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giovedì 19 dicembre 2013

Massacro: mille persone uccise in due giorni a Bangui, capitale del Centrafrica

BANGUI - E' di un migliaio di morti il bilancio delle rappresaglie contro la popolazione di Bangui, la capitale del Centrafrica, dopo l'offensiva delle milizie cristiane del 5 dicembre.
Secondo Amnesty, il 5 dicembre le milizie hanno ucciso circa 60 musulmani. Le rappresaglie, ''su grande scala contro i cristiani hanno provocato la morte di circa 1.000 uomini in due giorni,e sono state sistematicamente saccheggiate le case di civili. Il precedente bilancio parlava di circa 600 morti.

martedì 10 dicembre 2013

Bangui, uccisi due militari francesi

BANGUI - Due soldati francesi sono rimasti uccisi durante scontri a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Lo riferiscono media francesi citando fonti dell'esercito. Il ministero della Difesa non ha voluto per il momento rilasciare alcun commento, ma la presidenza della Repubblica ha confermato l'uccisione dei due militari.

Le truppe francesi e dell’Unione africana stanno prendendo parte da 5 giorni a un’operazione militare Onu volta a fermare la violenza interreligiosa nel Paese. 

sabato 7 dicembre 2013

Bangui, scontri cristiani-musulmani, 300 morti. La Francia interviene

BANGUI (Rca) - Truppe francesi nelle strade della capitale
BANGUI - Si aggrava il bilancio delle violenze esplose in queste ore a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dove stanno intervenendo su mandato Onu anche forze francesi. Secondo fonti mediche locali, il numero dei morti è salito ad almeno 300, mentre 281, in base a una stima già diffusa in precedenza, sono solo i cadaveri portati in ospedali e obitori e contabilizzati ufficialmente dal personale sanitario e dalla Croce Rossa. Migliaia di persone affollano un campo fuori l'aeroporto principale a Bangui, nella speranza che i soldati francesi di stanza lì possano proteggere. Si sono fermati vicino alla pista, dormono su stuoie intrecciate di fronte al filo spinato del recinto aeroportuale. "Ci stanno massacrando come polli,'' ha detto il residente a Bangui Appolinaire Donoboy l'Associated Press. Donoboy aggiungendo che la sua famiglia cristiana rimane in clandestinità mentre le milizie musulmane passano di porta in porta.

L'escalation di violenze preoccupa le agenzie umanitarie dell'Onu allarmate per i civili, bambini inclusi, presi nella morsa dei combattimenti tra i ribelli ex-Seleka e le forze di autodifesa, nella capitale Bangui e a Bossangoa in particolare.

Si tratta del primo grande combattimento nella capitale dal mese di marzo, quando le forze Seleka hanno catturato la città e deposto il presidente Francois Bozize", ha detto il portavoce dell'Unhcr (Alto commissariato Onu per i rifugiati) Adrian Edwards. La situazione "è ancora tesa" e ci sono notizie di attacchi settari e di vendetta tra vicini nei dintorni di Bangui, ha aggiunto. 

Attacchi di rappresaglia fra comunità cristiane e musulmane - L'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha evocato attacchi di rappresaglia tra cristiani e comunità musulmane segnalati in numerose località della capitale ed ha espresso soddisfazione per la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che ha autorizzato il dispiegamento di forze internazionali nel Paese. 

Unicef: "Oltre 2,3 milioni di minori a rischio" - L'Unicef ha sottolineato la grave situazione dei bambini, sempre più vittime di violenze e di reclutamento forzato. Il numero di minorenni colpiti dalla crisi nel Paese è di 2,3 milioni e casi di attacchi contro bambini e donne sono stati confermati a Mboki due settimane fa e a Bouali tre giorni fa, ha detto la portavoce dell'Unicef Marixie Mercado. Inoltre - aggiunge un comunicato - episodi di violenza sessuale e stupro di ragazze, e anche di stupro collettivo, sono stati segnalati all'Onu.


