Visualizzazione post con etichetta presidente confindustria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presidente confindustria. Mostra tutti i post

mercoledì 10 aprile 2013

Il presidente di Confindustria: ci vuole un governo “subitissimo”


MILANO - Ci vuole un governo "non subito, subitissimo perché l'economia reale ha un andamento tale che se non si interviene subito" non ci può essere ripresa. È quanto dichiarato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine del Salone del Mobile a Milano: secondo il numero uno degli industriali "siamo a tempo scaduto".
Scettico anche il giudizio sul decreto varato dal governo per la restituzione dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese: "Non è sufficiente, bisogna metterci mano subito", perché "la ripresa richiede questo e altro". Sempre in merito al decreto, Squinzi ha aggiunto che "è diluito, complicato, ma va nella giusta direzione perché chiaramente tra niente e qualcosa è meglio qualche cosa".
Tuttavia, ha aggiunto il numero uno degli industriali, "non dimentichiamo che quello che la pubblica amministrazione deve alle imprese è un montante che va molto al di là probabilmente di almeno tre volte i 40 miliardi che peraltro vengono dati in forma molto diluita".
E dall'economia intanto arriva un altro dato negativo sulla produzione industriale che è risultata in calo a febbraio. L'indice destagionalizzato è diminuito dello 0,8% rispetto a gennaio e, su base annua, è calata del 3,8% (dato corretto per effetti calendario). Lo ha comunicato l'Istat aggiungendo che l'indice grezzo della produzione industriale è crollato del 7,6%.

sabato 29 settembre 2012

Il presidente Confindustria: stiamo morendo di fisco


TORINO - "Dateci minor carico fiscale, stiamo morendo di Fisco". E' questa la richiesta fatta al governo dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo al Lingotto agli Stati generali del Nord. "Siamo disponibili - ha anche aggiunto - a rinunciare a tutti gli incentivi in cambio di una riduzione della pressione fiscale a carico di imprese e famiglie".
Giorgio Squinzi si è detto d'accordo ad evitare "l'accanimento terapeutico" nei confronti di imprese senza futuro, così come proposto il manifesto presentato da Maroni.
Il numero uno di Confindustria non condivide invece la proposta leghista sui contratti territoriali. "Il contratto nazionale - ha spiegato - è ancora importante perché recepisce specificità e autonomia di categorie diverse". "Con il contratto nazionale si possono introdurre flessibilità e modi di gestire nuovi. Poi la contrattazione finale si può fare in azienda", ha aggiunto.
"Questo Paese - ha sottolineato Squinzi - ha vissuto per tre decenni da cicala sprecando molte risorse per sostenere imprese decotte. Siamo disposti a rinunciare agli incentivi, anche perché dei trenta milioni stimati dal rapporto Giavazzi di sostegno alle imprese solo poco più di tre arrivano a quelle private, ma chiediamo come ritorno una riduzione della pressione fiscale".