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giovedì 19 marzo 2015

Maxisequestro di beni (10 milioni) a imprenditore dei CASALESI


NAPOLI, 19 marzo - La polizia sta eseguendo un maxi sequestro di beni nelle province di Napoli, Caserta ed Alessandria ad un imprenditore ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi, Emilio Capone, sessantanovenne, originario di San Cipriano d'Aversa (Ce), imprenditore nel settore edile. L'operazione è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e vede impegnati gli uomini del Servizio centrale operativo e delle squadre mobili di Napoli e Caserta. Il valore del patrimonio sequestrato, tra cui società immobiliari, terreni e rapporti bancari, è di oltre 10 milioni.
Capone, secondo gli investigatori, «era il punto di riferimento del clan dei casalesi, fazione Bidognetti, in quanto metteva stabilmente a disposizione della »famiglia« le proprie conoscenze ed attività economiche. Capone, insieme ai suoi familiari, gestiva, di fatto, per conto del gruppo criminale di riferimento, gli allacci all'acquedotto comunale di Castel Volturno (Ce).
Il rapporto sinallagmatico del Capone con il clan produceva vantaggi per entrambi i contraenti, consistenti per l'imprenditore nell'imporsi nel territorio in posizione dominante e per il sodalizio criminoso nell'ottenere una quota, pari a circa un terzo, dei compensi che gli utenti privati versavano per l'allaccio alla rete idrica comunale». 
Tra i beni sequestrati «Emil Costruzioni » s.r.l.« con sede in Castel Volturno; un immobile a Mondragone (Ce); terreni a Castel Volturno, Casal di Principe e Mondragone con immobili e capannoni abusivi

giovedì 4 ottobre 2012

Villa, tre auto, 7 conti correnti: per Fiorito maxisequestro da 1 milione e 300mila euro

La villa al Circeo, sequestrata

ROMA - Il maxisequestro di beni di Franco Fiorito è del valore complessivo di un milione e 300 mila euro, ovvero la cifra che la Procura di Roma sostiene che l'ex capogruppo abbia sottratto ai fondi del Pdl della Regione Lazio, Una cifra finita sui conti di Fiorito e da lui in parte "investita" in beni immobili.
 Tra i beni sequestrati anche la villa al Circeo, la jeep comprata per l'emergenza neve a Roma, il Bmw, la Smart, sette conti correnti italiani e quattro esteri. Il sequestro è stato disposto con un decreto del Gip del Tribunale di Roma. I conti correnti italiani sono stati aperti da Fiorito in istituti di credito di Roma e Anagni mentre i 4 all'estero si trovano a Tenerife, Madrid, Santa Cruz e La Coruna. Il sequestro è stato disposto in quanto "risulta contestata e provata una distrazione" di fondi del Pdl di un milione e 357mila euro.
Nel decreto di sequestro della procura di Roma sui beni di Franco Fiorito, è stato disposto che le tre auto, la Jeep, il Bmw e la Smart, siano affidate alla guardia di Finanza per attività di polizia giudiziaria. Mentre il denaro dei conti correnti italiani sarà trasferito al Fondo Unico per la Giustizia.