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giovedì 7 marzo 2013

Pirati attaccano nave malese al largo della Nigeria. Sequestrati 3 marinai

ABUJA - La nave sequestrata dai pirati

ABUJA - Un gruppo di pirati ha attaccato una nave per i rifornimenti alle piattaforme petrolifere, lunedi' al largo della Nigeria, e sequestrato tre membri dell'equipaggio.
Lo riferiscono fonti della sicurezza. Si tratta del capitano, del capo macchina e del suo secondo della Armada Tuah 22 battente bandiera della Malaysia attaccata a circa 90 km dalle coste della regione di Brass, nel Delta del Niger. Uno dei marinai è indonesiano, precisano le fonti.

giovedì 28 febbraio 2013

Somalia: amnistia e posto di lavoro per i pirati?



MOGADISCIO - Il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamoud prova a trovare una soluzione per porre fine ai continui attacchi di pirati al largo delle coste della Somalia. Nel corso di un'intervista Mohamoud ha ipotizzato un'amnistia ai giovani pirati sperando di poter offrire loro opportunità professionali.

giovedì 25 ottobre 2012

Nave militare olandese attacca dhow dei pirati in Somalia. Scontro a fuoco, 25 presi

Il dhow in fiamme: sotto, la sparatoria tra i pirati e i militari olandesi


MOGADISCIO - I pirati somali non sono attivi come erano una volta nelle acque al largo dell'Africa orientale, ma ancora rappresentano un pericolo significativo per tutti coloro che attraversano il loro cammino. Un gruppo di pirati ha imparato oggi, tuttavia,  che i mitragliatori AK 47s non possono competere con la potenza di una nave da guerra della NATO.
L’equipaggio della nave da guerra olandese HNMLS Rotterdam ha avvistato un dhow vicino alla costa somala. Poiché questo tipo di navi da pesca sono spesso utilizzate come "navi madre" dagli equipaggi dei pirati, un team è stato inviato a ispezionare la nave.
Quando la squadra di abbordaggio aveva quasi raggiunto il dhow, i marinai olandesi sono stati oggetto di colpi  sparati sia dal dhow sia da combattenti a terra. I militari hanno risposto al fuoco e molto rapidamente sul dhow è scoppiato un incendio e quelli a bordo sono saltati in acqua per sfuggire al fuoco. Il conflittoha ucciso una persona a bordo del dhow.
L'equipaggio della Rotterdam ha salvato 25 uomini dal mare, mentre gliarmati a terra continuavano a sparare. Nessuno dell'equipaggio della Rotterdam è rimasto ferito nell'incidente, anche se la barca a scafo rigido usata dal commando contro il dhow ha riportati danni.
 I presunti pirati sono ora detenuti a bordo di Rotterdam, che è il fiore all'occhiello della NATO nella task force di contrasto alla pirateria al largo delle acque della Somalia, conosciuta come "Ocean Shield".
"Sappiamo che i pirati utilizzano sempre più grandi dhow come navi madre. Perciò li ispezioniamo regolarmente", ha detto Ben Bekkering, comandante della task force della NATO. "In questo caso i pirati hanno apertamente scelto confronto. Ciò non accade spesso e indica che stiamo effettivamente ostacolando le operazioni e, così facendo, lo spingiamo verso scelte più estreme."
L’attività dei pirati somali di solito diminuisce durante il periodo dei monsoni che si è appena conclusa, ma il calo di quest'anno è stata particolarmente forte. Solo 35 navi sono state attaccate finora nel 2012  e solo cinque navi  effettivamente stati sequestrate dai pirati. Nel 2010 cìerano stati l 174 attacchi di pirati e ed erano state sequestrate 47 navi.
Il calo dell’attività dei pirati è attribuita alla presenza continua della task force anti-pirateria  e al crescente uso di forze di sicurezza private a bordo di navi mercantili.
Oltre al gruppo di lavoro della NATO, ci sono due altre forze internazionali che pattugliano le acque al largo dell'Africa orientale. Una è organizzata degli Stati Uniti, l'altra una piccola forza navale dei paesi membri dell'Unione Europea. Il pericolo rimane per i 143 marinai ancora detenuti a scopo di estorsione da parte dei pirati somali. Alcuni di questi marinai sono prigionieri da più di due anni e mezzo.

