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venerdì 18 gennaio 2013

Giornalista di una radio ucciso a Mogadiscio. E’ il primo dell’anno

MOGADISCIO - La preghiera dell’iman e dei colleghi davanti alla salma del giornalista nel piazzale dell’ospedale


MOGADISCIO - Abdihared Osman Adan, il giornalista ucciso
MOGADISCIO - Un giornalista di una nota radio somala, Shabelle, e' stato ucciso questa mattina a colpi di pistola a Mogadiscio, da un commando. Lo riferisce la stessa emittente, precisando che Abdihared Osman Adan è stato raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco mentre stava lasciando la sua la sua casa nel distretto di Wadajir per recarsi al lavoro. Il giornalista e' morto in ospedale. Era sposato e aveva due bambini. Si tratta del primo caduto tra i giornalisti dell'anno.

domenica 12 agosto 2012

Giornalista free lance ucciso a Damasco



DAMASCO - Un giornalista freelance, ed ex militare siriano passato con gli insorti, Bara'a Yusuf al-Bushi, e' stato ucciso ad al-Tal, un sobborgo di Damasco, dall'esplosione di un colpo di artiglieria mentre realizzava un servizio. Lo rende noto al Arabiya, una delle emittenti per cui lavorava il giovane giornalista. Al Tal e' lo stesso sobborgo dove due giorni fa e' stata rapita la troupe di Syria News: la giornalista Yara Saleh, il cameraman e il fonico, e il loro autista.

giovedì 1 marzo 2012

Ancora un giornalista ucciso (il 29° dal 2007) a Mogadiscio


Abukar Hassan Kadaf

MOGADISCIO - Il direttore di una stazione radio privata somala, arrestato tempo fa dai militanti islamici, è stato ucciso davanti alla sua abitazione,Il testimone ha detto che Abukar Hassan Kadaf è stato ammazzato a colpi di pistola da due uomini nella capitale, Mogadiscio.
 Kadaf era direttore di Somaliweyn Radio fino a quando l’emittenre era stata saccheggiata da al-Shabab nel 2010, quando il gruppo ancora operava in città.
In seguito era stato coinvolto nella politica locale, ma i colleghi dicono che stava progettando di rilanciare la stazione malgrado le minacce ancora ricevuto da al Shabab.
Il mese scorso, il capo di Shabelle Media Network, Hassan Osman Abdi, conosciuto come "Hassan Fantastic", era stato ucciso con le stesse modalità fuori dalla sua casa da cinque uomini armati.
Un testimone ha raccontato che due uomini armati hanno sparato più volte a Kadaf circa alle 18:00 ora locale (16:00 in italia) di ieri prima di fuggire . "Questo omicidio è una tragedia che continua a minare ulteriormente la libertà di espressione e libertà di stampa in Somalia," ha detto in un comunicato Omar Faruk Osman, segretario generale dell'Unione nazionale dei giornalisti somali (NUSOJ). Secondo NUSOJ, il signor Kadaf aveva lavorato nei giorni scorsi sul rilancio di Radio Somaliweyn. Egli è il giornalista numero 29 ad essere assassinato in Somalia dal 2007, dice il sindacato: undici ne sono stati ammazzati negli ultimi tre anni e tre in  questi primi due mesi del 2012.  Il corrispondente della BBC a Mogadiscio Mohamed Dhore , sostiene che nel corso degli ultimi 18 mesi, Kadaf, 43 anni, aveva anche aiutato parlamentari locali checercavano di impostare una amministrazione regionale.

