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domenica 5 febbraio 2012

“Non è un pazzo, è un violento” dice la nonna del bimbo gettato nel Tevere dal padre


Patrizio Franceschelli, il padre assassino

ROMA - ''Non è un pazzo, come lui stesso si definisce. E' solo un uomo violento e un padre padrone. Massacrava di botte mia figlia. Adesso Claudia è in ospedale, sia per le botte, sia perché non sta bene, è anoressica. Claudia non sa che il bambino è morto né sa della tragedia accaduta". A Tgcom24, parla Rita Maccarelli, la nonna di Claudio, il bimbo di appena 16 mesi gettato ieri dal padre, il 26enne Patrizio Franceschelli, nelle acque del Tevere a Roma, all'altezza del ponte Mazzini, in seguito a un litigio con la ex compagna Claudia.
La signora Rita, che nel tentativo di fermare l'uomo si è anche fatta male a un braccio, parla del padre del bambino: ''Lui aveva perso il padre, non aveva una famiglia. Qui da noi l'aveva trovata -continua- sapeva che casa nostra era sempre aperta. Quando ieri e' arrivato io non avevo capito la gravita' della situazione finche' non ha afferrato il bambino di peso e lo ha gettato a terra nella neve davanti al portone di casa. Dopodiche' e' scappato col bambino, io l'ho rincorso ma lui è arrivato sul lungotevere e lo ha appoggiato sul muretto. Poi lo ha spinto giù''.
Gli ultimi attimi della tragedia sono stati raccontati da una guardia in borghese che in quel momento si trovava lì. Rita Maccarelli ha anche raccontato che, qualche giorno prima, Claudia era tornata a casa spaventata, con la giacca sporca di sangue, e non riusciva a riconoscere le persone. ''Adesso ho paura per mia figlia, perché lui ha scritto un messaggio che dice 'con Claudio e Claudia la fine del mondo'. Non voglio che lui esca dal carcere, ho paura - ha concluso la donna.
L'uomo, reo confesso, è ora in stato di fermo. Del piccolo, al momento, nessuna traccia. Da questa mattina i vigili del Fuoco stanno operando con ricerche di superficie.


sabato 4 febbraio 2012

Il padre confessa: "Sì, ho buttato mio figlio di 16 mesi nel Tevere"


ROMA "L'ho gettato io nel Tevere". Ha ammesso di aver ucciso il figlio di 16 mesi gettandolo nel Tevere l'uomo di 26 anni fermato questa mattina dai carabinieri a Roma. Ora si è chiuso nel silenzio. Una persona avrebbe assistito al momento in cui il bimbo di 16 mesi, sarebbe stato gettato nel Tevere dal padre. Il testimone, un agente della polizia penitenziaria, ha chiamato il 112 intorno alle 6:30 di stamani riferendo ciò che aveva visto all'altezza di Ponte Mazzini, di fronte al carcere di Regina Coeli.
L'uono è un romano di 26 anni con diversi precedenti: aveva portato via il figlio alla sua ex-moglie, con la quale aveva litigato all'alba a Roma, in un appartamento in via degli Orti D'Alibert. Ad allertare per prima i carabinieri era stata la zia, che aveva assistito al litigio. Grazie alla descrizione del teste, i militari del Nucleo Radiomobile hanno rintracciato l'uomo nel quartiere Testaccio.


Litiga con la compagna e getta il figlio di due anni nel Tevere


Il ponte da dpove è stato gettato il bambino

ROMA - Ha lanciato il figlio di 2 anni nelle acque del Tevere all'altezza di Ponte Mazzini a Roma.
 
L'episodio e' avvenuto questa mattina e del piccolo si sono perse le tracce. L'uomo e' stato arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l'uomo si era allontanato dalla propria abitazione con il bambino dopo una lite con la propria compagna. Alcuni testimoni hanno raccontato ai carabinieri di aver visto l'uomo mentre lanciava "qualcosa" nel fiume. Al momento sono in corso le ricerche per rintracciare il piccolo. .