venerdì 7 settembre 2012

I pirati somali uccidono un marinaio di una nave sequestrata nel 2010 e per la quale non viene pagato il riscatto


La motonave Orna, in mano dei pirati somali da quasi due anni

MOGADISCIO - I pirati somali che tengono in ostaggio la MV Orna battente bandiera di Panama , dirottata  il 20 dicembre 2010 con 25 uomini a bordo, hanno detto a SomaliaReport che hanno ucciso un marinaio siriano e ferito un altro per imporre il pagamento del riscatto. I pirati hanno spesso minacciato di uccidere i membri dell'equipaggio e un certo numero di essi sono morti in cattività, ma questa è la prima volta dal 2007 che un omicidio è stato usato come una tattica di negoziazione dai pirati. I pirati avevano in realtà già ucciso  4 americani a bordo della Quest SV , ma non è noto se era stata una tattica di negoziazione o conseguenza di un raid fallito.
Nel 2011 sono morti 35 marina,i in genere durante i tentativi di fuga o di salvataggi. Già nel 2007 un membro dell'equipaggio taiwanese di un peschereccio di Taiwan era stato colpito dai pirati quando le richieste di riscatto non erano state soddisfatte. La nave fu poi liberata dalla US Navy
I membri di vari equipaggi sono morti o si sono suicidati gettandosi in mare, ma gli “investitori” sono sempre stati attenti a non rompere il modello di “pirateria aziendale”. Un accordo libero, ma tacito che il denaro verrà pagato solo per una  nave intatta, carico e equipaggio compresi. In realtà gli equipaggi sono stati picchiati, ci sono stati casi di mani mozzate e di violenze, le navi sono state danneggiate, ma le minacce di omicidi  non sono state effettuate durante i negoziati finanziari.
Non si sa chi sia stato ucciso o ferito o se i membri dell'equipaggio sono stati uccisi in un episodio di rabbia o freddamente eliminati per accelerare il pagamento del riscatto. C'erano 18 cittadini siriani e uno Sri Lanka a bordo della nave panamense quando era stata sequestrata a 400 miglia nautiche, a nord est delle Seychelles  il 20 dicembre 2010. La nave era stata bloccata dai pirati che operavano da due battelli che aveva sparato con armi portatili. La MV Orna trasportava 26.500 tonnellate di carbone da Durban, Sud Africa ed era in rotta per Okha, India.
Il mese scorso il gruppo di pirati che avevano il possesso della nave avevano detto a SomaliaReport che i negoziati erano conclusi e che il riscatto era arrivato a Mogadiscio. Avevano raccontato:  "Questa settimana il riscatto per la MV Orna è arrivato a Mogadiscio. Si tratta di circa  1,2 milioni di dollarii e ora che è a Mogadiscio i negoziatori hanno in programma di spostare il denaro nella regione di  Galmadug. Il gruppo di pirati rilascerà la nave non appena avrà il riscatto. " Ma deve essere successo qualcosa che ha bloccato il danaro (che forse non è mai arrivato in Somalia.
Nel 2011 gli ufficiali e l'equipaggio avevano detto a SomaliaReport che i proprietari del carico erano disposti a pagare la metà del riscatto richiesto dai pirati, ma che poi l’armatore aveva abbandonato la nave e di lui non c’era da fidarsi. Il capitano Jawhar aveva raccontato: "Siamo trattati come bestie selvagge nella giungla ... senza alcun rispetto per niente. Noi non abbiamo l'acqua fresca, senza servizi igienici e senza cibo a sufficienza. Ci viene dato un pezzo di pane ogni giorno ".



Somalia: barca di pirati spara contro elicottero italiano, ferito il pilota

Una barca di pirati somali in azione

MOGADISCIO - Il pilota di un elicottero italiano è stato leggermente ferito al largo della Somalia da un gruppo di pirati. I colpi di arma da fuoco sono stati sparati da un’imbarcazione probabilmente presa in ostaggio dai criminali contro un elicottero della Marina Militare. I fatti sono accaduti ieri mattina, quando un elicottero partito dalla nave anfibia San Giusto, impegnato in un pattugliamento nell’ambito dell’operazione antipirateria Atalanta dell’Unione Europea, si è avvicinata ad un’imbarcazione sospetta. Da bordo sono partiti colpi di arma da fuoco in direzione del velivolo e uno dei due piloti, un barese,  è stato raggiunto al collo da una scheggia di plexiglass, a seguito dell’impatto dei colpi con il parabrezza. L’elicottero è quindi rientrato sul San Giusto e il pilota ha rassicurato personalmente i suoi familiari al telefono sulle sue condizioni. Intanto l’imbarcazione, la cui rotta è controllata a distanza dalla San Giusto, si sta dirigendo verso le coste somale in una zona dove ci sono i campi dei pirati, le basi logistiche e i rifornimenti.

