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giovedì 19 marzo 2015

GOTEBORG (Svezia), sventagliate di Kalasnhnikov contro i clienti di un pub, 2 morti, 8 gravissimi




GOTEBORG (Svezia) - Almeno due persone sono state uccise e almeno otto ferite in una sparatoria in un pub nel sobborgo del Biskopsgården della città svedese sud-occidentale di Göteborg. E il bilancio delle vittime potrebbe salire, perché i feriti sono molot gravi
Due uomini armati di Kalashnikov sono entrati ieri notte in un ristorante aprendo il fuoco sui clienti che stavano guardando in tv una partita di calcio, hanno compiuto la strage e poi sono fuggiti. Il portavoce della polizia Ulla Brehm hao che la sparatoria potrebbe essere correlata a una guerra tra bande.
La polizia ha isolato l'area e ha avviato un'indagine per omicidio.

lunedì 3 febbraio 2014

Gallarate, assaltato furgone penitenziario, llberato un ergastolano, morto uno dei banditi

Domenico Cutrì, evaso
GALLARATE - Un commando armato poco dopo le 15 ha assaltato un furgone della polizia penitenziaria a Gallarate (Varese), in via Milano, vicino al Tribunale e ha liberato il detenuto calabrese Domenico Cutrì, 34 anni. L'uomo liberato stava scontando un ergastolo per omicidio ed era detenuto nel carcere di Busto Arsizio.. Secondo le prime informazioni sono stati esplosi alcuni colpi di pistola e due persone sono rimaste ferite.  Anche uno dei banditi assalitori è morto: il suo corpo è stato abbandonato davanti all'ospedale di Magenta (Milano): si tratta del fratello di Domenico Cutrì, Antonino, colpito da pallottole durante la sparatoria.
L'uomo è stato liberato vicino al Tribunale dove era in programma un'udienza per un processo sull'emissione di assegni falsi. Le due persone ferite, secondo i soccorritori del 118, non sarebbero gravi. Nell'assalto del commando hanno subito lievi ferite due agenti di polizia, che ora sono ricoverati per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale di Gallarate. C'è stata una sparatoria ma, secondo le ricostruzioni, le ferite non sono provocate da colpi d'arma da fuoco. Infatti gli assalitori hanno aggredito gli agenti mentre stavano per uscire dal Tribunale di Gallarate, favorendo la fuga del complice. Uno dei due agenti, spinto dalle scale ha riportato un trauma cranico. L'altro ha dei problemi agli occhi perchè i malviventi hanno usato uno spray urticante.
Sono quattro le persone che hanno partecipato all'assalto- La polizia ha diramato le caratteristiche dell'auto usata per la fuga dai banditi: una C3 di colore nero targata EM 197 ZE. 
Domenico Cutrì scontava una pena all'ergastolo per omicidio. L'uomo era stato condannato in appello per l'uccisione di Luckasz Kobrzeniecki, un polacco di 22 anni freddato a colpi di pistola nel 2006 a Trecate (Novara). Cutrì, secondo le accuse, era al volante dell'auto da cui partirono gli spari che la notte del 15 giugno di otto anni fa uccisero la vittima. Arrestato tre anni dopo, si è sempre professato innocente. La condanna in primo grado nel luglio 2011. Cutrì, sempre secondo l'accusa, fece eliminare Kobrzeniecki perché riteneva che avesse fatto delle avances alla sua fidanzata. A compiere materialmente l'omicidio Manuel Martelli, condannato nell'ottobre 2012 a 16 anni di carcere con il rito abbreviato. Tre anni per lo stesso omicidio a Luca Greco, imputato di favoreggiamento (avrebbe intralciato le indagini e fornito un alibi fasullo a Cutrì). Nel processo d'appello a favore di Cutrì, difeso dall'avvocato Giulia Bongiorno, testimoniò una donna di origini calabresi, sostenendo che all'ora del delitto avevano avuto un appuntamento galante nell'abitazione di Cutrì. Una versione emersa soltanto a distanza di anni, perché la donna temeva che il marito potesse scoprire quella relazione clandestina. L'alibi, però, non convinse il procuratore generale di Torino Vittorio Corsi, che dispose ulteriori accertamenti. A smontarlo le testimonianze del titolare e del portiere di un albergo di Vittuone (Milano), dove l'uomo si trovava realmente come hanno poi confermato anche i registri dell'hotel.

