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domenica 17 novembre 2013

Morta la scrittrice premio Nobel Doris Lessing: Aveva 94 anni


Doris Lessing con il premio Nobel
LONDRA - E' morta la scrittrice Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007.  L'autrice di oltre 50 romanzi aveva 94 anni. Nata in Iran nel 1919 e cresciuta in Zimbabwe (all'epoca Rhodesia), dove è ambientato il suo primo romanzo 'L'erba canta', Doris Lessing ha vissuto a Londra per oltre mezzo secolo. Nel 2007 le è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura con la motivazione ''cantrice dell'esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa''. Tra i suoi titoli più celebri, il romanzo 'Il taccuino d'oro', da molti considerato un classico della letteratura femminista, opinione che però la stessa autrice non sembrava condividere.

venerdì 11 ottobre 2013

Il Nobel per la pace all’OPAC (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche)

OSLO - L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) è il premio Nobel per la Pace 2013, secondo le prime anticipazioni (la notizia ufficiale sarà data alle 11). L’organizzazione ha sede a L’Aja. Quest'anno è il 20 ° anniversario della Convenzione sulle armi chimiche (CWC). Tutti Paesi che hanno ratificato la Convenzione (189 attualmente) sè automaticamente un membro dell'organizzazione. Gli unici paesi che non sono membri sono l'Angola, Myanmar, Egitto, Israele, Corea del Nord, Sudan e Siria. La Siria ha indicato ora di essere disposta a ratificarla. Israele e Myanmar hanno firmato ma non ratificato la CWC. 
L’OPAC attualmente coopera con gli sforzi delle Nazioni Unite per la revisione e la distruzione di armi chimiche della Siria.

Non prende il Nobel quindi la sedicenne Malala Yousafzai, che era data per favorita e che avrebbe avuto un ben altro impatto sull’opinione pubblica mondiale.

domenica 30 dicembre 2012

E’ morta Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini

ROMA - E' morta la senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Il premio Nobel per la medicina, morta nella sua abitazione a Roma, aveva 103 anni. La notizia del decesso è stata verificata anche dalla Questura di Roma. La senatrice a vita è morta intorno alle 14 nella sua casa in via di Villa Massimo, in una zona residenziale di Roma a due passi da Villa Torlonia. La scienziata era con alcune persone care che, accortesi del peggioramento delle sue condizioni di salute, in un primo momento - come è stato riferito da loro stessi - hanno chiamato un'ambulanza per portarla alla vicina clinica Villa Margherita. Ma il quadro clinico è andato rapidamente peggiorando e il premio Nobel si è spenta nella sua abitazione.
 Il primo agosto del 2001 era stata nominata senatrice a vita per gli altissimi meriti nel campo scientifico e sociale.
Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (o NGF), scoperta che le è valso nel 1986 il premio Nobel per la medicina. La scienziata è stata la prima donna ad essere ammessa alla Accademia Pontificia delle Scienze.
Dolore e cordoglio è stato espresso dal presidente del Consiglio Mario Monti. ''Voglio ricordare -ha sottolineato il premier- la ricercatrice che con il Premio Nobel del 1986 ha dato lustro al nostro Paese e alla ricerca scientifica. Ma soprattutto voglio ricordare l'esempio di una donna carismatica e tenace, che ha dato battaglia per tutta la vita per difendere i valori in cui credeva''.
Monti ha rievocato gli anni all'estero della senatrice, l'impegno di medico a fianco dei militari e l'attivita' della Fondazione da lei creata per dare ai giovani, soprattutto di sesso femminile, l'opportunita' di formarsi e dare vita a una classe di donne in grado di svolgere un ruolo centrale nella vita scientifica e sociale del proprio Paese. ''L'umanita' e' fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi'': riportando alla memoria le parole celebri di Rita Levi Montalcini, il presidente del Consiglio ha auspicato che l'esempio di questa donna coraggiosa resti vivo nella memoria di tutti gli italiani.
"L'Italia perde un grande scienziato e una grande donna. La sua figura e il suo insegnamento rimarranno motivo d'orgoglio per il nostro Paese". Così Renato Schifani, presidente del Senato, commenta la scomparsa di Rita Levi Montalcini. "A nome mio personale e dell'Assemblea di Palazzo Madama esprimo - scrive Schifani in un messaggio - i sentimenti del più profondo cordoglio per la scomparsa della Senatrice Rita Levi-Montalcini. Nella sua lunga esistenza, dedicata sino alla fine, con straordinaria lucidità e immutata passione agli studi scientifici, ha illustrato il nostro Paese come pochi altri nel secolo passato". 
"Ho appreso con profonda tristezza la notizia della scomparsa della senatrice Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina, una donna che ha onorato il nome dell'Italia sulla scena internazionale. La sua lunga e prestigiosa carriera di scienziata è stata caratterizzata dalla costante attenzione alle giovani generazioni alla cui formazione ha dedicato particolare impegno, nella consapevolezza che la trasmissione della conoscenza costituisce un presupposto fondamentale del progresso umano".
"La scomparsa di Rita Levi Montalcini è un gravissimo lutto, non solo per la città di Roma e per l'Italia ma per tutta l'umanità. Una persona che ha rappresentato la coscienza civile, la cultura e lo spirito di ricerca del nostro tempo e che ha saputo mettere insieme il rigore scientifico col massimo livello di umanità. Tutta Roma è addolorata per questa tristissima notizia". Lo ha dichiarato il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno.
Per Walter Veltroni "se ne va una personalità straordinaria, una donna che nella sua lunghissima spvendida vita ha mostrato impegno, forza, ingegno straordinari".
Cordoglio anche del leader del Pdl Silvio Berlusconi, che "si unisce a tutti gli italiani che in questo momento rendono il doveroso omaggio a Rita Levi Montalcini. Una scienziata di grande valore, una donna che ha onorato l'Italia''.
Si dice "commosso"' il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Donna di grandissimo livello intellettuale e morale, ha dedicato la sua vita alla ricerca scientifica ed ha rappresentato con limpida coscienza civile le Istituzioni''.

