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giovedì 20 dicembre 2012

Siria: chiesto riscatto di 530mila euro per l’ingegnere rapito e i due colleghi russi

Mario Belluomo

DAMASCO - I rapitori dell'ingegnere catanese Mario Belluomo e di due suoi colleghi russi in Siria avrebbero chiesto 530mila euro di riscatto per la loro liberazione. A scriverlo è il quotidiano russo "Kommersant", citando una fonte diplomatica a Mosca.
Due giorni fa il ministero degli Esteri russo aveva già parlato della richiesta di un riscatto fatta alla Hmisho, l'acciaieria privata siriana per la quale i tre lavorano, senza aggiungere però altri dettagli. 

"Si parla di 50 milioni di lire siriane”, spiega la fonte del Kommersant. "Mosca coopera con i principali paesi occidentali, compresi l'Italia e gli Stati Uniti, per ottenere la liberazione degli ingegneri" rapiti da un gruppo ribelle siriano, aggiunge il quotidiano

martedì 18 dicembre 2012

Siria: chiesto un riscatto per l’italiano rapito e i due colleghi russi



DAMASCO - Il commando che ha in Siria ha rapito due cittadini russi e l'ingegnere italiano Mario Belluomo ha chiesto un riscatto. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo. "Due russi ed un italiano sono stati sequestrati sull'autostrada che collega Tartus a Homs", afferma il portavoce dell'ambasciata russa nel Paese, Sergei Markov, alla tv Pervy Kanal, precisando che tutti e tre lavorano per una "società privata siriana", l'impresa siderurgica Hmisho, vicino ad Homs che  ha ricevuto una richiesta telefonica da individui non identificati per il pagamento di una cifra indefinita come condizione per la loro liberazione..
Il ministero moscovita ha reso noti i nomi dei due cittadini russi rapiti, V. Gorelov e Abdessattar Khassun: quest'ultimo, secondo quanto si legge sul sito dell'agenzia Interfax, ha anche la cittadinanza siriana. Inoltre, il ministero degli Esteri russo ha raccomandato ai propri cittadini di evitare di recarsi in Siria. 
La Russia ha inviato una nuova flottiglia di navi militari nel Mediterraneo. Lo ha annunciato con un comunicato il ministero della Difesa di Mosca, senza indicare la destinazione delle navi. Fonti militari hanno invece precisato all'agenzia Interfax che la Russia sta pensando di usare le sue navi da guerra per evacuare migliaia di cittadini russi tuttora in Siria, se la situazione dovesse precipitare.

martedì 31 luglio 2012

Il carabiniere rapito in Yemen è in mano a una tribù. Che chiede un riscatto


SANAA (Yemen), - Alessandro Spadotto, il carabiniere della sicurezza del’ambasciata italiana rapito in Yemen, e' in mano a una tribu'. Per la sua liberazione i rapitori chiedono il rilascio di un detenuto e la restituzione di alcune terre nella capitale Sanaa. Lo ha rivelato ieri il ministro dell'Interno yemenita, Abu Bakr al Qirbi. Continua intanto il lavoro di servizi e ministero degli esteri per liberare il militare. Le notizie sul sequestro dell'addetto alla sicurezza dell'ambasciata italiana a Sanaa, sono arrivate ieri in serata con le dichiarazioni del ministro dell'Interno yemenita al termine di una giornata di intenso lavoro da parte della Farnesina che ha attivato tutti i canali per seguire da vicino la vicenda. E dopo la lunga conversazione telefonica tra il titolare della Farnesina Giulio Terzi e il ministro Abu Bakr al Qirbi, che ha confermato la totale disponibilità del governo di Sanaa a massimo impegno e collaborazione, assicurando che polizia e intelligence sono al lavoro.