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giovedì 25 aprile 2013

Pd e governo, Bindi e Puppato prendono le distanze, difficoltà per Letta


ROMA - Strada in salita, almeno a vedere il Pd, per Enrico Letta e il suo nascente esecutivo. "Se ci fosse un governo Letta con Alfano vice premier, alla Giustizia Brunetta, la Gelmini all'Istruzione, Schifani all'Interno allora non lo voto", dice a Repubblica Laura Puppato. E Rosy Bindi, sul Corsera, rincara: "Gli ho fatto i miei auguri, sinceri e affettuosi ma gli ho detto anche che fare un governissimo a guida Pd è un gravissimo errore politico".

giovedì 29 novembre 2012

Esposto di BersanI e degli altri tre contro Renzi per una pubblicità. Risposta: editto bulgaro


ROMA - Bersani, Vendola, Tabacci e Puppato promuovono un esposto contro Matteo Renzi, che attraverso un sito riconducibile alla sua fondazione Big Bang ha comprato una pagina su tre giornali italiani.
Fa sapere, il sindaco di Firenze, che chi vuole puo' ancora iscriversi alle liste degli elettori per il ballottagio del 2 dicembre. Conseguenza: si scatena l'inferno (l'espressione pare sia proprio dei renziani) con i comitati provinciali presi di mira da quello che i tecnici del web chiamano il mail bombing. Cioe': un bombardamento di e-mail, tutte ad un unico scopo. In questo caso l'iscrizione alle liste elettorali.
  Il primo a reagire e' stato Luigi Berlinguer, capo dei garanti dell'ordinato svolgimento della consultazione. Denuncia in una conferenza stampa l'invito a "scatenare l'inferno", e con esso il tentativo - piu' o meno evidente - di scardinare il delicato meccanismo di regole ed equilibri che con fatica era stato messo insieme, per non trasformare le primarie in una guerra di tutti contro tutti.
Alle dichiarazioni di Berlinguer segue una valanga di dichiarazioni di esponenti del Pd, quasi tutte contro Renzi. Poi arriva l'esposto. Il sindaco, e' l'accusa, ha "violato tutte le regole del codice di comportamento che aveva sottoscritto e che vieta la pubblicita' sui giornali". E cosi' facendo ha operato "uno sfondamento del tetto delle spese e una violazione delle regole di trasparenza".
Il diretto interessato replica su twitter con un apparentemente ecumenico "Evitiamo il nervosismo e manteniamo il clima giusto, dai". Poi, visto che la cosa non si calma, fa partire una dichiarazione da suo comitato elettorale. "Ci siamo addormentati negli Usa con questo bel confronto in tv; ci risvegliamo in Bulgaria con questo esposto di 4 candidati, di cui tre già trapassati. Da una parte un appello per il voto; dall'altro questo esposto bulgaro". Così Giuliano da Empoli, responsabile del programma del Comitato Renzi per le primarie di centrosinistra che sottintende la paura del voto da parte di Bersani.  Ma Pier Luigi Bersani, che nel dibattito di ieri aveva condiviso con Renzi sorrisi e reciprochi attestati di stima, stasera fa capire che il vento e' cambiato. Intervenendo a Porta a Porta dice senza mezzi termini: "Tra il primo tempo e il secondo tempo di una partita non si cambiano le regole. La norma l'abbiamo condivisa insieme a tutti quelli che hanno votato.Le cose accadute oggi sono spregevoli, non sfregiamo il voto". 

domenica 25 novembre 2012

Oggi le primarie Pd: Bersani punta a vincere al primo turno

Tabacci, Puppato, Renzi, Vendola e Bersani

ROMA - Oggi dalle 8 alle 20 gli elettori del centro sinistra esprimono la loro preferenza per il candidato premier tra Pier Luigi Bersani, Laura Puppato, Matteo Renzi, Bruno Tabacci e Nichi Vendola. Sono ben 15.000 i volontari  schierati per effettuare le operazioni di voto, spoglio e, soprattutto, registrazione. Chi lo ha già fatto, dovrà portare con sè la ricevuta e pagare 2 euro come contributo, e riceverà in pochi istanti la scheda elettorale. Chi invece non si è ancora registrato (vanno compilati i moduli della legge sulla privacy, il registro degli elettori, l'adesione alla piattaforma, oltre al certificato elettorale) potrà farlo direttamente oggi ai seggi. Dovrà fare una fila diversa e ci impiegherà qualche minuto di più, ma il voto sarà garantito a tutti. Per trovare il proprio seggio, è sufficiente consultare il sito Internet www.primarieitaliabenecomune.it. E’ necessario consultare sulla scheda elettorale il numero della sezione, e abbinarla con il seggio corrispondente. Possono votare tutti i maggiorenni, che dovranno avere con loro la scheda elettorale e un documento di identità. I non italiani dovranno portare il permesso di soggiorno.
Tra i tre milioni e i tre milioni e mezzo», è la stima sui partecipanti alle primarie che si fa a Largo del Nazareno. Sono cifre che non spaventano più i bersaniani, ormai certi della vittoria del segretario su Matteo Renzi e Nichi Vendola. Forse già al primo turno, stando agli ultimi sondaggi che danno Bersani vicino al 50%. Certo, se si dovesse superare quota quattro milioni «allora sarebbe un terno all'otto», si lascia sfuggire un dirigente bersaniano. E proprio su una grande affluenza continua a puntare Renzi per ribaltare il tavolo all'ultimo minuto.

