REGGIO EMILIA - Da imprenditore edile (con tanto di azienda, mezzi e dipendenti) a rapinatore, a causa delle perdite al videopoker. Con una maschera di Mandrake e un coltello, un 56enne di Novellara (Reggio Emilia) si è presentato in un bar armato di coltello, subito dopo aver perso 500 euro. Le urla della barista non l’hanno bloccato: ha cercato di tapparle la bocca. Tra i due è nata una colluttazione nel corso della quale la donna è riuscita a strappare la maschera al rapinatore. Convinto di essere stato visto e riconosciuto, si è dato alla fuga. Arrivato a casa, ha scritto una lettera ai familiari manifestando intenti suicidi. Sono stati i familiari a rivolgersi ai carabinieri del paese. Il maresciallo è riuscito ad ottenere un contatto telefonico. Una telefonata fiume quella tra l’uomo e il maresciallo che alla fine è riuscito, rassicurandolo, a convincendo a desistere dagli intenti suicidi e a costituirsi. Accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’uomo si è presentato in caserma rendendo piena confessione in merito alla tentata rapina al bar verificatasi in un momento di disperazione conseguente alla perdita di denaro ai videopoker. Proprio il vizio del gioco nel recente passato aveva mandato a monte la sua azienda. Il 56enne è stato denunciato per il reato di tentata rapina aggravata ma la vicenda si è conclusa con una solenne ed importante promessa. Dopo anni di dipendenza dal gioco l’uomo ha assicurato al maresciallo di aver l’intenzione a curarsi e per questo di essere pronto ad entrare in una specifica comunità.
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sabato 21 settembre 2013
martedì 18 giugno 2013
Vercelli, ammazzato dopo una vincita al videopoker, buttato in un bosco. Un fermato
VERCELLI - Un muratore di 44 anni, Francesco Daniele, residente a Crescentino, nel Vercellese, ma originario di Vibo Valentia, è stato ucciso con un colpo di pistola al torace. Il cadavere dell'uomo era in una boscaglia in località Cascine di Verrua Savoia, al confine tra le province di Torino e Vercelli. Per l'omicidio è stato fermato un uomo di 43 anni. Secondo gli inquirenti, alla base del delitto potrebbe esserci una vincita al videopoker.
Della vittima si erano perse le tracce domenica sera, quando non era rientrato a casa. A dare l'allarme è stata la moglie, che lunedì mattina ne ha denunciato la scomparsa. Daniele aveva lasciato la sua auto, una Volkswagen Golf di colore grigio, parcheggiata davanti ad un bar di Crescentino, dove era stato visto l'ultima volta. Ad accorgersi che la vettura era ancora lì è stato il figlio della vittima, al rientro a casa dopo essere stato a scuola per una prova dell'esame di terza media.
L'inchiesta è condotta dal pm Patrizia Gambardella, che ha disposto l'autopsia. Il delitto potrebbe essere legato a un'ingente vittoria al videopoker da parte della vittima. L'unico precedente con la giustizia, una vicenda legata alla droga, risalirebbe al 2010, quando il muratore era stato arrestato dai carabinieri di Crescentino.
Secondo gli inquirenti, la vittima potrebbe essere stata uccisa in un altro luogo e poi il suo corpo abbandonato poco distante da una riva del fiume Po, seminascosto dalla vegetazione, dove è stato trovato da un passante. Gli accertamenti dovranno anche dare una risposta al particolare dell'apparente lesione al capo: il muratore potrebbe essere stato picchiato prima di essere ucciso con il colpo di pistola, oppure la ferita potrebbe essere stata generata quando l'assassino, o gli assassini, si è liberato del corpo nella boscaglia vicino al fiume.
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