Una vita intensissima

Il premio Nobel era nata a Torino il 22 aprile 1909. Dopo aver studiato medicina all'università di Torino, all'età di 20 anni entra nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi e inizia gli studi sul sistema nervoso che prosegue per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della Seconda guerra mondiale. Si laurea nel 1936. Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, fu costretta dalle leggi razziali del regime fascista a emigrare in Belgio con Levi, dove continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.

I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) furono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1947 accetta l'invito a proseguire le sue ricerche al dipartimento di Zoologia della Washington University (nello stato Usa del Missouri), dove rimane fino al 1977. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come Ngf (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa 30 anni prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 viene insignita del Premio Nobel per la medicina insieme allo statunitense Stanley Cohen. Nella motivazione del riconoscimento si legge: "La scoperta del Ngf all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza, i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".
Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di ricerche di Neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche(Cnr) di Roma in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di neurobiologia del Cnr con la qualifica di superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del Ngf, utilizzando tecniche sempre pi sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine. E forse il segreto della lucidita' e vitalita' fino all'ultimo giorno della sua scopritrice si celava proprio nel Ngf: la scienziata lo assunse tutti i giorni in forma di gocce oculari per problemi alla vista.
Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. E' membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. Viene nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001. Riceve numerosi altri riconoscimenti: fra l'altro tre lauree ad honorem delle Università di Uppsala (Svezia), Weizmann-Rehovot (Israele) e St. Mary (Usa). Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent, il Feltrinelli, e il premio "Albert Lasker" per la ricerca medica. E' stata sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilita' degli scienziati nei confronti della societa'.
Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l'obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.
Sempre a favore dei giovani scienziati, nel marzo 2012 rivolge un appello al Governo Monti insieme al senatore Ignazio Marino (Pd), "affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge su semplificazioni cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della peer review, la valutazione tra pari".
Rita Levi Montalcini è stata particolarmente sensibile anche nei confronti dei temi della difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile. Nel 1998 fonda la sezione italiana di Green Cross International, organizzazione non governativa riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Mikhail Gorbaciov, di cui è consigliere. Significativo l'impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all'accesso alle risorse idriche. Con la vittoria dell'Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche del 2006, la Levi Montalcini, in qualità di senatrice a vita, accorda la fiducia al governo Prodi II. Inoltre, dopo aver rifiutato la presidenza del Senato provvisorio in periodo di elezione del presidente stesso, dichiarò di aver votato Franco Marini in tutti gli scrutini. Il momento della sua votazione fu accolto dagli applausi dei senatori dell'Unione.
Tra le numerose iniziative scientifiche, nel 2001 la Montalcini fonda un nuovo centro di ricerca sul cervello a Roma, l'Ebri (European Brain Research Institute), in collaborazione con la Fondazione S. Lucia e il Cnr. Senza scopo di lucro, l'unico obiettivo dell'Ebri è lo studio del sistema nervoso centrale, dai neuroni al cervello, sia in condizioni normali che patologiche. Lo scopo è capire le basi delle malattie neurologiche e neurodegenerative come ad esempio l'Alzheimer, con l'obiettivo di sviluppare delle cure. Il tutto partendo dalle scoperte per le quali le era stato assegnato il Premio Nobel nel 1986. E proprio in difesa dell'Ebri la scienziata combatte una delle sue ultime battaglia, quando sull'Istituto si è abbattuta, nell'autunno del 2009,la minaccia dello sfratto, poi rientrata soprattutto per la tenacia del Premio Nobel.
In occasione del suo 100esimo compleanno, il 22 aprile del 2009, fu fittissimo il calendario di eventi promossi da istituzioni e mondo scientifico in onore della senatrice a vita e accademica dei Lincei.
Una salute di ferro quella della grande scienziata, che solo nel febbraio del 2010, dovette subire un intervento chirurgico per la rottura di un femore avvenuta a causa di una caduta in casa. A 101 anni e con un peso di soli 35 chili, Levi Montalcini affronta con coraggio l'operazione. L'anestesista dell'ospedale S.Andrea di Roma riferi' addirittura che la scienziata domandò quale tecnica avrebbe utilizzato per sedarla. Fu scelta l'epidurale e la senatrice a vita seguì tutto l'intervento, durato 40 minuti, chiedendo informazioni ai chirurghi, che le hanno impiantato una protesi di metallo e plastica al collo del femore. Il suo recupero è stato veloce e completo.
Fra i dolori più grandi della scienziata, la morte dell'amico e collega Renato Dulbecco, avvenuta il 20 febbraio 2012 e celebrata dal premio Nobel con parole di commozione: per la Levi Montalcini, Dulbecco è stato "uno dei più grandi protagonisti nella storia della medicina moderna del '900 del nostro Paese e a livello internazionale. Ho appreso la notizia della sua scomparsa con profonda commozione, in quanto carissimo e antico amico: l'intera comunità ha perso una figura scientifica illustre e di grande spessore umano. In questo triste momento sono vicina con affetto alla moglie Maureen e alla figlia Fiona, che ho conosciuto all'inizio della nostra avventura scientifica, che ci ha condotto in terreni a quei tempi inesplorati. Il suo ricordo rimane indelebile per quanti lo hanno conosciuto e ne hanno potuto apprezzare le alte doti morali e intellettuali e di eminente scienziato".
Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini avevano condiviso insieme gran parte della loro vita e della loro avventura scientifica: fin dall'università dove a Torino erano stati studenti insieme, hanno esplorato ricerche in comune negli Stati Uniti, dove sono arrivati viaggiando sulla stessa nave, hanno condiviso la vita Accademica dei Lincei, entrambi hanno ottenuto il massimo riconoscimento scientifico internazionale vincendo il premio Nobel per la Medicina.


