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mercoledì 10 giugno 2015

Ad aprile frena la PRODUZIONE INDUSTRIALE (-0,3%)

ROMA, 10 giugno - Arresto ad aprile per la produzione industriale italiana. Secondo l'Istat, dopo i risultati positivi messi a segno a febbraio e marzo, l'Industria segna un calo dello 0,3% rispetto al mese precedente. Rispetto al 2014 però i dati segnano un lieve aumento dell'0,1%. La fabbricazione dei mezzi di trasporto è il comparto con la maggiore crescita tendenziale (+17,1%).
Segno più anche per la fabbricazione coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,8%) e di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+9,1%). 
Cattive notizie, invece, per le industrie tessili, di abbigliamento, pelli e accessori, che fanno registrare un calo del 6,2%, per lametallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-5,1%) e le industrie alimentari, bevande e tabacco (-2,8%). 
L'indice destagionalizzato dell'Istat presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni intermedi e dei beni strumentali (entrambi +0,1%). Diminuiscono invece l'energia(-1,3%) e i beni di consumo (-1,2%).

lunedì 10 novembre 2014

ISTAST: a settembre la produzione industriale in netto calo in tutti (o quasi) i settori

ROMA -La produzione industriale in Italia è calata dell'1,1% nella media del trimestre luglio-settembre rispetto al trimestre precedente, il dato più basso dal quarto trimestre 2012. A settembre, secondo l'Istat, il dato segna un calo del 2,9% su base annua e dello 0,9 rispetto al mese di agosto, con variazioni negative che coinvolgono tutti i comparti.
L'Istat spiega che, su base mensile, per quanto riguarda i dati destagionalizzati, a scendere più di tutte è la produzione di beni di consumo (-3,2%), seguita dai beni strumentali (-2,4%), l'energia (-1,5%) e, in misura più lieve, i beni intermedi (-0,8%).

I comparti che registrano i cali peggiori su base annua, invece, sono quelli della fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (-12,8%), seguiti dalla produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-10,1%) e dall'industria del legno, della carta e stampa (-7,0%). Gli unici settori economica che registrano una crescita tendenziale - continua l'Istat - sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,6%), della fabbricazione di prodotti chimici (+2,1%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,1%).

lunedì 10 giugno 2013

Produzione industriale giù del 4,6% ad aprile. Ventesimo calo consecutivo


ROMA - La produzione industriale ad aprile 2013 è diminuita dello 0,3% rispetto a marzo e del 4,6% rispetto ad aprile 2012. Lo comunica l'Istat. Il -4,6% registrato e' il ventesimo calo consecutivo su base tendenziale. Per trovare un dato di variazione positiva su base annua bisogna risalire ad agosto 2011. Ad aprile 2013 l'indice destagionalizzato della produzione industriale - comunica l'Istat - è diminuito dello 0,3% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile l'indice ha registrato una flessione dell'1% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2013 l'indice è diminuito in termini tendenziali del 4,6% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di aprile 2012).

martedì 14 maggio 2013

Crollano il mercato immobiliare nel 2012, (-27,5%) e la produzione industriale. Frena l'inflazione


ROMA - Crolla il mercato immobiliare della casa nel 2012, perdendo oltre 150 mila compravendite rispetto al 2011. Si tratta, secondo il rapporto immobiliare 2013 di Abi e Agenzia delle Entrate, del peggior risultato dal 1985 quando le abitazioni comprate e vendute erano state circa 430 mila. Nel 2012, come emerge dal rapporto realizzato dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate in collaborazione con l'Abi presentato oggi a Roma, si è avuta una riduzione del 27,5% rispetto al 2011 per i volumi di compravendite delle case (a 448.364 numero di transazioni), con un calo inferiore per i capoluoghi (-24,8%), e maggiore nei comuni non capoluogo (-26,1%). A livello territoriale l'area del nord-est, dove si realizza il 18,3% del mercato nazionale, è quella che ha subito il calo più elevato delle compravendite nel 2012 rispetto al 2011 (-28,3%). Sempre lo scorso anno sono state vendute case per un totale di circa 46,4 milioni di metri quadri (-25,4% sul 2011), con una superficie media di circa 104 mq. Da segnalare è anche la forte diminuzione del valore di scambio complessivo, stimato in circa 75,4 miliardi di euro, quasi 27 in meno del 2011. Nelle otto principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze) il calo delle compravendite è stato del 22,4% con un valore di scambio stimato di circa 19,5 miliardi di euro, ovvero 5,7 in meno rispetto al 2011. Tiene invece l'indice di accessibilità che misura la possibilità di accesso alle famiglie italiane all'acquisto di una abitazione. Dopo un anno e mezzo di calo, nel secondo semestre 2012 è migliorato con la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l'acquisto di una casa di poco superiore al 50% come per il primo semestre 2010 (13 milioni di famiglie circa).
In picchiata la produzione industriale in Italia: -5,2% a marzo rispetto allo stesso mese del 2012. Per Eurostat è il peggior dato tra le grandi economie continentali. Giù anche Germania (-1,5%) e Francia (-1,6%). Nell'insieme dell' Eurozona il calo è stato dell' 1,7% (-1,1% nella Ue a 27). Forti crescite in Olanda (+11,1%) e paesi baltici.
Ad aprile l'inflazione su base annua crolla, con la crescita che si ferma all'1,1% dall'1,6% di marzo. Lo rileva l'Istat rivedendo al ribasso le stime (+1,2%). Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo resta invece fermo. Il forte rallentamento e' dovuto principalmente alla frenata registrata per i beni energetici. Ad aprile l'inflazione segna la settima frenata consecutiva, con il tasso di crescita dei prezzi al consumo che si ferma all'1,1% su base annua, ovvero al livello più basso dal dicembre del 2009 (1,0%). Insomma con aprile si torna indietro di quasi tre anni e mezzo. Basti pensare che rispetto a giugno 2012 la crescita dei prezzi risulta ridotta di ben due terzi (era al 3,3%). Il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori (dal cibo ai carburanti), registra una decisa frenata: l'aumento su base annua si ferma all'1,5%, in forte rallentamento rispetto a marzo (+2,0%). Si tratta del tasso tendenziale più basso dal novembre del 2009, ovvero da quasi tre anni e mezzo. E su base mensile l'indice è addirittura in calo (-0,1%). E' quanto rileva l'Istat, diffondendo i dati definitivi sull'inflazione.