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lunedì 13 ottobre 2014

ISTAT: in un anno il 35% in più di minorenni in povertà assoluta


ROMA -  La crisi fa soffrire soprattutto i giovani. Tra il 2012 e il 2013 il numero dei minorenni in povertà assoluta è cresciuto del 35%, arrivando a quota 1,4 milioni. Anche nella fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni si verifica un significativo aumento dei poveri si è verificato, saliti del 21,8% fino a 1,249 milioni. Sono gli ultimi numeri dell'Istat, di cui è stata data notizia nell'audizione alla Camera sul Def.

venerdì 11 luglio 2014

Raddoppiato in 5 anni il numero dei poveri in Italia


ROMA - La crisi ha raddoppiato il numero dei poveri in Italia: nel 2007, ultimo anno di crescita del Pil, erano 2,4 milioni (il 4,1% della popolazione), mentre nel 2012, secondo gli ultimi dati disponibili, vivevano in povertà assoluta 4,8 milioni di italiani, l'8% del totale. Lo evidenzia la Caritas nel Rapporto 'Il bilancio della crisi'. La povertà in Italia, con la crisi, non solo è aumentata quantitativamente ma ha anche "allargato i propri confini" toccando segmenti che nel passato erano ritenuti "poco vulnerabili" come "il centro-nord, le famiglie con due figli, i nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni, le famiglie con componenti occupati". Prima della crisi (2007) erano invece tra le file dei poveri soprattutto anziani, abitanti del Sud e famiglie numerose.
Le politiche economiche e sociali varate nel periodo della crisi non hanno dato una risposta ai poveri. Lo evidenzia la Caritas rilevando che "una misura nazionale contro la povertà assoluta continua a mancare nel nostro Paese". L'organismo della Cei che si occupa dell'assistenza ai poveri,  ha messo sotto la lente le politiche dei governi che hanno operato negli anni della crisi: se dal 2007 fino al 2013 (governi Berlusconi e Monti) "l'unica risposta" messa in campo è stata la Carta Acquisti, la cosiddetta Social Card, "uno sforzo limitato" ad avviso della Caritas, la politica economica del governo Letta "non ha aiutato le famiglie in povertà ma non ne ha neppure peggiorato le condizioni". Infine il bonus di 80 euro deciso dal premier Renzi: "Ha avuto qualche effetto sulla povertà ma di portata assai ridotta". Sul fronte dei servizi invece la crisi ha addirittura fatto sì che le politiche sociali siano state "vittime di un ulteriore indebolimento". In due anni, dal 2010 al 2012, la spesa dei Comuni su questo versante è calata del 6%; "tagli - evidenzia la Caritas - che hanno colpito un settore già sotto-finanziato". Una risposta alla povertà può arrivare dal Reddito d'Inclusione Sociale, auspicato dall'Alleanza contro la povertà in Italia, alla quale Caritas Italiana aderisce. "Diventerà realtà - sottolinea l'organismo della Cei nel Rapporto 'Il Bilancio della crisi' - se Renzi e Poletti faranno della lotta alla povertà una priorità politica e decideranno di affrontare questo flagello ripensando le attuali modalità d'intervento". Il Reddito d'Inclusione Sociale dovrebbe essere destinato a tutte le famiglie in povertà assoluta, di qualsiasi nazionalità, in possesso di un valido titolo di legittimazione alla presenza sul territorio italiano e ivi residenti da almeno 12 mesi. Ogni famiglia "riceve mensilmente - è la proposta richiamata nel Rapporto della Caritas - una somma pari alla differenza tra il proprio reddito e la soglia di povertà, così da disporre dell'insieme di risorse economiche necessarie ad uno standard di vita minimamente accettabile".