lunedì 12 novembre 2012

Primarie Pd: un sostanziale pareggio tra i 5 candidati nel dibattito a Sky. No di Renzi e Vendola a Casini



ROMA - Lavoro, costi della politica, privilegi della casta, parità di genere, diritti degli omosessuali, europeismo, situazione dell'economia, la Fiat: il confronto tv su Sky fra i 5 candidati alle primarie del centrosinistra ha toccato tutti i temi. Ricette simili, nel campo del centrosinistra, qualche colpo di fioretto su Marchionne e sui costi della politica. Ma quando si parla di coalizioni future, i modelli divergono eccome. Le due ore di dibattito tv su Sky tra i 'Fantastici cinque' candidati alle primarie di centrosinistra si svolgono con un sostanziale fair play. Alla fine tutti sorridono, comincia la guerra dei sondaggi, chi dice che ha vinto il Matteo Renzi, chi dice che e' andato meglio Bersani, mentre su Twitter spopolano l'outsider Tabacci e l'intruso Oscar Giannetto, in realta' Oscar Giannino, mal citato dalla supporter di Nichi Vendola. L'impressione finale e' che nessuno dei candidati abbia suonato corde diverse da quelle tradizionali, quasi a voler più ammaliare i supporter che conquistare nuove praterie.
Sull'affidabilità ha puntato Pier Luigi Bersani, sul rinnovamento Matteo Renzi, sui sogni Nichi Vendola, sulla pragmaticità Bruno Tabacci e sulla concretezza Laura Puppato. Renzi viene attaccato da Bersani e da Vendola sul suo antico sostegno all'ad di Fiat- noi non gli avevamo creduto, ricordando entrambi - il sindaco si difende criticando Marchionne: "Sono deluso", ammette. Poi contrattacca definendo "un tradimento dei cittadini" il varo della legge per i rimborsi elettorali dopo il referendum che aboLìil finanziamento pubblico ai partiti.
Sulle scelte economiche e sociali le linee sono simili: i cinque propongono una riforma della riforma Fornero sul mercato del lavoro, vogliono diritti per le coppie gay, anche se Vendola e Puppato parlano senza mezzi termini di matrimonio e adozioni mentre gli altri si fermano al modello tedesco. Tutti e cinque invocano la lotta all'evasione e la semplificazione degli adempimenti fiscali, chiedono ovviamente piu' lavoro e più possibilità per i giovani. I modelli sostanzialmente diversi arrivano quando si parla di future coalizioni.
Il segretario Pd continua a pensare che sia possibile una alleanza con i moderati e chiarisce che non accetta "settarismi" perché non si può regalare l'Italia "alla Lega, a Berlusconi, ai populismi". No a Casini invece da Vendola: "Non ho pregiudizi ma nel mio governo non c'e' posto per lui". Caustico Renzi: "Di Casini ne abbiamo già abbastanza noi". Le alleanze, spiega, si dichiarano prima e non dopo sulla base delle convenienze. Il dibattito scivola verso la fine.
Nel Pantheon personale l'asse si sposta al centro. Bersani eleva papa Giovanni che "cambiava le cose nel profondo senza spaventare nessuno". Tabacci due Dc di rango: De Gasperi e Marcora. Laura Puppato e' l'unica che cita una esponente del Pci, Nilde Iotti, insieme a Tina Anselmi. Nichi Vendola ricorda il cardinale Carlo Maria Martini. E Matteo Renzi Nelson Mandela e la blogger tunisima Mina. E quando si tratta di lanciare l'appello finale, il sindaco di Firenze ricorda i suoi tre figli perche' vuole assicurare loro un futuro migliore e l'idea che "la politica e' una cosa bella da fare". "Voglio un'Italia migliore, più bella e più gentile" sogna Vendola che si definisce "un acchiappanuvole". Mentre Bersani ricorda: "Serve un governo forte e un forte cambiamento e io, dove sono stato, le cose le ho cambiate".