Visualizzazione post con etichetta giovanni vantaggiato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovanni vantaggiato. Mostra tutti i post

martedì 18 giugno 2013

Brindisi: ergastolo all’attentatore della scuola Morvillo Falcone, dove morì Melissa

BRINDISI -Vantaggiato preme il pulsante della bomba
BRINDISI - La Corte d'Assise di Brindisi ha condannato all'ergastolo Giovanni Vantaggiato per l'attentato dinanzi alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi del 19 maggio 2012. Perse la vita la studentessa sedicenne Melissa Bassi e rimasero ferite altre nove persone tra studenti e passanti.
Abbiamo avuto un minimo di giustizia. Nessuna condanna ce la restituirà, ma noi abbiamo sempre creduto nella giustizia". Così Rita Bassi, la mamma di Melissa, ha commentato la sentenza.

lunedì 18 giugno 2012

Il killer di Brindisi: "Ho fatto anche un altro attentato"


LECCE - Interrogato per circa quattro ore nel carcere di Lecce, Giovanni Vantaggiato, reo confesso della strage di Brindisi, ha ammesso la sua responsabilità anche riguardo un altro attentato: "Misi io la bomba a Parato". Lo ha riferito il suo difensore Franco Orlando che si è intrattenuto con il suo assistito nel carcere anche dopo l'interrogatoriosull'attentato di Brindisi, ma fanno parte delle indagini e dovranno essere chiariti". Il 68enne di Copertino ha così confessato l'attentato avvenuto nel 2008 a Torre Santa Susanna ai danni di Cosimo Parato, da lui accusato di averlo truffato. Vantaggiato ha detto ai pm Guglielmo Cataldi, della Dda di Lecce e Milto De Nozza della procura di Brindisi, di aver messo la bomba nella bicicletta dell'uomo.

"Ha detto di averlo fatto - spiega l'avvocato Orlando - perché lo aveva truffato, causandogli un ammanco di 320mila euro, non riusciva a darsi pace, per questo era esasperato, era diventato un nemico giurato a cui voleva fargliela pagare". Parato, in coma farmacologico per quattro mesi, venne ferito gravemente. In quell'occasione Vantaggiato mise nella bicicletta dell'uomo, un tubo di ghisa chiusa alle due estremità e riempita con polvere pirica dei fuochi d'artificio, usando un meccanismo d'innesco simile a quello usato per l'attentato di Brindisi del 19 maggio, davanti all'Istituto Morvillo Falcone dove morì la 16enne Melissa Bassi, e altre 5 studentesse sono rimaste ferite.

lunedì 11 giugno 2012

Il gip di Lecce: il killer di Brindisi ha avuto dei complici


Giovanni Vantaggiato

LECCE - Secondo il gip del Tribunale di Lecce, Ines Casciaro, dalle indagini sull'attentato alla scuola di Brindisi emerge "la presenza di altre persone sul luogo del delitto almeno nelle fasi preparatorie". Esisterebbero quindi dei complici di Giovanni Vantaggiato, che lo avrebbero aiutato ad attuare il suo piano. La circostanza, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, sarebbe confermata dalle dichiarazioni dell'indagato e da testimoni.
Nell'ordinanza si cita la testimonianza di una persona che ha dichiarato di aver notato verso l'1 e 30 del 19 maggio nei pressi del chiosco "un uomo che spingeva un bidone della spazzatura munito di ruote tenendolo dalla parte delle maniglie inclinato verso il suo corpo e che andava in direzione della scuola". La descrizione della corporatura e dell'abbigliamento fatta dal testimone non coincide con la fisionomia di Vantaggiato.
Questa circostanza unita al fatto che l'arrestato più volte nel corso dell'interrogatorio ha utilizzato il plurale e quindi "ha implicitamente ammesso la presenza di almeno un altro complice" confermerebbe secondo il gip che l'uomo non ha agito da solo.

sabato 9 giugno 2012

Il killer di Brindisi in lacrime conferma la confessione: "Un atto dimostrativo"


