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mercoledì 13 novembre 2013

Pd: impensabile uno slittamento del voto sulla decadenza di Berlusconi

ROMA - "Non e' pensabile nessuna ipotesi di slittamento" del voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore: "vanno rispettati il regolamento e le procedure ed e' inutile che il Pdl cerchi alibi per nascondere l'unica certezza che e' quella condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale". Lo ha ribadito il responsabile Giustizia del Pd, Danilo Leva.
Se si vuole "evitare uno scontro, questo Consiglio nazionale dovrebbe essere annullato". Lo ha detto Fabrizio Cicchitto del Pdl, aggiungendo che, allo stato attuale, non ha "sentito cose di questo tipo". Non si può "smontare" il partito per mettere Berlusconi da solo al comando e poi rinviare il nodo governo al 27, perché sarebbe, dice, "un imbroglio". Proprio sul nodo decadenza, Cicchitto sottolinea che sono già stati guadagnati due mesi grazie ai "governativi", ma nessuno gliene dà atto.
"Se il contesto del Consiglio nazionale segna un'intesa politica - riprende - e si fa un dibattito e un confronto normale è un conto, ma se le cose restano al punto in cui stanno, con le ultime dichiarazioni di Berlusconi, allora tutto diventa molto più complicato".

"Per il bene di Berlusconi e del Paese - assicura - bisogna tenere in piedi questo governo, fare le riforme istituzionali e la riforma elettorale, realizzare una politica economica per la crescita, con tutti i vincoli di un'Europa arcigna, e nel 2015 andare al voto. Se si butta tutto per aria e si fa la crisi di governo non si sa cosa ne viene fuori: nei migliore dei casi un governo di scopo senza di noi per fare una legge elettorale rispetto alla quale noi non potremmo dire nulla, con un Paese che ci metterebbe in conto la crisi finanziaria che ne verrebbe e nessun vantaggio per Berlusconi".

martedì 12 novembre 2013

Pdl, parla Cicchito: forse gli alfaniani non andranno al consiglio nazionale

ROMA - Rottura prima del Consiglio nazionale o clamorosa resa dei conti in pubblico. Come quella del 22 aprile 2010 tra Berlusconi e Fini davanti alla direzione del Pdl. E' il bivio davanti al quale si trovano i due tronconi del partito di Berlusconi a quattro giorni dall'appuntamento con il parlamentino azzurro. 'Mancano le condizioni per un dibattito sereno - dice l'ex capogruppo Cicchitto, ora tra i leader della corrente 'alfaniana', che tuttavia rifiuta paragoni con lo scontro con Fini - in questo clima di scontro, siamo pronti a non partecipare al Cn'.
"Nelle ultime ore c'è stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno. Aggiungo anche che non è chiaro l'ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione cosi delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione sono meritevoli di approfondimento".  "Non si tratta di scippo - precisa Cicchitto sull'accusa dei falchi alle colombe di voler scippare il partito a Berlusconi - si tratta del fatto che c'è una parte del partito che si riconosce nelle posizioni del segretario Angelino Alfano. In ogni caso è assolutamente sbagliato fare questa accelerazione ai danni del governo" perchè, spiega, "se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da una parte del partito. Ma se poi non si va al voto le cose non sono meno gravi: da un governo amico si passerebbe ad un governo ostile, nel quale il Pdl non ci sarebbe. E allora mi chiedo: che senso ha questa accelerazione?". "Penso - aggiunge Cicchitto - che non ci sia nessun motivo per cui si debba bollare alcuni esponenti del partito come traditori" mentre "la storia di Gianfranco Fini non c'entra proprio niente con quanto sta accadendo".

lunedì 11 novembre 2013

Cicchitto: non condividiamo la posizione estremistica di Berlusconi

ROMA - "Ci dispiace moltissimo, ma non condividiamo la posizione assunta dal presidente Berlusconi che ha fatto sua la posizione degli estremisti e che vuole far cadere a tutti i costi il governo. La caduta del governo provocata dal Pdl per puntare ad elezioni immediate sarebbe infatti solo un favore fatto al Pd". Lo afferma Fabrizio Cicchitto, sottolineando che il Pdl "non avrebbe nemmeno un candidato premier" perché Berlusconi "non si puo' presentare" e "Alfano e' contestato dai falchi".

venerdì 23 novembre 2012

Alfano: “Se ci sono indagati candidati alle primarie Pdl, non ci sarò io”. Con Berlusconi tutto ok


ROMA - Sulle primarie "con Berlusconi non c'é alcuna contrapposizione, ha firmato la nomina del comitato dei garanti. Una cosa deve essere chiara, se ci sono gli indagati candidati non ci sono io", lo ha detto il segretario del PdL Angelino Alfano in un'intervista al Tg2. Le primarie del PdL si faranno, e si terranno il 16 dicembre. Dopo spaccature, discussioni, contrasti, il Popolo delle Libertà ora ha il suo punto fermo, anche se resta da vedere cosa farà Silvio Berlusconi. Sullo sfondo resta infatti la possibilità che il Cavaliere possa tirare fuori dal cilindro una sua lista sparigliando le carte.
''Non ha vinto la linea di An, ha vinto la linea che avevamo stabilito in precedenza''. Lo ha detto il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto lasciando via dell'Umilta'.
"Sono favole che l'incontro tra Berlusconi e Alfano sulle primarie sia stato teso - ha assicurato Beatrice Lorenzin, che cura la parte organizzativa delle primarie -  Siamo abituati ai retroscena dei giornali. Quello che conta sono i fatti. La macchina è partita. Si stanno raccogliendo le firme. Domenica c'é la presentazione ufficiale delle dei candidati. Sarà un grandissimo successo nel centrodestra.

Per Michaela Biancofiore "Berlusconi ha sempre detto di essere contrario alle primarie, poi ha ceduto alla cosiddetta nomenclatura. Si dice che lui detti legge, al contrario non cerca di imporre ma di persuadere. Le primarie sono un esercizio dei partiti, non un esercizio di democrazia reale - ha proseguito - vogliamo scimmiottare gli Stati Uniti dove sono stabilite da una legge dello Stato e non controllate dalle segreterie di partito che in questo periodo non vanno di moda. Io sono contraria alle primarie e lo dico da sempre, ma mi candido perché una voce berlusconiana ci deve essere".