domenica 29 gennaio 2012

Direttore di una radio indipendente ucciso a Mogadiscio sulla porta di casa


Hassan Osman Abdi, il giornalista ucciso a Mogadiscio

MOGADISCIO - Un gruppo di uomini armati e mascherati ha sparato e ucciso questa sera a Mogadiscio in Somalia il direttore della radio indipendente Shabelle. Lo scrive la stessa emittente nel suo sito. Hassan Osman Abdi, conosciuto come “Hassan Fantastic” è stato ucciso all’esterno della sua abitazione nel quartiere Wadajir della capitale. Testimoni raccontano che due uomini con pistole gli hanno sparato  varie volte alla testa
Reporter sans Frontiere ha ricordato che si tratta del terzo direttore della radio ad essere ucciso: Bashir Nur Gedi venne eliminato nel 2007 e Mukhtar Mohamed Hirabe nel 2009. La radio si è recentemente distinta per inchieste sulla corruzione nel porto di Mogadiscio per la quale è stato licenziato un ufficiale del governo federale di transizione.
Secondo la polizia di Mogadiscio, i killer apparterrebbero al movimento terroristico al-Shabaab.
I giornalisti indipendenti in Somalia incontrano sempre maggiori difficoltà nel loro lavoro e rischiano la vita, in quando né il governo federale né al-Shabaab desiderano che appaiano report accurati sulle loro vittime e sui disagi causati dalla guerra ai civili

mercoledì 11 gennaio 2012

Giornalista di France 2 ucciso a Homs, in Siria. Stava raccontando gli indicenti

'PARIGI - Gilles Jacquier, giornalista francese inviato dell'emittente televisiva France 2 e vincitore del Premio Ilaria Alpi 2011, è stato ucciso durante nuovi scontri nella citta di Homs, in Siria. Un altro reporter di nazionalità olandese è rimasto gravemente ferito da una scheggia all'occhio. 
Le vittime stavano seguendo una manifestazione anti-regime a Homs, quando sono state raggiunte da granate o colpi di mortaio. Ci sono altri feriti. 
Il presidente Assad è tornato ad assicurare che il regime trionferà sul "complotto" dei suoi nemici di fronte a una folla di sostenitori nella capitale. Nel frattempo, l'Unione europea ha affermato la sua determinazione a continuare a rafforzare le sanzioni contro Damasco. 
L'ultimo, in ordine di tempo, ad aver denunciato i crimini commessi in Siria è stato un membro della delegazione di osservatori della Lega Araba che ha presentato le sue dimissioni denunciando il regime di Assad per avere realizzato delle montature e una serie di barbarie. "Ho visto un vero disastro umanitario. Il regime non compie un unico crimine di guerra, ma una serie di crimini contro il suo popolo", ha denunciato ad Al Jazeera l'algerino Anouar Malek, sottolineando che la situazione più grave è a Homs, città-epicentro della rivolta. 
L'osservatore ha inoltre spiegato che il regime non si è conformato ad alcun punto del piano proposto dalla Lega araba: "Non hanno ritirato i carri armati dalle strade, li hanno solo nascosti e ridispiegati dopo la nostra partenza", ha detto. "I prigionieri sono torturati, nessuno è stato rilasciato", ha insistito Malek, accusando il regime di avere preso delle persone dalla strada e averle presentate agli osservatori come detenuti liberati. Da metà marzo la Siria è in preda a una rivolta popolare duramente repressa nel sangue; sono più di 5mila i morti della repressione, secondo le stime Onu.

domenica 8 gennaio 2012

Non fate i giornalisti in Messico: ieri ne hanno ammazzato un altro a Monterrey. E’ il settantacinquesimo in dieci anni


I rilievi della polizia sul luogo dell'omicidio del giornalista

MONTERREY (Messico) - Uomini armati hanno ucciso un reporter di “The Last Word” Raul Garza Quirino Regolo a Cadereyta, mentre viaggiava in auto attraverso il centro di questa città dello stato Nuevo Leon al confine con gli Stati Uniti a circa 37 chilometri a ovest della capitale, Monterrey. Il giornalista è stato ammazzato a colpi di pistola mentre era sulla sua auto su una strada a scorrimento veloce. Gli si sono affiancati e hanno sparato una quindicina di colpi.
Le autorità stanno indagando per capire se gli uomini che hanno inseguito il giornalista cercavano di rubargli la macchina che aveva appena acquistato. 
L'organizzazione dei giornalisti di Nuevo Leon ha condannato oggi l'uccisione del collega ed hanno chiesto una "indagine approfondita" per arrivare all’arresto dei responsabili.
Quirino Garza, 30 anni, aveva anche lavorato come dipendente presso il Dipartimento locale per lo Sviluppo Sociale. L'agguato è avvenuto intorno alle 17:30 non lontano dalla casa del defunto al 320 di Aldama street, a pochi isolati dall'abitazione del sindaco di Cadereyta Jimenez.
Cadereyta è uno dei luoghi controllati da un gruppo della criminalità organizzata che ha tra le sue attività  furti su larga scala di benzina, perché la città ospita la più grande raffineria del nord. 
Negli ultimi mesi a Cadereyta era stata denunciata la scomparsa di più di trenta dipendenti del settore petrolifero e nelle aree circostanti le autorità hanno scoperto numerose tombe con corpi tumulati, note come "narco tombe". 
Il Messico è considerato il secondo paese più pericoloso per i giornalisti. Dal 2000, 75 giornalisti sono stati uccisi e parecchi sono dispersi. 
Secondo la Commissione nazionale sui diritti umani (CNDH) solo l'anno scorso ci sono stati 9 omicidi di giornalisti. 

