martedì 19 marzo 2013

Due giorni di sciopero del Corriere della Sera


MILANO - Domani e dopodomani il Corriere della Sera non sarà in edicola, il sito online non sarà aggiornato, e non usciranno tutti gli inserti settimanali. I giornalisti del Corriere con questi scioperi - dice in un comunicato il comitato di redazione - “respingono nettamente il piano di ristrutturazione presentato ieri dalla direzione aziendale che prevede una riduzione dell’organico di 110 giornalisti su un totale di 355, il taglio di parti rilevanti delle retribuzioni effettive, la possibile vendita di sedi e riduzioni di pagine. Meno giornalisti, meno risorse significano semplicemente un Corriere meno autorevole e meno autonomo”.

Insieme ai 110 licenziamenti è stato chiesto anche l'azzeramento dell'integrativo aziendale. La ristrutturazione si dovrebbe completare nell'arco dei tre anni per un totale di 32 milioni di euro. Inoltre, la società ha fatto inserire nella piattaforma d'accordo anche l'annullamento di tutti i benefit aziendali spettanti alla redazione, incominciando dai cellulari.
Inoltre Rcs ha comunicato ai rappresentanti sindacali 270 esuberi tra amministrativi e grafici della sede di via Rizzoli, dove sono impiegati tutti i dipendenti che non fanno parte della divisione Quotidiani del gruppo (Periodici, Libri e Pubblicità).
I tagli, secondo fonti interne, sono così suddivisi: 70 prepensionamenti, 90 posizioni che verranno date in outsourcing (nei settori tesoreria, contabilità, amministrazione, It, fiscale e facilities), 30 'efficientamenti', che si suppone siano quindi le persone messe direttamente in mobilità, e 80 esuberi collegati invece alla cessione delle 10 testate dei periodici in vendita.
Ora si va verso una nuova convocazione del Cda venerdì 22 marzo, dove non dovrebbero esserci delibere all'ordine del giorno in vista del consiglio 'decisivo' del 27.

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