sabato 16 giugno 2012

San Suu Kyi ritira il Nobel a Oslo. "Birmania sulla via della democrazia

Aung San Suu Kyi nella sede dei Nobel a Oslo

OSLO - La Birmania e' sulla strada verso la democrazia, ma e' necessario riporre una fiducia ''non cieca'' nel suo futuro, anche perche' rimangono ancora ostacoli come conflitti, prigionieri di coscienza e rifugiati. Lo ha detto Aung San Suu Kyi, la leader dell'opposizione birmana, che a Oslo ha ritirato il premio Nobel per la Pace assegnatole 21 anni fa, quando era ancora agli inizi del lungo calvario passato agli arresti domiciliari.

lunedì 20 febbraio 2012

E' morto Renato Dulbecco premio Nobel per la medicina. Aveva 98 anni

Renato Dulbecco

MILANO - E' morto Renato Dulbecco, Premio Nobel per la medicina. Il noto biologo e genetista ricevette il prestigioso riconoscimento nel 1975, in seguito alla scoperta del funzionamento dei virus tumorali. Dulbecco avrebbe compiuto 98 anni mercoledì 22 febbraio. La conferma della sua scomparsa è arrivata dal presidente del Cnr Luigi Nicolais.
Se oggi sappiamo che i tumori sono malattie dai mille volti e che il primo bersaglio per aggredirli è il loro Dna il merito è di Renato Dulbecco, il pioniere delle ricerche sulla genetica del cancro. In pochi decenni la lotta ai tumori ha imparato a parlare un linguaggio completamente nuovo grazie alle sue ricerche.

Nonostante avesse la cittadinanza americana dal 1953, Dulbecco ha sempre mantenuto un forte legame con l'Italia, tanto da essere considerato il padre delle ricerche italiane sulla mappa del Dna, condotte presso l'Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Milano.

Solo l'età avanzata e le condizioni di salute precarie hanno interrotto la spola tra Milano e La Jolla, in California, dove viveva e lavorava presso l'istituto Salk. Tuttavia la sua presenza in Italia ha lasciato tracce significative, sia nei risultati scientifici sia nella difesa del valore della ricerca.

