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martedì 11 dicembre 2012

Filippine: il tifone Bopha ha ucciso 714 persone e 880 sono disperse



MANILA - Il bilancio delle morti causate da Bopha, il tifone piu' forte di quest'anno nelle Filippine, ha superato ormai quota 700: lo hanno precisato oggi le autorita', precisando che centinaia di persone, in particolare pescatori, sono ancora disperse. 
Bopha, che ha attraversato il sud dell'arcipelago nella notte tra martedi' e mercoledi', la settimana scorsa, ha fatto almeno 714 morti, la maggior parte sull'isola di Mindanao, secondo la Protezione civile. Ancora disperse 880 persone.

martedì 4 dicembre 2012

Il sud delle Filippine sferzato dal tifone Bopha

Il tifone in avvicinamento al sud delle Filippine
I primi danni di Bopha

MANILA - Più di 40.000 persone sono state spostate nei rifugi mentre un potente tifone sta colpendo il sud delle Filippine.
Il tifone Bopha si è abbattuto su Mindanao questa mattina all’alba, portando forti piogge e raffiche di vento a 210 km/h.
La tempesta ha causato interruzioni di corrente  e di strade e inondazioni in aree a rischio di frane. Non ci sono al momento notizie di vittime. Bopha arriva un anno dopo il tifone Washi che ha ucciso più di 1.500 persone nel sud delle Filippine.
Ieri il presidente Aquino ha esortato la gente sul percorso del tifone a prendere sul serio Bopha. "Potrebbe essere il più forte che colpisce  il paese di quest'anno - ha detto - Ma saremo in grado di ridurre al minimo i danni e perdita di vite umane, se ci aiutiamo a vicenda."
L'occhio della tempesta della vastità di  600 chilometri  si stava muovendo verso ovest a 26 km/h e ci si attende che si abbatta su province meridionali e centrali prima di raggiungere il Mar Cinese Meridionale giovedi.
Molti di coloro che sono morti dormivano quando il tifone Washi ha causato l’esondazione di fiumi e frane. Le Filippine sono colpite da tifoni e tempeste tropicali più volte ogni anno.

domenica 7 ottobre 2012

Dopo 40 anni di conflitto accordo tra governo filippino e separatisti islamici


MANILA - Dopo 40 anni di conflitto e 120mila morti, il Governo di Manila ed i ribelli separatisti islamici hanno raggiunto un accordo di pace per la parte meridionale delle Filippine, a maggioranza musulmana. Lo ha annunciato il presidente delle Filippine Benigno Aquino: "Questo accordo quadro apre la strada per una pace definitiva e duratura a Mindanao". L'"accordo quadro" traccia una roadmap per creare nel sud del Paese una nuova regione autonoma entro il 2016, quando scadrà il mandato del presidente Aquino.
Ci sono circa quattro milioni di musulmani di Mindanao, che la vedono come loro patria ancestrale risalente ai sultanati islamici stabiliti prima che i cristiani spagnoli arrivarono nel 1500. 

domenica 23 settembre 2012

E’ morto padre Giancarlo Bossi, rapito nel 2007 per 40 giorni nelle Filippine

Padre Bossi, al suo rientro in Italia dopo la liberazione

MILANO - Padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) che nel 2007 era stato rapito a Mindanao nelle Filippine, è morto stanotte alle 3 nella clinica Humanitas di Rozzano sul Naviglio (Milano).Da oltre un anno aveva sviluppato un tumore ai polmoni e la sua salute si era debilitata sempre più.
Padre Bossi, chiamato dagli amici col nomignolo di "gigante buono" per la sua statura atletica e corpulenta, era divenuto noto in tutta l'Italia e nel mondo quando era stato rapito da un gruppo di miliziani musulmani nelle Filippine il 10 giugno del 2007, dove aveva trascorso circa 32 anni della sua missione. Tornato in Italia dopo il suo sequestro durato 40 giorni, aveva avuto la possibilità di incontrare Benedetto XVI durante un raduno del pontefice con i giovani italiani a Loreto. Qui egli aveva dato la sua testimonianza sul modo in cui aveva vissuto i giorni insieme ai suoi rapitori, dei musulmani fuoriusciti dal Milf (Moro Islamic Liberation Front), che egli aveva sempre difeso, dicendo che lo "avevano trattato bene e ho pregato per loro": Nel gennaio 2008 era tornato nelle Filippine: avrebbe desiderato risiedere di nuovo a Payao (Mindanao), dove era stato rapito, ma i vescovi lo avevano frenato e lui si era stabilito a Paranaque (Metro Manila) per un anno; poi si era spostato nella missione di Mindoro Occidentale.

domenica 18 dicembre 2011

Il bilancio della furia del tifone Washi nelle Filippine: 652 morti e 808 dispersi







MANILA - Il bilancio del tifone Washi (chiamato localmente Sedong) che ha colpito il sud delle Filippine e' di 652 morti e 808 dispersi, secondo le cifre fornite dalla Croce Rossa. La maggior parte delle vittime e' stata registrata nelle citta' portuali di Cagayan de Oro e Iligan, sull'isola di Mindanao, ha aggiunto la Croce Rossa.

