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lunedì 2 gennaio 2012

Si spara dai tetti e sulle strade, non c’è pace in Siria


DAMASCO - Sparatorie e cecchini sono ancora una minaccia in Siria: lo ha detto il segretario della Lega araba Nabil al-Arabi.
L'esercito siriano si è ritirato dalle zone residenziali e si trova nella periferia delle città del paese.
Secondo l'Onu, più di 5.000 persone sono state uccise nel giro di vite sulle proteste anti-governative da marzo.
Sessanta osservatori della Lega Araba sono in Siria dallo scorso martedì per monitorare  un piano possibile di pace.
Ma non c'è stata tregua nella violenza e molti dimostranti appaiono frustrati dall'incapacità della Lega di fermare le sparatorie: da loro arrivo, dicono i manifestanti, ci sono stati 150 morti, uccisi dalle forze di polizia.
“Ci deve essere uno stop totale al fuoco", ha detto Nabil al-Arabi, aggiungendo che di fatto era difficile dire chi sparava a chi.
I cecchini erano ancora sui tetti delle case minacciando i civili, ha anche detto.

martedì 27 dicembre 2011

Siria: gli osservatori della Lega Araba in viaggio verso la città ribelle di Homs

DAMASCO - La prima squadra di 50 osservatori della Lega Araba, arrivata in Siria in nottata, si sta dirigendo a Homs, la città ribelle sotto assedio da parte delle forze fedeli a Bashar Al Assad e dove solo ieri ci sono stati, secondo l'opposizione, almeno 30 morti soltantonelle repressioni di ieri. Lo annuncia il capo degli osservatori, il generale sudanese Mustafa al-Dabi.
"Vado a Homs. Fino a questo momento sono stati molto collaborativi", ha detto al-Dabi, riferendosi alle autorità siriane che peraltro hanno imposto rigide misure definite "di sicurezza" che potrebbero invalidare ka sostanza delle osservazioni.

Secondo le organizzazioni a tutela dei diritti civili, in nome della lotta al terrorismo il governo di Addis Abeba mette il silenziatore alla dissidenza e alle voci critiche.