Oltre 70mila sfollati - A causa delle violenze, sempre più persone fuggono nella vicina Repubblica democratica del Congo, attraversando il fiume Oubangui. Dal dicembre 2012, il conflitto nella Repubblica centrafricana ha costretto quasi 70mila a fuggire nei Paesi vicini e causato circa 400mila sfollati all'interno del Paese.

venerdì 6 dicembre 2013

L’esercito francese a Bangui combatte contro i ribelli legati ad Al Qaeda

BANGUI - L'esercito francese ha ucciso dei non meglio identificati combattenti a Bangui, in Repubblica Centrafricana, durante nuovi scontri. Lo riferisce un portavoce dell'esercito francese, dopo che giovedì, in seguito al via libera dato dall'Onu, la Francia ha lanciato le operazioni militari nel Paese, dilaniato dalla guerra civile nel suo secondo intervento militare sul continente africano quest'anno dopo il Mali e nel tentativo di arginare la violenza settaria che si è diffuso in tutta la nazione da quando i ribelli hanno estromesso in marzo il presidente Francois Bozizé. I francesi schierano 1200 militari che debbono fronteggiare gli insorti legati ad al Qaeda e che sono arrivati da una base del vicino Gabon e dal Cameroun.

Un testimone  e un operatore umanitario hannoo detto che almeno 105 persone sono morte.

venerdì 30 agosto 2013

Repubblica centroafricana: 5000 persone incalzate dai ribelli al potere occupano l’aeroporto di Bangui

L'aeroporto di Bangui (Repubblica centroafricana)
BANGUI - Circa 5.000 persone sono fuggite davanti agli ex ribelli ora al potere nella Repubblica Centrafricana e hanno occupato l'aeroporto principale della capitale, Bangui. Gli ex ribelli Seleka, che hanno preso il potere nel marzo, stavano cercando di "disarmare" i residenti che vivono nei pressi dell'aeroporto.
Truppe di pace stanno ora cercando di spostarli dall'aeroporto in modo da poter riprendere le normali operazioni. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha recentemente detto che il colpo di stato ha minacciato la stabilità regionale.
La signora Martin, dalla agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Ocha), ha detto che coloro che avevano abbandonato le loro case sono ora intrappolati tra le forze di pace e i combattenti Seleka, che dovrebbero essere bloccati dalle forze di pace. L'aeroporto è una delle poche zone della capitale sotto il controllo di una forza di pace regionale.

I voli intanto sono reindirizzati a Douala, in Camerun. La Repubblica centroafricana (CAR) ha giacimenti di oro e diamanti, ma è instabile dopo l'indipendenza. Le agenzie umanitarie hanno recentemente avvertito che i combattenti del gruppo Seleka che ha spodestato il presidente Francois Bozize avevano saccheggiato il sistema sanitario, lasciandolo in rovina. Circa un terzo dei 4,6 milioni di abitanti del paese hanno bisogno di assistenza con cibo, alloggio, assistenza sanitaria o l'acqua, secondo Valerie Amos dell’Onu, che ha recentemente visitato il Paese.

domenica 24 marzo 2013

Scappato il presidente della Repubblica Centrafricana


PARIGI - Il presidente della Repubblica Centrafricana Francois Bozizé ha lasciato la capitale Bangui dopo che i ribelli hanno espugnato la città. Lo ha confermato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius senza precisare dove si trovi ora. Fonti della presidenza hanno parlato di una fuga del presidente nella Repubblica democratica del Congo.
Fabius ha assicurato che ''il dispositivo francese sul posto e' stato rafforzato'' per garantire la sicurezza dei francesi che abitano nel Paese.

Repubblica Centrafricana: i ribelli assaltano il palazzo presidenziale


BANGUI - I ribelli Seleka hanno assaltato oggi il palazzo presidenziale a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, e affermano di averlo espugnato senza tuttavia trovarvi il presidente Francois Bozize. Nella zona del palazzo testimoni affermano di aver udito a lungo le raffiche e i colpi di un violento scontro a fuoco
BANGUI - Il presidente Bozizé
I ribelli sono decisi a rovesciare il presidente Francois Bozizé. Scontri fra insorti e forze regolari si erano segnalati ieri, mentre uno dei capi della rivolta, il colonnello Djouma Narkoyo, annuncia queste ore come decisive. Ieri la Francia ha inviato truppe nel Paese per ''mettere in sicurezza l'aeroporto'' di Bangui.