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lunedì 2 marzo 2015

La LEGA ufficializza la candidatura di Luca Zaia a presidente del Veneto. Ultimatum a TOSI, Un commissario alla Liga

Zaia e Tosi
MILANO, 2 marzo - Il Consiglio federale della Lega Nord ha ratificato all'unanimità la candidatura di Luca Zaia a presidente del Veneto. La decisione è stata presa dopo le polemiche interne al Carroccio che si erano scatenate dalla volontà espressa dal sindaco di Verona Flavio Tosi di candidarsi per la corsa a governatore. Il Consiglio federale della Lega, a riunione ancora in corso, a quanto si e' appreso ha chiesto a Flavio Tosi di decidere tra il Movimento e la Fondazione che fa capo a lui. Il massimo organo decisionale del Carroccio avrebbe deciso la incompatibilità tra le due cose chiedendo a Tosi una riposta a tempi brevi.
Infine Giampaolo Dozzo è stato nominato commissario ad acta per la gestione della Liga Veneta durante la fase delle elezioni regionaliAnche se Matteo Salvini, su quest'ultimo punto, al termine dell'incontro ha parlato di un ruolo da "mediatore" per Dozzo, pur se con dirittto ad avere "l'ultima parola".

sabato 13 aprile 2013

Lega veneta, decise 35 espulsioni. Spintoni e schiaffi alla presenza di Maroni


PADOVA - Spintoni e ceffoni tra i militanti e alcuni componenti del Consiglio nazionale veneto, riunito a Noventa Padovana, che ha decretato 35 espulsioni. I militanti hanno approfittato dell'uscita del governatore Luca Zaia, che ha confermato i provvedimenti manifestando disaccordo, per entrare nella sede sorprendendo così il Consiglio. "C'è una sola Lega per quanto mi riguarda, la Lega Nord", aveva detto in precedenza il segretario Roberto Maroni.
La mia Lega "ha un progetto ben chiaro e definito, ribadito a Pontida dove c'era un sacco di gente, ventimila persone e venti 'pistola'. Noi li chiamiamo così per non dire di peggio", ha aggiunto Maroni, sottolineando che "c'è tanta gente nella Lega che ha voglia di fare, c'è qualcuno che ha voglia di disfare, pochissimi, e questi sono accompagnati fuori".
Secondo indiscrezioni, i provvedimenti sarebbero stati decisi a carico di militanti che hanno preso parte alla protesta a Pontida o a iniziative in ambito veneto. L'assemblea era retta dal segretario Flavio Tosi.

mercoledì 11 aprile 2012

L’ex tesoriere della Lega: in tanti sapevano. Il sindaco di Verona Tosi: non c’è un complotto. L’ “incoronazione” di Maroni a Bergamo


La manifestazione di Bergamo

GENOVA - Francesco Belsito si difende e passa al contrattacco tirando in ballo quanti nella Lega, dice, "sapevano" cosa si faceva con i soldi del partito. "Io non ho mai fatto nulla da solo. In tanti nella Lega sapevano, avevano il controllo di tutti i miei atti. E, per la mia parte, so di avere sempre amministrato correttamente" afferma l'ex tesoriere della Lega Nord. "C'e' il lavoro delle procure. Io ho l'ordine di non aprire bocca, di non parlare di nulla che riguardi le indagini. Prima vogliamo vedere le carte, io e i miei legali, vogliamo capire quali sono tutte le contestazioni. Poi a quel punto qualcosa diro'". E aggiunge: "Sono convinto di non avere agito male. Io ero un contabile, non mai agito per i fatti miei".
Roberto Maroni ha le carte in regola per fare il segretario della Lega Nord, ma e' ancora necessario aspettare le decisioni del congresso federale e capire, ad esempio, se Bossi si candidera' nuovamente. A spiegarlo e' il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, accolto alla serata dell'orgoglio leghista a Bergamo con applausi. Da parte sua, il politico trevigiano ha ribadito di non avere "la velleita' di fare il segretario", perche' la Regione, con 150mila disoccupati, "ha bisogno di un presidente a tempo pieno".
Maroni, invece, ha "tutti i numeri" e "tutte le carte in regola per candidarsi alla guida del movimento, ma e' ancora necessario "aspettare le decisioni del congresso federale" e vedere se, ad esempio, Bossi decidera' di riprendere in mano la guida del partito.
"Non mi sembra ci sia un complotto. Intanto perchè pare che tutto sia nato da esposti, poi perche' ci sono tre procure che hanno indagato separatamente su vari fronti". Flavio Tosi smonta la tesi di Bossi e ricorda che "certo, c'e' la fatalita' della coincidenza con il periodo elettorale, pero' pensare al complotto sarebbe una cosa da colpo di Stato". "Tendo a non pensare al complotto ma - ribadisce il sindaco di Verona - a una normale indagine della magistratura. L'unica speranza e' che sia molto rapida, che vengano fuori le carte, i numeri, chi ha usato i soldi e come. Cosi' si fa chiarezza".
  Quanto alla serata di ieri dell'orgoglio padano a Bergamo, Tosi spiega che "Maroni ha fatto un discorso lineare, nel rispetto dei principi della Lega. Ha parlato da vero leader".