe migliorane la risposTa uccidendo più cellule tumorali. In alternativa si potrebbero ridurre le dosi della chemio"

sabato 9 giugno 2012

Riconosciuti a New York 50 tumori tra quelli causati dalla nube tossica dell’11 settembre. I malati avranno aiuti e risarcimenti


NEW YORK - Un funzionario federale della sanità pubblica ha “spianato la strada” per 50 diversi tipi di tumore da aggiungere alla lista delle malattie coperte da un fondo di 4,3 miliardi dollari istituito per compensare e trattare le persone esposte a tossine fumo, polvere e fumi nei mesi dopo l’sttacco terroristico dell’11 settembre 2001.
 La decisione rappresenta il successo di una rivendicazione per centinaia e forse migliaia di persone che hanno sostenuto - spesso a dispetto della resistenza da parte dei funzionari della sanità pubblica - che i loro tumori erano stati causati dalla loro esposizione alla nube di polvere e agenti tossici causata dal crollo delle torri gemelle.
Essa consentirà non solo ai soccorritori, ma anche a volontari, residenti, scolaresche e passanti di richiedere un indennizzo e il trattamento per i tumori sviluppati in seguito agli attacchi. La decisione, del Dr. John Howard, direttore dell'Istituto nazionale per la sicurezza e la salute, arriva nonostante una attuale assenza di prove che collegano l'attacco al cancro, provocando un certo scetticismo tra gli epidemiologi. Si riduce anche la quantità di denaro per le persone che soffrono di disturbi legati a maggior ragione agli attacchi dell'11 settembre, vale a dire danni polmonari e malattie respiratorie.
E pone una serie di problemi logistici, in quanto sarà difficile se non impossibile, separare le persone che hanno sviluppato il cancro a causa di Ground Zero da che avrebbe avuto la malattia in ogni caso e perché la diagnosi di cancro di molti rischia di essere fatta anni dopo il termine ultimo per la richiesta di risarcimento , nel 2016.
Carolyn B. Maloney, democratica di New York e  sponsor primario della legge del 2010 che ha istituito il fondo, ha detto che tali preoccupazioni sono logiche, ma ha riconosciuto che la decisione era quella giusta. "Penso sia importante che il paese stia andando a prendersi cura dei lavoratori e delle persone che erano lì per salvare la vita del popolo della città", ha detto.
Tra i tumori approvati ce ne sono alcuni dei più comuni, compreso quelli di polmone, mammella, colon, trachea, esofago, rene, vescica, pelle, tiroide, sangue e tumori ovarici. Il dottor Howard ha inoltre approvato tumori infantili, che sono relativamente rari, perché i bambini sono più sensibili a sostanze tossiche.