lunedì 9 aprile 2012

Pirati al largo di Portofino a Punta Chiappa portano via una barca e lasciano il proprietario su un gommone

L'abbordaggio è avvenuto al largo di Punta Chiappa
GENOVA - Pirati al largo di Portofino: hanno portato via una barca, un cabinato di 9,6 metri, lasciando il proprietario sul gommone, con il quale lo avevano affiancato, poi sono fuggiti. L'uomo è stato salvato dalla guardia costiera.
Intorno alle due di notte, il proprietario della barca, un 50enne del posto, stava pescando a circa due miglia a sud di Punta Chiappa quando - come ha raccontato agli uomini della guardia costiera che lo hanno soccorso - due uomini a bordo di un piccolo gommone lo hanno affiancato. Lo hanno costretto a salire sul gommone, poi i due, che parlavano italiano, sono fuggiti con la barca.
Il 50enne con il cellulare ha chiamato il 1530, il numero di emergenza della guardia costiera e sono partite le ricerche, con una motovedetta da Santa Margherita Ligure e una da Genova. I due pirati avevano avuto l'accortezza di lasciare sul gommone, oltre a un salvagente, anche una sacca con razzi rossi, che la vittima ha usato per segnalare la sua posizione. È stato trovato a circa tre miglia dalla costa, fatto salire a bordo di una delle motovedette e portato a Genova. Sul molo gli operatori del 118 allertati lo hanno visitato: sta bene.
Sono in corso le ricerche del motoscafo e le indagini per accertare l'esatta dinamica dell'accaduto.

mercoledì 29 febbraio 2012

Golfo di Guinea, nuovo “punto caldo” della pirateria: sequestrato un cargo di Curacao



ABUJA (Nigeria) - Un cargo battente bandiera di Curacao, nelle Antille Olandesi, stato abbordato da un commando formato a otto pirati in acque nigeriane nel Golfo di Guinea: lo hanno reso noto fonti dell'Imb, l'Ufficio Marittimo Internazionale, secondo cui sono stati presi in ostaggio il comandante e il responsabile della sala macchine. 
Un altro membro dell'equipaggio e' rimasto ferito nell'assalto, mentre un quarto risulta disperso. Secondo le autorita' della Nigeria, i predoni non si sono ancora posti in contato con loro per reclamare un riscatto. 
Gia' lo scorso settembre l'Imb avverti' che, dopo i mari intorno al Corno d'Africa, il Golfo di Guinea era diventato un nuovo 'punto caldo' continentale per il fenomeno la pirateria, favorita dalla fragilità dei governi regionali, che pure dal mese successivo hanno intrapreso pattugliamenti multinazionali al largo. 
Il numero degli attacchi, che nel 2010 furono soltanto sete, l'anno scorso era salito a piu' di venti.

sabato 25 febbraio 2012

Mercantile di Singapore attaccato dai pirati: la fregata Grecale corre in suo soccorso


Il mercantile Kota Arif assaltato dai pirati

MUSCAT (Oman) - Un mercantile battente bandiera di Singapore è stato attaccato oggi dai pirati mentre si trovava nel Mar Arabico, a 90 miglia a sud della costa dell'Oman, e alle 7 di questa mattina la fregata italiana Grecale è stata chiamata dal comando Nato per intervenire in soccorso della nave che aveva intanto lanciato l'allarme.

