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lunedì 13 ottobre 2014

Allarme nell’Alessandrino: allagamento a Novi Ligure, Gavi e Serravalle (chiuso l’outlet)


Allagamenti a Novi Ligure
ALESSANDRIA - E' allerta maltempo sul basso Piemonte. Le forti piogge delle ultime ore stanno causando allagamenti e disagi in tutta la provincia di Alessandria. Diversi i fiumi e i torrenti che hanno esondato, costringendo le forze dell'ordine a chiudere strade e ad evacuare alcune zone. La situazione più critica a Gavi, Novi Ligure e Arquata. Chiusa l'autostrada A7 tra Busalla e Vignole, è interrotta anche la ferrovia Genova-Milano e Genova-Alessandria-Torino.  "A Novi Ligure la situazione è davvero critica" afferma il sindaco della cittadina in provincia di Alessandria, Rocchino Muliere. "Mezza città è allagata - afferma -: stiamo affrontando le emergenze, ma è davvero una situazione pesante". "I tre sottopassi sono allagati, moltissime strade in direzione Alessandria sono sommerse dall'acqua - prosegue il primo cittadino. E' pesantemente interessata anche la zona artigianale, la strada che arriva da Serravalle, la zona della Pieve. L'ospedale è invece operativo: abbiamo solo chiuso il reparto di Rianimazione, mentre l'idrovora sta liberando dall'acqua i magazzini". Per il primo cittadino, "le previsioni meteo non erano così allarmanti, non ci aspettavamo una situazione del genere e, oltretutto, continua a piovere". Preso atto delle grave situazione venutasi a creare e dell’allagamento di alcuni plessi scolastici, il sindaco  ha emesso l’ordinanza di chiusura delle scuole cittadine per domani,martedì.Chiuso il centro commerciale Novi center, che ospita l’ipermercato Bennet, a causa dell’acqua che ha invaso il parcheggio. I dipendenti restano all’interno della struttura. Situazione di emergenza anche a Serravalle Scrivia, dove il sindaco ha ordinato la chiusura delle scuole per oggi e domani. Allagamenti in città e frane nella zona collinare. E’ stato chiuso per la giornata odierna il Serravalle outlet, allo scopo di evitare disagi a visitatori e dipendenti dei negozi. Scuole chiuse anche ad Arquata Scrivia, dove è in corso l’evacuazione di 15 abitazioni minacciate da una frana nella zona di via Erta e via Villini. Momentaneamente senza tetto una trentina di persone. Frane, strade interrotte, allagamenti e disagi nelle valli limitrofe a Novi, Serravalle e Arquata
Gavi strade impraticabili campo sportivo invaso dal Lemme, via Bertelle che collega Gavi a Serravalle isolata. Un uomo si è fratturato una gamba, probabilmente travolto da una piccola frana. Ci sono almeno 20 sfollati dalle frazioni attorno al paese, tutti alloggiati nella palestra della scuola elementare.Carabinieri e protezione civile stanno facendo la spola verso le abitazioni più isolate per cercare di tenere sotto controllo la situazione. Sott’acqua anche la chiesa e i negozi di via Mameli. I vigili del fuoco hanno canotti e mezzi anfibi per soccorrere eventuali persone in difficoltà.
Brigano Frascata: esondato all’una di stanotte il rio San Rocco, l’acqua è scesa dalla montagna e ha allagato il paese. A peggiorare le cose si è aggiunto il fiume d’acqua piovana che scende dall’alta valle. L’amministrazione è in contatto continuo con Com 10 e prefettura. Il sindaco ha chiesto l’invio della colonna mobile per i soccorsi. G li abitanti dovranno andare ai piani alti.  

lunedì 6 agosto 2012

Se chiude l’Ilva di Taranto, stop anche agli stabilimenti di Genova e Novi Ligure


ROMA - Se verra' confermato il sequestro dell'Ilva di Taranto e, conseguentemente la chiusura dell'impianto, dovranno chiudere anche gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure che dipendono da Taranto. E' quanto ha affermato il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, nel corso di un'audizione. "Il provvedimento del Gip - ha spiegato Ferrante - e' chiaro e netto: impone la chiusura degli impianti. Se dovesse essere mantenuto si chiude l'Ilva di Taranto ma anche Genova e Novi Ligure che sono riforniti da Taranto". Lo stabilimento di Taranto, ha spiegato, "fa la prima lavorazione dell'acciaio che poi trasmette agli altri stabilimenti ed impianti che procedono alle ulteriori lavorazioni". "Certo e' - ha concluso il neopresidente dell'Ilva - che la chiusura sarebbe un evento tragico e decisivo per la vita dell'azienda".

