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mercoledì 25 aprile 2012

Formigoni a Matrix: “Dopo Berlusconi tocca a me. I poteri forti vogliono farmi fuori”


Formigoni ieri sera a Matrix

ROMA - "Una serie di poteri tentano di fare fuori un politico e la Regione Lombardia". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a Matrix dopo la bufera per alcune vacanze pagate al governatore. "Non mi sento sul banco degli imputati, ma sotto attacco politico e mediatico. Questo - è l'accusa di Formigoni - è il momento in cui i grandi poteri pensano di dividersi l'Italia a loro piacimento".
"Dopo Berlusconi chi è la personalità di maggiore rilievo? E' Formigoni, che da vent'anni è sempre stato rieletto". Il nostro lavoro, conclude Formigoni, "dà fastidio". 
"Chi pensate di essere voi giornalisti per andare ad indagare sulle mie vacanze,quando un presidente di Regione dovrebbe essere giudicato dai suoi atti pubblici che sono stati tutti riconosciuti come corretti?". Rivolgendosi al vice direttore di Repubblica, Massimo Giannini, Formigoni ha aggiunto: "Con chi faccio le vacanze sono fatti miei. Non intendo dare particolari sulla mia vita privata perché non cedo alla deriva scandalistica e gossip di giornali come il suo. Sono tutte notizie inventate
"La mia vita è specchiata e lontana da ogni dubbio, nessuna atto mi può essere contestato", si è difeso il governato
"Pierangelo Daccò è un galantuomo, non è mai venuto a porre a me questioni relative al suo mestiere.Il suo lavoro lo portava ad avere rapporti con l'assessorato della Regione Lombardia e con la Fondazione Maugeri, non con me". Il governatore ha ribadito di conoscere Daccò da 12-15 anni e di aver partecipato a delle cene da lui "e Daccò a casa mia"
"Reati non ne ho commessi, errori ne ho fatti tanti", ha sottolineato il presidente della Regione. Al conduttore che gli chiede se rimetterebbe in lista Nicole Minetti, ha risposto: “Oggi non lo rifarei”.

giovedì 2 febbraio 2012

Monti a Matrix: i giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia

Mario Monti ieri sera a Matrix
ROMA - Ospite ieri sera a Matrix, su Canale 5, il presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto un'affermazione shock: "I giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. E' bello cambiare e accettare delle sfide" ha detto.

Poi sull'art.18 "non è un tabù e può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e il futuro dei giovani in un certo contesto ma può essere abbastanza accettabile in un altro contesto". Per Monti c'è la necessità di procedere "ad una modifica del sistema di flessibilità in entrata e in uscita" ed è essenziale una "riforma degli ammortizzatori che tuteli il singolo lavoratore quando deve cambiare lavoro, senza legare la tutela del lavoratore a un posto di lavoro che diventa obsoleto".

Sempre sul lavoro, ha aggiunto che "la finalità principale della riforma del mercato del lavoro è quella di ridurre il terribile apartheid che esiste tra chi per caso o per età è già dentro e chi fa fatica ad entrare. Bisogna ridurre questo divario".

"In Italia trovo l'opinione pubblica che sta recuperando il suo orgoglio, non parlo di nazionalismo ma di patriottismo. L'altro giorno a Londra, ho visto invece l'orgoglio di tanti giovani di essere italiani. Credo che questo conti" ha aggiunto. Poi si è lasciato andare ad una battuta: "mi sto ricommuovendo - dice a proposito della sua lezione a Londra - anche se non sono il ministro del Lavoro". "Ora - prosegue Monti - tanti capi di governo quando vogliono fare valere le loro posizioni in Europa vengono a Roma a confrontarsi e noi parliamo da pari a pari senza dover chiedere più comprensione. Questo - conclude - si tradurrà in un maggior rispetto anche per le imprese italiane".