BRINDISI  Giovanni Vantaggiato, in lacrime, "ha confermato la confessione". Lo ha assicurato l'avvocato Orlando dopo l'interrogatorio. Vantaggiato ha ribadito il movente: "Un atto dimostrativo contro la giustizia - ha detto - Tre anni fa vendevo 4 milioni di litri di gas l'anno, adesso uno". Le lacrime dovute alla paura per la famiglia: "Dovete proteggerla, ho paura". E su libro trovato vicino al letto è cascato dalle nuvole: "Coelho? E' un mio cliente?"
Il gip di Brindisi Ines Casciaro si è riservata la decisione sia sulla convalida del fermo di Giovanni Vantaggiato, sia sull'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dai pm, come ha riferito lo stesso legale dell'indagato, Franco Orlando. 
L'interrogatorio per l'udienza di convalida è durato circa tre ore. Erano presenti il gip Ines Casciaro, i sostituti procuratore Guglielmo Cataldi e Milto De Nozza, e il legale dell'uomo, Franco Orlando. Per motivi di sicurezza, l'uomo è stato sentito in un locale attiguo all'ufficio matricola del carcere di Lecce e non nella sala canonica dove di norma si tengono gli interrogatori dei detenuti.
Quanto all'interrogatorio di Vantaggiato in carcere, il suo legale ha detto che l'uomo ha comunicato "ulteriori particolari", ma "sostanzialmente non è mutato assolutamente nulla. Rimane la sua confessione". 
Il killer avrebbe infatti rivelato le modalità di realizzazione dell'innesco dell'ordigno e di aver fatto delle prove in campagna prima di trasportare, da solo, le bombole davanti all'ingresso della scuola Morvillo Falcone nella notte tra il 18 e il 19 maggio.

giovedì 7 giugno 2012

Il killer di Brindisi: ho fatto l’attentato di giorno, perché di notte non c’è nessuno


LECCE - Giovanni Vantaggiato, l'uomo reo-confesso dell'esplosione dell'ordigno davanti alla scuola di Mesagne, durante l'interrogatorio di ieri sera, ha detto di aver colpito "in orario diurno e non in orario notturno perché di notte non c'era nessuno". Lo ha spiegato il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta. Nel decreto di fermo gli viene contestato il reato di strage in concorso aggravata da finalità di terrorismo.
Giovanni Vantaggiato, il killer
Al presunto attentatore gli investigatori sono giunti attraverso i filmati delle due vetture ricollegabili all'uomo fermato, registrati dalle telecamere di sicurezza di alcuni negozi della zona. Secondo gli inquirenti dopo l'attentato, tornato a casa, Vantaggiato avrebbe pranzato con la moglie e i nipoti.
"Il reato di strage - ha spiegato il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta - è stato contestato anche nel decreto di fermo, con l'aggravante della finalità di terrorismo". "Il fermato - ha aggiunto - non ha voluto dire alcunché sul movente, e le indagini sono, adesso, in questa direzione". 
Alla base del gesto di Vantaggiato ci potrebbe essere una truffa da oltre 300 mila euro. Qualche settimana prima della strage, infatti, era arrivato a conclusione al tribunale di Brindisi - che si trova proprio alle spalle della scuola - un processo che lo vedeva coinvolto come vittima. Vantaggiato sarebbe stato truffato per oltre 300mila euro per una fornitura di carburante, e si sarebbe sentito vittima di malagiustizia, poiché il processo non era finito con la condanna di tutti gli imputati. 
La decisione di prendere di mira la scuola sarebbe stata assunta, dunque, senza alcun motivo specifico riconducibile all'istituto ma solo per evitare le misure di sicurezza al palazzo di Giustizia. 
L'altra ipotesi è che il 68enne possa aver agito per rancore nei confronti del preside dell'istituto, Angelo Rampino. Il dirigente scolastico. Avrebbe potuto essere lui, insomma, l'uomo che l'attentatore voleva punire.

