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sabato 23 novembre 2013

Il mistero di Yara: interrogato un giovane albergatore

BERGAMO - A quasi tre anni dalla morte di Yara Gambirasio, le indagini sul delitto proseguono: giovedì gli inquirenti hanno interrogato per oltre due ore un giovane bergamasco. L'uomo, ha rivelato la trasmissione di Retequattro "Quarto Grado", è un albergatore originario di un paese che dista cinque chilometri da Brembate di Sopra, e non era mai stato ascoltato dagli investigatori né era stato sottoposto al prelievo del Dna. Il giovane, che non è formalmente indagato, ma sul quale sono in corso ulteriori accertamenti, ha dichiarato ai microfoni di "Quarto Grado" di avere alcuni amici il cui Dna è stato confrontato con quello dell'assassino di Yara ("Ignoto 1"). Il ragazzo ha anche dovuto rispondere a domande su suoi conoscenti impiegati, ai tempi della scomparsa di Yara, nei lavori di costruzione del centro commerciale di Mapello.
La trasmissione ha inoltre svelato che tra i numerosi capelli, peli e tessuti epiteliali repertati sul corpo di Yara Gambirasio nel campo di Chignolo d'Isola, alcuni non appartengono alla giovane né sono di origine animale: la notizia è stata data venerdì mattina, in un incontro riservato durato tre ore, alla titolare delle indagini, il pubblico ministero Letizia Ruggeri, dal dottor Carlo Previderè, ricercatore del Dipartimento Medicina Legale e Scienze Forensi dell'Università di Pavia, nominato consulente della Procura di Bergamo.

I reperti saranno ora ulteriormente analizzati per tentare di risalire ai gruppi etnici di appartenenza e, se lo stato di conservazione lo permetterà, all'individuazione di precisi profili genetici. Il professor Fabio Buzzi, direttore del Dipartimento di Pavia, a "Quarto Grado" ha però posto il problema dei costi: l'analisi di ogni singolo reperto costa circa 100 euro e i reperti sono migliaia.

domenica 1 settembre 2013

Positivi ai test del sarin i campioni di sangue e capelli dalla Siria in possesso degli Usa

WASHINGTON - I campioni di sangue e capelli risultati positivi al sarin sono arrivati in possesso degli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. "E' un'importantissima novità", ha detto il segretario di stato Usa Kerry.

Campioni raccolti dai primi soccorritori il 21 agosto sono risultati positivi al test del sarin, ha spiegato John Kerry. Si tratta di campioni di sangue e capelli, "nuove prove che suggeriscono il ruolo di Damasco nel raid", ha detto Kerry aggiungendo che "sono prove che continuano ad arrivare". Kerry ha poi paragonato il presidente siriano Bashar al Assad a Hitler e Saddam Hussein in interviste oggi alla Fox e alla Nbc. Kerry ha affermato che la Casa Bianca ha fiducia che il Congresso voterà sì all'Uso della forza in Siria. I parlamentari faranno ''ciò che e' giusto'', ha detto alla Cnn, aggiungendo che ci sono in ballo ''enormi intersessi'', la sicurezza nazionale e la credibilità Usa. Il 'sì' del Congresso all'uso della forza contro Assad manderà un importante messaggio anche a Iran e alla Corea del Nord, ha detto il segretario di Stato.