lunedì 19 dicembre 2011

Ucciso a Mogadiscio un giornalista di una tv locale

Il cameraman del giornalista assassinato è rimasto illeso
MOGADISCIO - Un giornalista dipendente di una rete televisiva somala e' stato assassinato ieri verso le 16 a Mogadiscio da un uomo che indossava un'uniforme governativa. Lo hanno riferito testimoni. Il fatto è avvenuto nel quartiere di Hamar Jajab.
Abdisalan Sheikh Hasan Hill lavorava per la rete televisiva Horn Cable Tv. E' stato colpito tre volte alla testa da colpi di pistola: inutile la corsa disperata dei soccorittori al Medina Hospital. L'uomo vi è giunto già morto.

Il finto soldato ha ordinato a Hill, che era a bordo della sua auto presso l'hotel Medina, di fermarsi, ma contemporaneamente ha aperto il fuoco colpendolo a morte.  Il cameraman Zakariya Abdulkadir Abdulahl che era seduto al suo fianco, è invece rimasto illeso.
Il movente dell'omicidio non è chiaro: c'è chi pensa che tra i due ci fosse stato un disaccordo precedente.
Il ministero dell'informazione somalo ha espresso il suo dolore per l'accaduto e la volontà di chiarire al più presto la vicenda, a cominciare dall'arresto dell'assassino.

giovedì 8 settembre 2011

Afghanistan: l’Isaf ha ucciso per errore un giornalista della BBC. Agitava il suo tesserino, i soldati l’hanno scambiato per il telecomando di un attentatore suicida

Il giornalista della BBC ucciso in Afghanistan

KABUL - La International Security Assistance Force (Isaf) della Nato in Afghanistan ha ammesso di avere ucciso per errore Ahmed Omed Khpulwak , giornaloista della BBC, nel mese di luglio.
L’ Isaf ha detto che un soldato americano aveva scambiato il giornalista per un attentatore suicida quando le truppe avevano risposto a un attacco di militanti nella città di Tarin Kowt nel sud della provincia di Uruzgan.
Il rapporto della Nato afferma che Khpulwak si era rifugiato in un bagno nei suoi uffici quando le truppe Isaf avevano risposto all'attacco. Il rapporto ha aggiunto che gli attentatori avevano visto una sorta di telecomando nelle mani dell’uomo: ma probabilmente si trattava del suo tesserino di giornalista.
L’ Isaf ha  espresso condoglianze alla famiglia del giornalista ma ha ribadito che era sicuro che i suoi soldati avevano rispettato le leggi dei conflitti armati e le regole di ingaggio e agito in modo ragionevole, date le circostanze.
Pesanti combattimenti era scoppiata nel mercato di Tarin Kowt , yteatro di tre attentati suicidi. Mitragliatrici pesanti, lanciagranate e fucili d'assalto erano stati utilizzati da entrambe le parti. Le forze governative afghane hanno ricevuto il supporto aereo della Nato.
I talebani avevano ammesso  gli attacchi, ma avevano negato l'uccisione del giornalista.
Khpulwak aveva inviato a suo fratello, due SMS. La prima diceva: "Mi sto nascondendo la morte è arrivata.." Nel secondo, egli scrisse: "Pregate per me, se  muoio".
Khpulwak, che ha anche lavorato per l'agenzia stampa afghana Pajwak, era entrato alla BBC nel 2008.