Confessione choc dell’attentatore di Brindisi. “ Pentito? Mi dispiace solo di essermi fatto riprendere dalla telecamera”. Applausi della folla al procuratore Cataldo Motta

Melissa Bassi, la ragazzina uccisa dal folle attentatore

LECCE - Cancelli chiusi dieci minuti dopo le otto, poca voglia di parlare da parte dei ragazzi e poliziotti all’istituto professionale «Morvillo Falcone» di Brindisi questa mattina, a poche ore dal fermo del presunto responsabile dell’attentato del 19 maggio scorso in cui ha perso la vita la sedicenne Melissa Bassi e sono rimaste ferite altre cinque compagne. «Abbiamo ancora paura, ci auguriamo che sia finita ma temiamo che non sia così e che ci siano ancora indagini da fare», dicono due studentesse di quinta. Oggi le ultime classi devono sostenere gli 'esami di qualifica'. La polizia presidia gli ingressi. C'è chi, come Morena, un’altra delle alunne dell’istituto professionale, rivolge un pensiero a Melissa e sostiene, adesso, di «non avere più nulla per cui preoccuparsi». «Ora – dichiara – non ci potrà succedere più nulla».

LA CONFESSIONE - Una confessione choc, quella dell’attentatore arruvata nella notten dopo 9 ore di interrogatori, un racconto agghiacciante che ha lasciato increduli gli stessi investigatori. «Sì, ho messo io quella bomba davanti alla scuola di Brindisi. Quei giudici dovevano pagare per quello che mi hanno fatto. Pentito? Mi dispiace solo che come uno stupido mi son fatto riprendere dalle telecamere di quel chiosco». Giovanni Vantaggiato, 68 anni, imprenditore di Copertino (Lecce) proprietario di un'azienda che commercializza carburanti per uso domestico e agricolo, è in carcere da questa notte con l'accusa di aver fatto esplodere la bomba davanti alla scuola "Morvillo Falcone" di Brindisi, uccidendo la giovanissima Melissa Bassi e ferendo altre studentesse.

 Il procuratore Cataldo Motta, uscendo dalla Questura di Lecce quando ormai è l'una passata e la strada antistante è un anfiteatro di gente che aspetta di vedere il «mostro», parla di aspetto fisico «compatibile» con l'uomo in pantaloni bianchi e giacca scura che preme il telecomando e fa esplodere la bomba davanti alle telecamere del chiosco dei panini. 

IL MOVENTE - L'uscita di Motta dalla questura é stata accolta con applausi da decine di persone assiepate in strada. L'uomo fermato "ha confessato durante l'interrogatorio - ha detto il procuratore ai giornalisti - la confessione non è soddisfacente, per cui le indagini comunque continueranno per completare il quadro investigativo". 
Quanto al movente "é uno degli aspetti - ha detto Motta - che non convince, non lo sa dire. Mentalmente sta bene. Ha ammesso la propria partecipazione ma per quanto riguarda il resto non è convincente". 

I COMPLICI -  Vantagiato avrebbe costruito da solo l'ordigno, realizzando con due bombole di gas collegate ad un innesco a sua volta collegato ad un sensore volumetrico che ha scatenato l'esplosione al passaggio della prima studentessa scesa dal pullman proveniente da Mesagne. Resta da vedere se l'imprenditore ha fatto tutto da solo, lui con i suoi 68 anni. Sembra di capire che gli investigatori non credono in questo, ci sarebbe il sospetto che l'uomo stia nascondendo qualcuno e forse quel qualcuno ora ha le ore contate.

LA SENTENZA - Vantaggiato avrebbe progettato e portato a termine l'attentato per "punire" i giudici brindisini. Si ritiene vittima di un'ingiustizia. Anni fa l'imprenditore rimase vittima di una truffa da 300mila euro. Forniture di carburante non pagate, sembra, alle quali fece seguito una denuncia che sfociò in un processo. Solo che la sentenza non avrebbe soddisfatto l'uomo, che a Copertino avrebbe covato la vendetta. «Dovevo farlo», avrebbe ripetuto più volte agli investigatori che ascoltavano la sua confessione.
La sentenza è stata emessa dal tribunale di Brindisi la mattina del 19 aprile, esattamente un mese prima del folle attentato compiuto la mattina del 19 maggio. Riguarda un processo intentato dalla moglie di Giovanni Vantaggiato, ufficialmente titolare del deposito di carburante di Copertino, contro Cosimo Parato, 47 anni di Torre Santa Susanna, due suoi famigliari e un terzo presunto complice. Tutti venivano accusati a vario titolo di aver emesso assegni a vuoto per 343.000 euro con i quali tra maggio 2007 e settembre del 2009 avrebbero acquistato da Vantaggiato 700.000 litri di gasolio e 6.000 litri di benzina, tutto carburante da riscaldamento o per uso speciale quindi a tariffa agevolata. Una vera e propria truffa per la quale il benzinaio si attendeva giustizia. Ma la sentenza sarebbe stata a suo parere troppo morbida, mandando assolto tra l'altro l'uomo che avrebbe materialmente firmato gli assegni e prosciogliendo (ma in istruttoria) un pubblico ufficiale che Vantaggiato aveva invece indicato come complice dei truffatori.