Il mercantile attaccato si chiama Kota Arif, è un porta container, e sarebbe dotato della cittadella di sicurezza per l'equipaggio. A bordo vi sarebbe anche personale armato per l'autodifesa. Quando è stata allertata la fregata Grecale si trovava a 100 miglia di distanza dalla nave e dovrebbe impiegare quattro ore per raggiungerla.

domenica 22 gennaio 2012

Giornalista americano rapito da pirati nella regione centrale della Somalia


L'americano rapito
MOGADISCIO - Uomini armati hanno rapito uno straniero occidentale a Galkayo  nella regione centrale della Somalia a Galmudug: secondo i locali funzionari del governo e i  militari gli assalitori potrebbero essere collegati a una banda di pirati.
Il colonnello Mohamed Hussein, un funzionario locale militare, ha detto che l'ostaggio era assieme a un’altra persona nella regione con il pretesto di essere un giornalista, ma che la missione esatta dei due non  era chiara. 
Ma secondo il sito SomaliaReport si tratta realmente di un giornalista: Michael Scott Moore, con doppia cittadinanza americana e tedesca. Stava lavorando a un libro sulla pirateria somala. E' stato rapito sulla strada per l'aeroporto locale dove era andato per accompagnare un collega indiano, come confermano dall'hotel Embassy dove abitava. All'inizio le autorità locali avevano detto che si trattava di un ingegnere giunto sul posto per studiare l'ampliamento del porto cittadino: ma Moore aveva semplicemente scritto un articolo sul tema. "Non eravamo informati della sua presenza" ha detto il governatore della città.
"E 'stato rapito dalle sue guardie . Le milizie dei clan hanno un legame con un leader dei pirati di Haradheere", dice Hussein, in riferimento alla base pirata che si trova appena a sud di Hobyo
Gli uomini armati hanno pesantemente colpito  un collega somalo dello straniero, quando li aveva pregati di non prendere l'uomo
Poi, a chiarire tutto, è arrivata la precisa rivendicazione dei pirati. Uno di loro ha detto a SomaliaReport che il rapimento era stata deciso venerdì e che attualmente l'americano si trova a Hobyo, da dove verrà spostato ad Haradheere "e poi si comincerà a discutere la richiesta di riscatto". Haradheere è diventata la base principale della pirateria somala, dove sono stati spostati molti dei rapiti
I rapimenti a scopo di estorsione sono relativamente comuni nel paese del Corno d'Africa, considerata tra i più pericolosi al mondo per i giornalisti, operatori umanitari e imprenditori privati.
Nel mese di ottobre, uomini armati hanno rapito una donna statunitense e un uomo danese di lavoro per il Gruppo sminamento danese a Galkayo. Essi sono ancora detenuti.
Almeno quattro operatori umanitari, un funzionario militare francese, un turista britannico preso dal Kenya e centinaia di marinai sono attualmente tenuti prigionieri.
Nel frattempo, il gruppo islamico al Shabaab  ha detto uno dei suoi comandanti stranieri è stato ucciso durante un attacco aereo sabato.
Il vecolo di Hilal al-Barzawi, un cittadino britannico-libanese, è stato colpito da un missile sparato da un drone, che lo ha ucciso assieme ad altri due.

martedì 22 novembre 2011

Somalia: i pirati sparano contro la nave italiana Doria



MOGADISCIO - Spari contro l'equipaggio della nave della Marina italiana Doria, impegnato in ambito Nato nel monitoraggio di una imbarcazione somala sospetta di pirateria a circa 8 miglia dalla località somala di Gaalogod. I colpi provenivano dall'imbarcazione sospetta e da terra. I militari hanno risposto al fuoco; nessuno del personale e dei mezzi italiani è stato colpito. Il cacciatorpediniere Doria e' assegnato come Flag Ship alla Task Force 508, gruppo permanente Nato impegnato dal 14 giugno nel contrasto alla pirateria.

mercoledì 19 ottobre 2011

Arrivati a Roma i 15 pirati che avevano sequestrato la Montecristo

ROMA - Sono arrivati oggi a Roma i 15 pirati accusati del sequestro della nave portacontainer Montecristo. Si tratta di 13 somali e 2 pachistani arrestati in diverse riprese e giunti a Roma per essere interrogati. I 15 sono detenuti nel carcere di Regina Coeli. 
Il pm ha gia' chiesto al gip la convalida dei loro arresti. A bordo della nave sulla quale sono stati catturati i 4 presunti organizzatori del sequestro della Montecristo sono stati trovati armi e rampini da abbordaggio.