lunedì 27 gennaio 2014

Ricchi sempre più ricchi (il 10% della popolazione), i poveri sono il 16%

ROMA - In Italia metà delle famiglie vive con meno di 2.000 euro al mese. E' quanto emerge da un'indagine della Banca d'Italia secondo cui la distribuzione dei redditi resta sempre asimmetrica. In particolare, solo la metà delle famiglie ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro (circa 2.000 euro al mese), mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro.
La ricchezza, inoltre, è sempre più concentrata. Secondo l'indagine, il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta totale (45,7% nel 2010). La quota di famiglie con ricchezza negativa è invece aumentata al 4,1% dal 2,8% del 2010. La concentrazione della ricchezza è pari al 64%.
La crisi picchia, dunque, sulle famiglie: tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio in termini nominali è diminuito del 7,3%, mentre la ricchezza media del 6,9%. E' salita, invece, la povertà pseudoassoluta passando dal 14% del 2010 al 16% nel 2012. Un povero su tre è immigrato. Nell'indagine biennale sui bilanci delle famiglie, Bankitalia individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l'anno (15.300 euro per una famiglia di 3 persone).
La quota di famiglie indebitate in Italia resta contenuta: è di poco superiore a un quarto e nel 2012 è lievemente diminuita. Il 26,1% delle famiglie italiane possiede almeno un debito e in calo rispetto al 2010 (27,7%). L'ammontare medio del debito è di poco superiore a 51.000 euro. L'indebitamento, come in passato, è più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l'acquisto e la ristrutturazione di immobili: il 12,3% dei nuclei familiari ha debiti di questo tipo, per un ammontare medio di circa 75.000 euro. L'aumento nella diffusione di questo tipo di debito, spiega Bankitalia, è anche legato agli incentivi fiscali per la ristrutturazione e il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici. La diffusione dei debiti per l'acquisto o la ristrutturazione delle case è più intensa per le famiglie più giovani e numerose, e per quelle con maggior reddito o ricchezza, che hanno più facile accesso al credito per la loro maggiore capacità di offrire garanzie. Condizioni di vulnerabilità finanziaria, identificate dalla presenza congiunta di una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30% del reddito e da un reddito monetario inferiore alla mediana, riguardano circa il 13,2% dei nuclei indebitati e il 2,6% del totale delle famiglie. Il fenomeno appare in aumento rispetto al passato (+3,1 punti percentuali tra le famiglie indebitate, +0,4 sul totale).

martedì 29 ottobre 2013

Istat: i poveri sono 5 milioni. Calo del pil peggiore del previsto

ROMA - Calo dell'1,8% nel 2013 del Pil, un po' più della previsione del Governo (-1,7%). E' quanto afferma l'Istat. Si prevede per il 2013 un calo ''seppur limitato nel terzo trimestre seguito da una debole variazione positiva''. A fine anno dovrebbe quindi ''terminare la fase recessiva iniziata nel secondo semestre del 2011''.
L'Istat rileva poi che la recessione ha determinato "gravi conseguenze" sull'intensità del disagio economico: dal 2007 al 2012 il numero di individui in povertà assoluta è raddoppiato da 2,4 a 4,8 milioni. Quasi la metà (2,3 milioni) sono al Sud e di questi poco più di 1 milione sono minori. Aumentano le famiglie che comprano meno: il 65%.

mercoledì 17 luglio 2013

In Italia 9,5 milioni di poveri (e quasi 5 milioni in povertà assoluta)

ROMA - Cresce il numero di persone e di famiglie povere in Italia. Secondo i dati forniti dall'Istat, nel report 'La povertà in Italia', nel 2012 gli individui in povertà relativa sono risultati 9 milioni e 563mila, pari al 15,8% della popolazione (erano il 13,6% nel 2011). Di questi 4 milioni e 814mila, pari all'8% della popolazione, sono i poveri assoluti, ossia quelli che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Si tratta dell’8% della popolazione, con un aumento di 2,3 punti percentuali dal 5,7% del 2011.
Seconodo l'Istituto, in termini di indigenza assoluta siamo al livello più alto mai registrato dal 2005, data d'inizio di questa misurazione: "La crisi economica - si legge nel rapporto - ha giocato un ruolo fondamentale nel peggioramento delle dinamiche".
Quasi la metà dei poveri assoluti, 2 milioni 347 mila persone, risiede nel Mezzogiorno. Erano 1 milione 828 mila nel 2011. Qui i minori in condizioni di povertà assoluta sono 1 milione 058 mila (703 mila nel 2011, l’incidenza è salita dal 7% al 10,3%) e gli anziani 728 mila (977 mila, l’incidenza è pari a 5,8% per entrambi gli anni)
Per quanto riguarda le famiglie, quelle in povertà assoluta sono il 6,8% (1 milione 725 mila), quelle relativamente povere il 12,7% (per un totale di 3 milioni 232 mila). La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 990,88 euro, circa 20 euro in meno di quella del 2011 (-2%).
Dal 2011 al 2012 l’incidenza aumenta tra le famiglie con tre (dal 4,7% al 6,6%) , quattro (dal 5,2% all’8,3%) e cinque o più componenti (dal 12,3% al 17,2%); tra le famiglie composte da coppie con tre e più figli, quelle in povertà assoluta passano dal 10,4% al 16,2%. Se si tratta di tre figli minori, dal 10,9% si raggiunge il 17,1%. Aumenti della povertà assoluta vengono registrati anche nelle famiglie di monogenitori (dal 5,8% al 9,1%) e in quelle con membri aggregati (dal 10,4% al 13,3 %).

