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martedì 4 dicembre 2012

Roma: 30 anni al padre che gettò il figlioletto nel Tevere

Patrizio Franceschelli

ROMA - Condannato a 30 anni di reclusione Patrizio Franceschelli, il padre del bimbo di 16 mesi gettato nel Tevere lo scorso 4 febbraio dal Ponte Mazzini a Roma, dopo averlo portato via alla nonna materna (l’uomo era separato). Nei suoi confronti l'accusa era di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. L'uomo è stato giudicato con un procedimento con rito abbreviato dal gup Adele Rando.  Il pm Attilio Pisani aveva chiesto per l'uomo la stessa pena. Nei suoi confronti l'accusa è di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. La decisione è stata accolta con un applauso dai familiari e dall'associazione 'Gli amici di Claudio' che attendevano la sentenza all'esterno dell'aula del gup. 

domenica 5 febbraio 2012

“Non è un pazzo, è un violento” dice la nonna del bimbo gettato nel Tevere dal padre


Patrizio Franceschelli, il padre assassino

ROMA - ''Non è un pazzo, come lui stesso si definisce. E' solo un uomo violento e un padre padrone. Massacrava di botte mia figlia. Adesso Claudia è in ospedale, sia per le botte, sia perché non sta bene, è anoressica. Claudia non sa che il bambino è morto né sa della tragedia accaduta". A Tgcom24, parla Rita Maccarelli, la nonna di Claudio, il bimbo di appena 16 mesi gettato ieri dal padre, il 26enne Patrizio Franceschelli, nelle acque del Tevere a Roma, all'altezza del ponte Mazzini, in seguito a un litigio con la ex compagna Claudia.
La signora Rita, che nel tentativo di fermare l'uomo si è anche fatta male a un braccio, parla del padre del bambino: ''Lui aveva perso il padre, non aveva una famiglia. Qui da noi l'aveva trovata -continua- sapeva che casa nostra era sempre aperta. Quando ieri e' arrivato io non avevo capito la gravita' della situazione finche' non ha afferrato il bambino di peso e lo ha gettato a terra nella neve davanti al portone di casa. Dopodiche' e' scappato col bambino, io l'ho rincorso ma lui è arrivato sul lungotevere e lo ha appoggiato sul muretto. Poi lo ha spinto giù''.
Gli ultimi attimi della tragedia sono stati raccontati da una guardia in borghese che in quel momento si trovava lì. Rita Maccarelli ha anche raccontato che, qualche giorno prima, Claudia era tornata a casa spaventata, con la giacca sporca di sangue, e non riusciva a riconoscere le persone. ''Adesso ho paura per mia figlia, perché lui ha scritto un messaggio che dice 'con Claudio e Claudia la fine del mondo'. Non voglio che lui esca dal carcere, ho paura - ha concluso la donna.
L'uomo, reo confesso, è ora in stato di fermo. Del piccolo, al momento, nessuna traccia. Da questa mattina i vigili del Fuoco stanno operando con ricerche di superficie.