sabato 18 gennaio 2014

Kamikaze talebani in un ristorante a Kabul: 21 morti, 13 stranieri

KABUL - La polizia all'esterno del ristorante assaltato
KABUL - E' salito a 21 morti l'ultimo bilancio delle vittime dell'attentato di ieri in un ristorante di Kabul. Lo riferisce il capo della polizia della capitale afghana, Mohammed Zahir, precisando che i morti sono 13 stranieri e 8 afghani. Cinque persone sono rimaste ferite. Tra le vittime anche 4 membri dello staff Onu e uno dell'Fmi.
Una squadra di tre kamikaze ha lanciato l'attacco  in un ristorante libanese frequentato da stranieri nel quartiere diplomatico Wazir Akbar Khan, nel centro di Kabul alle 19:20, in un momento in cui la sala era molto affollata. Un attentatore suicida si è fatto esplodere fuori dal ristorante, permettendo agli altri due di entrare nell'edificio. Hanno iniziato a sparare contro i clienti e all'interno del ristorante fino a che sono stati uccisi dalle forze afghane durante un scambio di colpi che è durato diversi minuti.
Gli stranieri uccisi includono canadesi, libanesi e russi. Quattro donne straniere e una afghana sono stati tra le vittime. Il ministro degli Esteri canadese John Baird ha detto che due canadesi sono morti nell'attacco ma non è chiaro se siano in aggiunta ai decessi segnalati dal FMI e dalle Nazioni Unite. Il portavoce del Dipartimento di Stato Jen Psaki ha detto che nessuno dei morti comprendeva personale dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Kabul. I funzionari hanno confermato la morte di quattro persone delle Nazioni Unite e dell'alto funzionario del FMI, Wabel Abdallah, un libanese di 60 anni. Il  direttore del FMI Christine Lagarde più tardi in un comunicato ha confermato la morte del Abdallah che guidaval'ufficio del Fondo a Kabul dal 2008. "Questa è una notizia tragica, e noi del Fondo siamo tutti devastati", ha detto la signora Lagarde nella sua dichiarazione.

I talebani hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco, con il portavoce del gruppo, Zabihullah Mujahid, dicendo che è stata effettuata per vendicare la morte di civili causata da parte delle truppe straniere nel quartiere Seyah Gard della provincia centrale di Parwan.

lunedì 10 giugno 2013

Talebani (due kamikaze e uomini armati) all’assalto dell’aeroporto di Kabul

KABUL - La polizia afghana ha ucciso sette degli insorti che, nel cuore della notte, hanno attaccato l'aeroporto di Kabul. Il gruppo ha preso di mira il settore militare dell'aerostazione, sul lato ovest, sede di importanti basi straniere: dopo aver fatto scoppiare una bomba alle 4.30 di fronte a un edificio in costruzione, gli insorti hanno iniziato a sparare. Tutte le strade verso l'aeroporto sono state chiuse e i voli da e per lo scalo sospesi.
Il capo della polizia di Kabul, il generale Salangi, ha precisato che cinque degli attentatori sono stati uccisi dalle forze afghane, mentre due si sono fatti esplodere. La polizia afferma di non aver avuto perdite. Il generale aggiunge che non ci sono state vittime neanche tra i civili. 
Secondo Hashmat Stanakzai, portavoce del capo della polizia di Kabul, l'attacco è stato compiuto da "diversi uomini armati" ed è iniziato "con una forte esplosione e un pesante fuoco di armi automatiche". Mentre per il capo dell'aeroporto,Mohammad Yaqub Rasuli, gli aggressori erano "un numero imprecisato di attentatori suicidi".

Tutti talebani, a quanto pare, che hanno rivendicato l'assalto inviando mail e messaggi ai giornalisti. Secondo le autorità, gli insorti si erano asserragliati in un edificio a nord dell'aeroporto sparando contro la struttura.