Oltre 1 milione 088 mila (erano 977 mila, l'incidenza dal 5,5% è salita al 6,2%) sono membri di famiglie con a capo un ritirato dal lavoro, 1 milione 506 mila di famiglie operaie (erano 1 milione 171 mila- l'incidenza dall'8,5% e' salita all'11%) e 764 mila di famiglie con a capo una persona disoccupata (erano 422 mila- l'incidenza dal 18,6% e' salita al 27,3%).

venerdì 22 marzo 2013

Gli “assolutamente poveri” arriveranno quest’anno a 4 milioni


ROMA - Il numero di persone "assolutamente povere" quest'anno in Italia supererà quota 4 milioni. E' l'allarme lanciato daConfcommercio, secondo la quale nel 2013 si supererà ampiamente i 3,5 milioni 'certificati' ufficialmente dall'Istat per il 2011. Inoltre Confcommercio sottolinea che nel 2013 il calo del Pil italiano sarà peggiore delle ultime recenti previsioni, con un taglio dell'1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa.
Il dato, con una previsione massima di 4,2 milioni di poveri totali, è contenuto nel Misery index Confcommercio (MiC), il nuovo indicatore macroeconomico mensile di disagio sociale messo a punto dall'ufficio studi dell'associazione dei commercianti, che considera, pesando maggiormente le componenti relative al mercato del lavoro, ladisoccupazione ufficiale, la cassa integrazione, gli scoraggiati e il tasso di variazione dei prezzi di beni e servizi acquistati.
La Confcommercio, considerando i soli dati Istat, afferma che "le persone assolutamente povere erano meno di 2,3 milioni nel 2006 e dobbiamo riconoscere che l'Italia in cinque anni ha prodotto circa 615 nuovi poveri al giorno, con quest'area di disagio grave che è destinata a crescere ancora, e di molto".

giovedì 20 settembre 2012

Gran frenata di Romney che “scopre” i poveri


NEW YORK - "La mia campagna elettorale si rivolge al cento per cento degli americani". Dopo la gaffe di alcuni giorni fa, Mitt Romney, candidato presidente Usa per i repubblicani, ha affermato: "Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito in questo Paese a una divisione sempre più grande. La politica ci ha allontanato, invece che riavvicinarci. Ora invece dobbiamo sperare di tornare a essere tutti più uniti".
Per due giorni è stato sulla graticola per i suoi commenti sul 47% dell'elettorato che vivono sulle spalle dei contribuenti. E, intervistato dalla tv latina Univision, seppur non facendo riferimento al noto video 'rubato' durante una cena in Florida, smorza decisamente i toni su tutta la linea.

Romney ovviamente è consapevole che non tutti gli americani ''voteranno'' per lui. ''Tuttavia - ha aggiunto - la mia proposta vuole aiutare la gente che ha bisogno, chi si trova in difficolta', i più poveri del Paese a cui serve una mano per stare meglio, la gente del ceto medio che ha bisogno di un sostegno perche' i loro stipendi sono calati drasticamente in questi ultimi 4 anni''.

Una svolta radicale rispetto a quando chiamava ''i poveri'' parassiti, mantenuti dallo Stato.

martedì 17 luglio 2012

In Italia 8 milioni di poveri



ROMA - Nel 2011 l'11,1% delle famiglie in Italia è risultato relativamente povero, per un totale di circa 8,1 milioni di persone e il 5,2% lo è in termini assoluti: circa 3,4 milioni di persone. Lo rivela l'Istat nel report sulla povertà in Italia nel 2011