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sabato 2 marzo 2013

Roma: una pistola 7,65 ha ucciso il fotografo dei vip. La pista dei debiti

ROMA - Daniele Lo Presti e il luogo dell'omicidio

ROMA - Dall'autopsia di Daniele Lo Presti, il fotografo dei vip ucciso a Roma, arriva una delle prime risposte agli interrogativi degli investigatori: a sparare è stata, da distanza media, una pistola calibro 7,65. E un testimone avrebbe visto Lo Presti parlare con due persone non lontano dalla pista ciclabile sotto il ponte di Testaccio dove è stato trovato morto poco dopo.
Per ora le indagini sono concentrate sui debiti che il fotografo avrebbe contratto negli ultimi tempi. Poche ore prima di essere ucciso, infatti, Lo Presti si sarebbe messo in contatto con i responsabili dell'agenzia fotografica con cui collaborava per sollecitare il pagamento di alcuni compensi arretrati perché doveva saldare con urgenza una somma in sospeso.
Gli inquirenti non sottovalutano però nemmeno l'avvertimento di sei anni fa, quando l'auto di Lo Presti venne bruciata: secondo la ricostruzione dell'epoca, si sarebbe trattato di una vendetta dopo che il fotografo aveva picchiato un uomo che perseguitava la sua ex compagna.

giovedì 28 febbraio 2013

Roma: giallo, il fotografo dei vip ucciso con un colpo di pistola alla testa sulla sponda del Tevere

ROMA - Il ponte Testaccio, sotto il quale è stato trovato il corpo del fotografo

ROMA - Il fotografo dei vip, Daniele Lo Presti, trovato morto mercoledì a Roma, è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa. In un primo momento si era pensato a una caduta accidentale forse dovuta a un malore, poi è stato verificato che l'uomo è stato ferito mortalmente da un proiettile.
Il cadavere di Lo Presti, 42 anni, che lavorava per l'agenzia LaPresse e Dagospia ed operava soprattutto a Sabaudia e Formentera, era stato notato da un passante, lungo un tratto della pista ciclabile sotto ponte Testaccio. A riconoscerlo i colleghi che avevano preso appuntamento con lui per correre insieme. L'uomo indossava una tuta e dei calzoncini sportivi. I colleghi amici, non vedendolo arrivare, avevano cominciato a correre lungo il Tevere da soli finché, arrivati all'altezza di ponte Testaccio, non hanno notato la polizia intorno al corpo. Daniele aveva al collo una chiave, probabilmente della sua auto, ma nessun documento con sé.