Interi villaggi sono stati spazzati via dalla tempesta tropicale montata al sud nelle prime ore di sabato mentre la gente dormiva: ha lasciato una scia di case distrutte, ponti rotti e veicoli rovesciati in una zona del Paese già devastato dalla povertà.
Il governo e la Croce Rossa Nazionale delle Filippine hanno lanciato  un appello per aiutare a nutrire, vestire e dare un riparo di più di 35.000 persone ammassate in centri di evacuazione mentre i soldati lottano per recuperare i corpi dal fango .
Ventimila uomini della forza militare sono mobilitati in un enorme operazione di soccorso in tutta la costa colpita nel nord dell'isola di Mindanao, dove i maggiori porti di Cagayan de Oro e Iligan sono stati gravemente danneggiati.
Il giornalista locale Vicente Corrales ha detto  che i cadaveri in decomposizione si accumulano non reclamati presso gli obitori a Cagayan de Oro e il personale ha esaurito fluidi per l'imbalsamazione, bare, e l'acqua per pulirli.
Il sindaco di Cagayan de Oro, Vicente Emano, ha detto di aspettarsi che il bilancio delle vittime raggiunga i 500 morti solo nella sua città, che ha una popolazione di mezzo milione di abitanti.
Data una grave carenza di acqua potabile, il governo d ha aperto gli idranti e li residenti si sono  messi in coda per l'acqua dolce.
Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha inviato le condoglianze alle Filippine e ha detto in una dichiarazione: ". Il governo americano è pronto ad assistere le autorità filippine per rispondere a questa tragedia"

lunedì 19 settembre 2011

Sciopero del sesso delle donne di un villaggio filippino del Mindanao, stanche di violenze e combattimenti. Ha funzionato, i mariti hanno smesso di fare la guerra. Come Lisistrata, nell’antica Grecia


La Lisistrata di Aristofane

MINDANAO (Filippine) - Un gruppo di donne in una violenta, tormentata zona delle Filippine ha usato un’arma particolare  per porre fine ai combattimenti, uno sciopero del sesso.
Le donne si sono riufiutate di intrattenere rapporti con i loro mariti fino a quando questi non hanno promesso di smettere di combattere. Gli scontri avvenivano  tra i villaggi nelle zone rurali del’isola di Mindanao dove è in corso una ribellione separatista dal 1970. Le famiglie del villaggio di  Dado  erano stati spostate a causa delle violenze dal 2008 e stanno lavorando per ricostruire la loro comunità, con l'aiuto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e altre organizzazioni umanitarie.
Le donne del villaggio hanno ideato lo uno sciopero del sesso come un modo per aiutare a ricostruire il loro villaggio e per portare la pace. Molte  erano stufe di non essere in grado di fornire i loro manufatti prodotti in cooperativa a causa della violenza che ha chiuso una strada principale tra i due villaggi.
La portavoce dell'UNHCR per l'Asia, Kitty McKinsey ha detto che  le donne hanno effettivamente messo in pratica il singolare sciopero che alla fine ha funzionato. .
Poche settimane dopo lo sciopero, infatti, la strada principale del paese ha riaperto e si sono fermato i combattimenti. Le donne della cooperativa sono state così in grado di consegnare i loro prodotti e di iniziare a ricostruire l'economia.
"Le donne volevano che i loro mariti di non combattessero più e usando le loro astuzie femminili sono stati in grado di far rispettare il loro desiderio", ha detto McKinsey.
L'idea dello sciopero del sesso per una causa non è nuovo: la commedia di  Lisistrata di Aristofane  racconta la storia di donne che organizano uno sciopero del sesso per far terminare la guerra tra Atene e Sparta.
Più recentemente, uno sciopero è stato lanciato nel 2006 nella città colombiana di Pereira, nota per il suo traffico di droga e crimini violenti. Lo sciopero è stato attuato da mogli e fidanzate dei membri della banda per spingerli a cambiare il loro stile di vita e consegnare le loro pistole.
Combattimenti sporadici accadono ancora a Mindanao nei pressi del villaggio Dado, ma sono molto localizzati, ha detto la McKinsey.

mercoledì 15 giugno 2011

Allerta Usa: turisti, non andate nelle Filippine (soprattutto a Mindanao)


WASHINGTON - I cittadini americani devono "esercitare la massima cautela" se si recano nelle Filippine: lo ha detto oggi  il Dipartimento di Stato americano in una nota. "I siti pericolosi possono essere luoghi pubblici compresi aeroporti, centri commerciali, centri congressi e altri luoghi". è scritto nella dichiarazione.
L'avvertimento, che è un aggiornamento di quello emesso nello scorso novembre, specifica come l'isola di Mindanao e l'arcipelago di Sulu siano particolarmente pericolosi e con grande rischio di ospitare attività terroristiche. Anche la capitale Manila potrebbe anche essere inclusa nell'elenco, dice la nota.
A causa della violenza legata alle elezioni, il governo filippino ha dichiarato lo stato di emergenza nel novembre 2009 per le province di Maguindanao e Sultan Kudarat, così come nelle città di Cotabato, a Mindanao. Questo stato di emergenza è ancora in vigore.
Anche il sito viagguaresicuri.it del nostro ministero degli esteri avverte che il rischio di attentati e sequestri di persona nei confronti di stranieri è particolarmente elevato nell'isola di Mindanao, inclusa la regione della città di Davao. Sono pertanto vivamente sconsigliati viaggi e permanenze in tutto il Mindanao.
Mindanao è la seconda isola per grandezza delle Filippine. Comprende 6 regioni amministrative, suddivise a loro volta in 25 province, di cui soltanto 4 non sono sull'isola di Mindanao. Quando si parla dell'isola di Mindanao, sono in essa inclusi l'arcipelago delle isole Sulu a sud-ovest. L'isola è una destinazione turistica preferita soprattutto dai sub.