Al punto che nel 1999 non ha esitato ad accettare l'invito a condurre il Festival di Sanremo insieme a Fabio Fazio, devolvendo il compenso a favore del rientro in Italia di cervelli fuggiti all'estero. Un'iniziativa simbolica che ancora oggi prosegue nel Progetto Carriere Dulbecco promosso da Telethon.

Non è stato solo il palco di Sanremo a favorire la popolarità di Dulbecco: il suo sorriso spontaneo, la cortesia innata e il grande entusiasmo per la ricerca hanno fatto di lui uno "scienziato gentiluomo", schierato in prima fila nelle battaglie a favore della ricerca sulle cellule staminali e per reintrodurre l'Evoluzionismo nei libri scolastici. 

venerdì 18 novembre 2011

Dopo 50 anni, disgelo tra Usa e Birmania: Hillary Clinton farà una visita ufficiale


Aung San Suu Kyi

NUSA DUA (Indonesia), 18 nov. - Per la prima volta in 50 anni un segretario di Stato americano si rechera' in visita ufficiale in Birmania. Avverra' il prossimo mese, quando Hillary Clinton viaggera' nel Paese governato da una giunta militare per un primo approccio di incoraggiamento alle riforme politiche avviate dal disgelo tra il regime e il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, il cui partito ha deciso di registrarsi di nuovo nelle liste ufficiali e di concorrere cosi' alle prossime elezioni.
L'annuncio della visita americana e' stato fatto oggi in Indonesia da Barack Obama, che aveva avuto modo di parlare qualche ora prima, mentre era a bordo dell'Air Force One che lo portava a Bali (dove si tiene il summit est-asiatico) con il capo dell'opposizione birmana:"Aung San Suu Kyi - ha spiegato il presidente americano - mi ha detto che sostiene le nostre pressioni perche' questo processo vada avanti". I "tremolanti progressi" fatti dalla giunta "nelle ultime settimane e dopo anni di oscurita'" hanno spinto alla preparazione della missione, che "valutera' a fondo come gli Stati Uniti possano aiutare una transizione positiva in Birmania.
Il governo del Paese asiatico, ha aggiunto Obama, "dovra' agire concretamente, altrimenti continuera' ad affrontare le sanzioni e l'isolamento". Nel corso del summit a Bali Obama si trovera' di fronte, tra gli altri, il presidente birmano Thein Sein, al quale ha riconosciuto di aver fatto "importanti passi". Il riferimento e', tra le altre cose, alla recente decisione di rilasciare 200 dissidenti dalle carceri. "Naturalmente", ha spiegato l'inquilino della Casa Bianca, "c'e' ancora molto da fare. Restiamo preoccupati da un sistema politico chiuso, dal trattamento riservato alle minoranze, dalla detenzione di prigionieri politici e dalle relazioni tra la Birmania e la Corea del Nord, ma vogliamo anche cogliere l'opportunita' storica e dire chiaramente che se il Paese andra' avanti sulla strada della democrazia avra' la possibilita' di avviare nuove relazioni con gli Stati Uniti".

venerdì 7 ottobre 2011

A tre donne il Nobel per la Pace 2011

Elen Johnson-Sirleaf
Leymah Gbowee
Tawakkul Karman


OSLO. - Il Premio Nobel per la Pace e' stato assegnato a tre donne: il presidente della Liberia, Ellen Johnson-Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee che lancio' una mobilitazione femminile contro la guerra civile, e l'attivista yemenita per la democrazia Tawakkul Karman.
Le donne hanno ricevuto il premio "per la loro lotta nonviolenta per la sicurezza delle donne e per i diritti delle donne alla piena partecipazione alla costruzione della pace", secondo il comitato."Non possiamo raggiungere la democrazia e la pace duratura nel mondo a meno che le donne ottengono le stesse opportunità degli uomini di influenzare gli sviluppi a tutti i livelli della società".
Johnson Sirleaf, presidente della Liberia, è la prima donna eletta capo di stato in Africa. La sua resistenza politica e la sua reputazione "dura" le hanno guadagnatoil soprannome di  "Lady di ferro". Leymah Gbowee "ha mobilitato e organizzato le donne attraverso le linee di divisione etniche e religiose per porre fine alla lunga guerra in Liberia"
 E nello Yemen, Karman ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta per i diritti delle donne per la democrazia e la pace.Il Comitato norvegese per il Nobel ha detto di sperare che il premio stesso contribuirà ad accellerare la fine della repressionedelle donne in molti paesi e a "realizzare il grande potenziale per la democrazia e la pace che le donne possono rappresentare".