Solo Cosimo Parato era stato ritenuto colpevole della truffa, condannandolo tra l'altro al pagamento di una multa da 600.000 euro a favore dello Stato. Condanne ad appena 600 euro di multa e un anno e mezzo di reclusione invece per i due famigliari di Parato e assoluzione piena per il  quarto imputato. Giovanni Vantaggiato (anzi la moglie)  si era visto tuttavia riconoscere dal tribunale il diritto al risarcimento dei danni da stabilirsi nel corso di un successivo processo civile. Nella loro costituzione di parte civile, avevano chiesto un risarcimento di 400.000 euro, "come danni morali, patrimoniali e psicologici".  

 Ma perché prendersela con la scuola, e soprattutto con quelle povere e innocenti studentesse, e non invece col Palazzo di Giustizia? La risposta c'è ed è semplice: Giovanni Vantaggiato sarebbe partito con l'idea di collocare l'ordigno davanti al tribunale, ma accortosi che il luogo era troppo sorvegliato ha optato per la vicina scuola. 
Per questo Melissa è morta. 
A Copertino sono state perquisite a lungo la casa e l'azienda di Giovanni Vantaggiato. Gli investigatori cercano tracce del materiale utilizzato per preparare la bomba. 

mercoledì 6 giugno 2012

Fermato, confessa l'uomo accusato dell'attentato di Brindisi dove è morta Melissa Bassi.

La svolta alle 22.30 quando è scattato l'ordine di fermo. Dopo 6 ore, è crollato. Avrebbe detto: "Lo dovevo fare". Non avrebbe "ricevuto giustizia" in Tribunale e il palazzo di giustizia è ad appena trenta metri dalla scuola 


Giovanni Vantaggiato "in azione"
LECCE - E' stato fermato, accusato di strage aggravata alla finalità di terrorismo. e avrebbe confessato (avrebbe detto "lo dovevo fare") l'uomo che era sotto interrogatorio da sei ore in Questura a Lecce, accusato di aver compiuto  l'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, dove è morta la studentessa Melissa Bassi e cinque altre ragazza sono rimaste gravemente ferite. Ha 68 anni, è il titolRE di una stazione di carburanti sulla statale 17 tra Leverano e Copertino, è attivo da almeno due decenni nel campo della vendita di gasolio per riscaldamento e agricolo e si chiama Giovanni Vantaggiato: è sposato e ha due figlie, è alto 1 metro e 65 ed è claudicante.  Avrebbe agito per "vendetta privata".  Si è parlato all'inizio di motivi di astio contro il preside della scuola, ma a trenta metri dall'istituto c'è anche il palazzo di giustizia. E, secondo altre voci, l'uomo aveva motivi di polemica verso la giustizia, per un credito di 300mila euro che non  era riuscito a farsi riconoscere in un processo  per truffa subita. Avrebbe così covato una sete di vendetta, e la mattina del 19 maggio forse voleva colpire, con le tre bombole che hanno ucciso Melissa Bassi e ferito le altre  studentesse, proprio il Tribunale di Brindisi. Ma troppo sorvegliato, avrebbe ripiegato sulla scuola, che guarda caso, si trova poco distante dal palazzo di giustizia.
La sua automobile, una Fiat Punto, è stata filmata a più riprese nei pressi della scuola Morvillo Falcone quel sabato 19 maggio, quando alle 7,45 avvenne l'esplosioneMa le telecamere della zona avrebbero ripreso anche un'altra automobile di un familiare del sospettato.