giovedì 15 settembre 2011

Sequestrata dai pifrati nave cipriota al largo del Benin

COTONOU (BENIN) - Un commando di uomini armati ha sequestrato una nave cisterna battente bandiera cipriota con 23 membri d'equipaggio a bordo al largo delle coste del Benin in Africa occidentale. 
Lo riferisce l'ente marittimo internazionale. 
''Uomini armati sono saliti a bordo della nave, a circa 62 miglia nautiche a sud-ovest del porto di Cotonou, e l'hanno sequestrata'', ha detto Cyrus Mody, dirigente dell'ente marittimo. 
Mody ha aggiunto che il commando ha condotto la nave in un luogo sconosciuto.

sabato 13 agosto 2011

Condannati in Olanda due pirati somali che avevano catturato un yacht sudafricano. Sequestrati da 10 mesi due membri dell’equipaggio: chiesto un alto riscatto


I due ostaggi sudafricani nelle mani dei pirati da 10 mesi

L’AJA - Un tribunale olandese ha condannato a sette anni di carcere due pirati somali che avevano sequestrato uno yacht sudafricano del Sud Africa lo scorso novembre. Tre altri somali, catturati nella stessa occasione sono stati anch’essi condannati per pirateria anche se il loro coinvolgimento diretto nell’episodio non è stato provato. I cinque uomini sono stati catturati due settimane dopo il dirottamento dalla marina olandese nel Golfo di Aden: erano pesantemente armati di mitragliatrici e bazooka. Un membro dell'equipaggio a bordo dello yacht, il Choizil, era stato salvato, ma i due altri erano stati portati a terra come ostaggi e di loro non si è più avuta alcuna notizia: si tratta di Bruno Pelizzari e Deborah Calitz, i cui carcerieri hanno chiesto 10 milioni di dollari di riscattoUna richiesta giunta telefonicamente il 31 gennaio 2011 alle famiglie dei due ostaggi sudafricani. Purtroppo queste non  sono in grado di pagare un prezzo così alto e sperano che i pirati si accontentino di prendere una somma minore. Pelizzari è un ex tecnico di ascensori ed aveva deciso da circa quattro anni di fare questo viaggio per mare. Per intraprenderlo aveva lasciato il lavoro e venduto la casa. I due erano in viaggio quasi da due anni, fermandosi nei porti della costa africana per visitare i luoghi e per svolgere lavori occasionali.
 "Durante l'attacco al  Choizil, è stata usata violenza estrema - ha dichiarato il giudice Jacco Janssen - L'equipaggio ha pensato che la suya ultima ora era arrivata."
In tribunale, i giudici hanno respinto gli argomenti della difesa secondo la qual gli uomini sono  spinti ai loro crimini dalla povertà e dalla fame, ma hanno sostenuto invece che i priati avevano dimostrato anche stavolta una vera e propria professionalità nell’ organizzare attacchi violenti sulle navi.
"La corte ha sottolineato che la pirateria nel Golfo di Aden si è trasformata in una minaccia significativa per tutte le navi che frequentano la regione", dice un comunicato della corte. I pirati somali hanno riscosso milioni di dollari negli ultimi anni dalla cattura e dal sequestrao delle navi da carico nelle rotte di navigazione in tutto il Corno d'Africa.

venerdì 29 luglio 2011

Libera la motonave "Anema e Core" sequestrata dai pirati

ROMA - Libera la motonave cisterna ''RBD Anema e Core'' che era stata sequestrata dai pirati nella notte tra il 23 e il 24 luglio nel golfo della Nigeria, al largo del Benin. Il comando generale delle capitanerie di porto precisa che alle 22:37 di ieri sera i pirati hanno abbandonato il cargo che ora e' in navigazione in acque sicure. ''I membri dell'equipaggio, informa da bordo il comandante, stanno bene'.

domenica 24 luglio 2011

Pirati sequestrano nave italiana nel golfo dell Nigeria

MOGADISCIO - Un mercantile italiano, che trasporta gasolio per autotrazione ed appartenente ad una societa' armatrice di Napoli e' stato sequestrato mentre navigava nel golfo della Nigeria. La nave finita in mano ai pirati e' la 'Rbd Anema e Core' della compagnia armatrice Rbd Armatori Spa di Torre del Greco (Napoli). Ventitre' le persone a bordo, bloccate da tre pirati: 20 filippini, il comandante di nazionalita' romena, e due italiani (il primo ufficiale e un allievo ufficiale).