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mercoledì 5 marzo 2014

Pistorius, un teste dell’accusa: mi hanno minacciato


Pistorius in aula consulta un documento
JOHANNESBURG - Un testimone chiave dell'accusa al processo a Oscar Pistorius per l'omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp, ha affermato di aver subito minacce telefoniche poco prima di deporre in aula. Charl Johnson, un vicino di casa dell'atleta, la sua abitazione si trova a 200 metri da quella di Pistorius, ha testimoniato di aver sentito le urla della vittima e spari nella notte di San Valentino del 2013 quando Reeva fu uccisa. Johnson, che vive a Johannesburg in una casa a 200 metri da quella di Pistorius, ha detto in aula di aver ricevuto delle telefonate quando si trovava già in tribunale per essere ascoltato. "Questa persona mi ha detto che il mio numero di telefono era stato dato nel corso dell'udienza. Gli ho risposto che non ero consapevole di questo fatto e che non avevo (ancora) testimoniato", ha spiegato il testimone. L'uomo, finita la chiamata, ha poi aggiunto di aver notato sul suo telefono diverse chiamate senza risposta e un messaggio vocale registrato dall'estero. "Perchè mentire in tribunale, sappiamo che Oscar non ha ucciso Reeva", queste le parole indirizzate "con tono minatorio" a Johnson nel messaggio. Il giudice per ora non ha commentato l'accaduto.
Durante il processo ha recentemente testimoniato anche sua moglie, Michelle Burger, attaccata durante la deposizione dall'avvocato del corridore sudafricano; Barry Roux ha infatti tentato di smontare il racconto della donna.

giovedì 21 febbraio 2013

Pistorius: il poliziotto che lo accusa è inquisito per 7 tentati omicidi

PRETORIA - Il poliziotto Hilton Botha durante la sua deposizione

PRETORIA - Nuova udienza oggi a Pretoria per Oscar Pistorius accusato dell'omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Dopo il controinterrogatorio di ieri, che ha visto vacillare le tesi dell'accusa, mostrando alcune carenze delle indagini, oggi la Bbc riferisce che l'ufficiale di polizia Hilton Botha, principale accusatore di Pistorius, tre anni fa è stato accusato di sette tentativi di omicidio per aver sparato contro un taxi nel tentativo di fermarlo.
Il portavoce della polizia di Gauteng, Nevile Malila, ha spiegato che in un primo tempo le accuse a carico del principale accusatore di Pistorius erano cadute. "Soltanto ieri abbiamo appreso che sono state ripristinate", ha detto. Botha è l'ufficiale di polizia che per primo accorse nell'abitazione di Pistorius trovandovi Reeva morta. E' lui che nell'udienza di ieri ha parlato del rischio di una fuga dell'atleta e ha chiesto che resti in carcere. 
l portavoce della polizia ha detto che Neville Malila Det Botha e altri due ufficiali avrebbero dovuto comparire in tribunale a maggio.  Malila ha spiegato che, mentre eranoalla guida di un veicolo di proprietà dello Stato i tre avevano aperto il fuoco su un taxi minibus carico di passeggeri ed erano stati arrestati nel 2011. Al momento della sparatoria i tre sarebbero stati ubriachi.
 Malila ha detto che le accuse contro Botha erano state inizialmente abbandonate, ma ora reintegrate. Ha aggiunto che Botha è stato scelto per gestire il caso Pistorius perché è un detective esperto e che non c'erano piani per tirarlo fuori l'indagine. "Il poliziotto è innocente fino a prova contraria ed è stato scelto  per fare l'indagine a causa del fatto che egli è un anziano d’esperienza". Botha affrontato un momento difficile  durante il secondo giorno di richiesta di cauzione di Pistorius 'in tribunale, ieri. Pur dando testimonianza sulla sua indagine, è stato costretto a fare diverse concessioni cruciali. Una di queste è stato ammettere che in questa fase non vi era alcuna prova per dimostrare le incongruenze nella versione dei fatti data martedì da Pistorius. Botha anche ammesso di aver contaminato la scena del crimine. Come è noto, lo stato e la polizia sostengono che la morte di reeva è stato un omicidio premeditato, ma Pistorius ha negato, dicendo che pensava di sparare ad un intruso che credeva di essere nel suo bagno.

mercoledì 20 febbraio 2013

Testosterone in casa di Pistorius. I testimoni: urla “senza fine” prima degli spari


PRETORIA - Nella camera da letto di Oscar Pistorius sono state trovate due confezioni di testosterone e siringhe: lo ha riferito uno degli investigatori, testimoniando in aula a Pretoria sul caso dell'omicidio di Reeva Steenkamp. Il detective ha anche detto che un testimone ha sentito prima un colpo di pistola, poi urla e poi altri colpi. Dalla villa di Oscar Pistorius a Pretoria provenivano "urla senza fine prima degli spari" nella notte in cui fu assassinata Reeva Steenkamp. Lo hanno dichiarato, secondo i pubblici ministeri, alcuni testimoni a proposito di quanto accadde tra il 13 e il 14 febbraio, quando l'atleta uccise la sua fidanzata.
La testimonianza riguardante le urla viene ritenuta decisiva, dal momento che l'atleta sostiene di aver sparato a Reeva scambiandola per un intruso, e che la coppia era andata a dormire verso le 22. Secondo la testimonianza citata dall'accusa invece i due stavano invece litigando furiosamente tra le 2 e le 3 di notte
Nella casa intanto sono state trovate anche munizioni calibro 38 senza licenza. Per questo, gli inquirenti chiedono che l'atleta sia accusato anche di possesso illegale di munizioni. L'accusa ha inoltre precisato che la Steenkamp è stata colpita alla testa, a un braccio e all'anca.