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sabato 28 dicembre 2013

Una valanga ucide altri due sciatori a Pila (Valle d'Aosta)


Fuori pista sulla Platta de Grevon
PILA - Due sciatori italiani sono stati travolti dalla valanga che è caduta sopra Pila, località sciistica in Valle d'Aosta, nella zona di Platta de Grevon. Entrambi sono stati trovati morti sotto la neve. La slavina si è staccata a 2.800 metri di quota, in una zona frequentata dagli appassionati del fuoripista. Le vittime sono entrambe liguri, di circa 30 anni, residenti nella zona del Tigullio.
"Siamo arrivati in cima alla seggiovia del Couis 1 assieme. Poi loro hanno deciso di scendere in fuoripista mentre io ho seguito la pista. Quando sono arrivato in fondo, mi sono voltato e ho visto che era caduta una valanga e che loro non erano arrivati a valle". E' il racconto dell'amico dei due sciatori travolti dalla valanga. E' stato lui a dare l'allarme e a riferire l'accaduto ai soccorritori.

martedì 10 gennaio 2012

Caro neve a gennaio: sorpresa, rincarano Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, calo record (con scontrino) per Cortina (-21%, una notte costa 256 euro)



MILANO - Caroneve per coloro che si metteranno in viaggio verso le Alpi questo mese, numerose localitá sciistiche hanno infatti ritoccato verso l’alto i listini tariffari rispetto allo scorso anno: Madonna di Campiglio (331 euro, +11 per cento), Courmayeur (214 euro, +21 per cento), Selva Val Gardena (256 euro, +14 per cento), Cervinia (274 euro, +13 per cento) e San Martino di Castrozza (247 euro, +11 per cento). 
Questo si evince dall’analisi del tHPI* di gennaio del motore di ricerca hotelwww.trivago.it, con particolare focus sulle principali destinazioni invernali della penisola. Questi aumenti hanno fatto lievitare i listini alberghieri del Trentino-Alto Adige e della Valle d’Aosta, che segnano un incremento rispettivamente del 7 e del 3 per cento. In controtendenza le mete lombarde, Livigno (170 euro, -7 per cento) e Bormio (146, -5 per cento), mentre Cortina d’Ampezzo registra una flessione del 21 per cento delle tariffe a gennaio; una notte in camera doppia standard costa in media 256 euro questo mese.

Abruzzo sotto i 50 euro a persona, sull’Etna gli hotel piú economici

Nonostante la neve si sia fatta attendere, la quasi totalitá degli impianti dell’Appennino é in funzione e moltissimi ne stanno approfittando per recuperare il tempo perduto. Le mete del centro italia sono al momento le piú convenienti, con un prezzo medio in camera doppia al di sotto dei 50 euro. In Toscana all’Abetone una camera doppia standard costa in media 93 euro, mentre in Abruzzo Roccaraso presenta listini medi di 91 euro a notte, seguita da Ovindoli a 87 euro. La localitá sciistica piú economica della penisola é Nicolosi, alle pendici dell’Etna, dove al momento é aperto l’impianto di Linguaglossa. Un soggiorno in camera doppia ai piedi della vetta siciliana costa questo mese 67 euro.

La stagione della moda fa impennare i listini a Firenze e Milano

La stagione della moda apre i battenti e i listini alberghieri si impennano nelle destinazioni delle sfilate piú prestigiose. A Firenze dove avrá luogo Pitti Uomo, le tariffe registrano questo mese un aumento del 13 per cento, con un costo medio di 123 euro a notte. A Milano, dove verranno presentate le collezioni autunno/inverno del 2012, incremento dell’11 per cento, fino a 143 euro di media. In diminuzione i listini nelle altre principali localitá della penisola; Roma (107 euro, -7 per cento), Venezia (129 euro, -4 per cento), Napoli (84 euro, -5 per cento), Palermo (80 euro, - 4 per cento).

Mete leisure in calo in Europa, aumenti nelle destinazioni business. Atene, minimo storico dal 2008

Prezzi hotel in flessione nelle principali destinazioni europee a gennaio, 35 delle 50 cittá prese in esame presentano listini in riduzione rispetto al mese scorso. In media una notte in camera doppia in Europa costa 105 euro, il 4 per cento in meno di dicembre. Riduzione consistente a Vienna (110 euro, -16 per cento), Londra (162 euro, -13 per cento) e Dublino (84 euro, -8 per cento). Cali generalizzati anche a Roma (107 euro, -7 per cento), Barcellona (96 euro, -7 per cento) e Istanbul (95 euro, -7 per cento). Flessioni minime a Parigi (159 euro, -1 per cento) e Berlino (86 euro, -1 per cento). In controtendenza le mete business, che segnano questo mese aumenti significativi: Francoforte (135 euro, +39 per cento), Milano (143 euro, +11 per cento), Colonia (137 euro, +28 per cento). Situazione difficile ad Atene , dove le tariffe scendono a 76 euro a notte, il minimo storico da maggio 2008.

lunedì 2 gennaio 2012

Alto pericolo valangh in Valle d'Aosta, Piemonte e Trantino Alto Adige



ROMA - Resta alto il pericolo valanghe su gran parte dell'arco alpino: marcato in Piemonte, Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, moderato su Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Lo riferisce il corpo forestale dello Stato, che raccomanda di consultare i bollettini del Servizio Meteomont.

In particolare, il pericolo è localmente marcato in Valle d'Aosta, dove persiste una perturbazione con nevicate lungo il settore nord occidentale di debole intensità e sono possibili distacchi di valanghe in corrispondenza di creste, canaloni o pendii molto ripidi già con un debole sovraccarico. Grado di pericolo marcato anche in Piemonte, dove la pioggia influenza il consolidamento del manto nevoso. Anche in Trentino Alto Adige il pericolo valanghe è marcato: nella zona Brenta Adamello i punti di maggior pericolo sono oltre i 2.500 metri di quota, mentre il pericolo scende a moderato sulle Dolomiti sud occidentali. Sulle Alpi Breonie il pericolo è marcato e il distacco è possibile già con un debole sovraccarico, oltre i 2.200 metri di altezza, mentre sulle dolomiti nord orientali e nord occidentali, il pericolo valanghe scende a moderato.

In Veneto, alle quote più elevate dei settori dolomitici, il grado di pericolo è moderato, scende a debole sulle Prealpi venete. In Friuli Venezia Giulia, considerate le caratteristiche del manto nevoso, il pericolo sale a moderato sulle Alpi, mentre resta debole sul resto del settore. Pericolo moderato in Lombardia, anche se sulle Alpi Retiche il rischio è in aumento, a causa delle deboli precipitazioni nevose che stanno interessando in queste ore gran parte del settore. È debole, invece, nel resto delle aree montane della Penisola a tutte le quote e a tutte le esposizioni.