domenica 18 dicembre 2011

Erika De Nardo andrà in Madagascar. A insegnare

Erika De Nardo, oggi
MILANO - Erika De Nardo tra pochi mesi partirà per una missione in Africa, in Madagascar dove si dedicherà all'insegnamento
Lo ha annunciato Don Mazzi, nella cui comunità Erika vive, in una intervista video su La Stampa: "Erika - spiega Don Mazzi - ha deciso di passare il Natale con il papà e poi farà volontariato con noi. Lei vuole fare l'insegnante - prosegue - Quando ha ucciso fratellino e madre era alterata, non era in condizioni normali, secondo me lei può fare l'insegnante, ma siccome in Italia sarà difficile, starà 5 o 6 mesi con noi e poi spero di mandarla in Madagascar, dove ci sono 500 bambini che hanno bisogno di essere alfabetizzati".
Don Mazzi ha poi aggiunto: "Non voglio che Erika e Omar si incontrino, non lo voglio per una questione di metodo, non per cattiveria. Non è opportuno che ritornino le amicizie e le emozioni che c'erano prima, noi che lavoriamo in questo ambiente lo sappiamo bene". Quanto al padre di Erika Don Mazzi ha spiegato che la ragazza ha con lui "un rapporto straordinario" e che desidera "che si rifaccia una famiglia".

martedì 6 dicembre 2011

Erika De Nardo, libera, ha lasciato la comunità

BRESCIA - Erika De Nardo, condannata a sedici anni per l'omicidio della madre e del fratellino a Novi Ligure nel febbraio 2001, ha lasciato da donna libera la comunità Exodus di Lonato, nel Bresciano. La ragazza è recsata in una stazione dei carabinieri, dove le è stato notificato il decreto di fine pena. 
''Non vorrei trovarmi da sola il 5 dicembre ad affrontare una nuova vita che voglio costruire giorno per giorno'', ha scritto Erika in una lettera indirizzata a don Antonio Mazzi e anticipata dall'Adnkronos, nella quale sottolinea la volontà di continuare sulla strada del volontariato e chiede di essere "lasciata in pace". ''Non voglio -scrive - nessun contatto con la stampa e desidero che la mia famiglia venga lasciata in pace''.
Un auspicio avanzato anche dal fondatore della comunità Exodus. ''Spero che ad Erika venga lasciata la libertà per costruirsi una nuova vita", ha detto all'Adnkronos don Mazzi, aggiungendo che ''fuori dalla mia comunità c'é un assedio mediatico che non fa il bene di nessuno. Mi auguro che Erika mantenga gli impegni che ha assunto con la comunità e noi continueremo ad essere al suo fianco''.
Per Erika, che continuerà sulla strada del volontariato, intrapresa in questi mesi nella comunità, si prospetta un periodo di lavoro anche all'estero. ''Speriamo -ha aggiunto don Antonio - di riuscire in questo progetto. Dobbiamo avere il coraggio di perdonare chi ha scontato la pena che gli è stata inflitta''. Don Mazzi ha poi ribadito che spesso vengono alla luce ''lettere datate. Sono io il primo a dire che non deve avere un rapporto con Omar e anche Omar dovrebbe essere d'accordo con questo ragionamento. Questo per entrambi è un momento delicato''.
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lunedì 5 dicembre 2011

Erika De Nardo "formalmente non ancora libera"

Erika De Nardo
LONATO (Brescia) - Erika De Nardo, la ragazza di Novi Ligure che il 21 febbraio 2001, quando aveva 16 anni, fu autrice con il fidanzato Omar Favaro del massacro di Novi Ligure ''formalmente non e' ancora libera'' e ''per oggi non lascera' la comunita'''. A spiegarlo ai cancelli della Comunita' di recupero in cui si trova la ragazza e' stato il responsabile per l'Italia del nord delle Comunita' Exodus, Giovanni Mazzi. La ragazza, stamani all'alba e' stata vista in comunita'.
Erika, apparentemente, sembra partecipare ai lavori quotidiani in cui sono impegnati gli ospiti della Comunita' che si trova in aperta campagna a Sedina di Lonato, nel Bresciano. Erika ora e' serena? e' stato chiesto a Giovanni Mazzi: ''Sono certamente giorni importanti - ha risposto -: lavorera' per riacquistarla ma non e' detto che una volta finita la pena siano finiti i problemi''. Erika De Nardo, quindi, non e' ancora formalmente libera in quanto si e' in attesa della notifica di un provvedimento della magistratura che non e' detto che intervenga gia' quest'oggi.
Erika De Nardo renderà nota alla stampa una lettera con la quale, sostanzialmente, chiederà di essere lasciata in pace una volta tornata in libertà.