BRINDISI - Un cadavere è stato rinvenuto a bordo della Norman Atlantic. Il corpo, prono e disteso sul pavimento del ponte 3, dove erano parcheggiati i tir, è stato trovato da personale della Capitaneria di Porto durante un'ispezione a bordo del relitto. Sale così a 11 il numero delle vittime accertate nel naufragio dello scorso 28 dicembre al largo delle coste albanesi. E' il secondo cadavere trovato fino a questo momento sul relitto
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venerdì 13 febbraio 2015
NORMAN ATLANTIC, trovato cadavere nel parcheggio dei Tir
BRINDISI - Un cadavere è stato rinvenuto a bordo della Norman Atlantic. Il corpo, prono e disteso sul pavimento del ponte 3, dove erano parcheggiati i tir, è stato trovato da personale della Capitaneria di Porto durante un'ispezione a bordo del relitto. Sale così a 11 il numero delle vittime accertate nel naufragio dello scorso 28 dicembre al largo delle coste albanesi. E' il secondo cadavere trovato fino a questo momento sul relitto
lunedì 12 gennaio 2015
NORMAN ATLANTIC, alcune vittime forse attaccate dagli squali
BARI, 12 gennaio - Alcune delle vittime del traghetto Norman Atlantic, andato a fuoco il 28 dicembre, potrebbero essere state attaccate da squali. E' l'ipotesi lanciata dagli inquirenti baresi dopo che, su almeno una delle nove salme, sono state individuate ferite compatibili. E' quanto emerge dall'atto di affidamento dell'incarico per le autopsie. Agli accertamenti medico legali parteciperà anche il biologo marino Lucio Rositano.
Il 20 gennaio gli accertamenti sulle scatole nere - Sarà affidato il 20 gennaio l'incarico per gli accertamenti tecnici irripetibili sulle due scatole nere recuperate a bordo del relitto della Norman Atlantic. L'avviso è stato notificato a indagati e parti offese contestualmente a quello sulle autopsie.
Anche per le scatole nere le parti potranno nominare propri consulenti tecnici. Gli accertamenti consentiranno di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti nella notte del rogo, attraverso soprattutto le registrazioni delle comunicazioni a bordo e con le capitanerie, le indicazioni sulla rotta e la precisa cronologia delle fasi successive all'incendio, dall'allarme all'evacuazione.
Gli indagati salgono a sette - Il fatto che la Anek, noleggiatrice del traghetto Norman Atlantic, abbia due rappresentanti legali, e non uno, fa salire da sei a sette il numero degli indagati nell'inchiesta sul rogo del traghetto al largo delle coste albanesi. All'inizio si sapeva che un solo rappresentante legale era indagato ma non se ne conosceva l'identità.
I due (Georgios Katsanevakis e Ioannis Vardinogiannis) rispondono di cooperazione colposa di naufragio, omicidio plurimo e lesioni assieme agli altri cinque indagati: il dipendente della 'Anek', il cosiddetto supercargo (addetto alle fasi di imbarco) Pavlos Fantakis, l'armatore Carlo Visentini, il comandante Argilio Giacomazzi e i due ufficiali di bordo Luigi Iovine e Francesco Romano.
Anche per le scatole nere le parti potranno nominare propri consulenti tecnici. Gli accertamenti consentiranno di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti nella notte del rogo, attraverso soprattutto le registrazioni delle comunicazioni a bordo e con le capitanerie, le indicazioni sulla rotta e la precisa cronologia delle fasi successive all'incendio, dall'allarme all'evacuazione.
Gli indagati salgono a sette - Il fatto che la Anek, noleggiatrice del traghetto Norman Atlantic, abbia due rappresentanti legali, e non uno, fa salire da sei a sette il numero degli indagati nell'inchiesta sul rogo del traghetto al largo delle coste albanesi. All'inizio si sapeva che un solo rappresentante legale era indagato ma non se ne conosceva l'identità.
I due (Georgios Katsanevakis e Ioannis Vardinogiannis) rispondono di cooperazione colposa di naufragio, omicidio plurimo e lesioni assieme agli altri cinque indagati: il dipendente della 'Anek', il cosiddetto supercargo (addetto alle fasi di imbarco) Pavlos Fantakis, l'armatore Carlo Visentini, il comandante Argilio Giacomazzi e i due ufficiali di bordo Luigi Iovine e Francesco Romano.
mercoledì 7 gennaio 2015
NORMAN ATLANTIC, "l'incendio poteva essere domato prima"
BARI, 7 gennaio - "L'incendio poteva essere domato prima". Ne sono convinti gli inquirenti che indagano sul naufragio della Norman Atlantic. Da fonti vicine agli ambienti giudiziari si apprende che sono tre i punti fondamentali dell'indagine: l'imbarco, la gestione del fuoco e l'evacuazione. Secondo la Procura di Bari, saranno quindi fondamentali le verifiche sull'impianto antincendio e sulle procedure di gestione delle fiamme.
L'incendio a bordo, ritengono gli inquirenti, è uno dei rischi di navigazione la cui gestione è stata sicuramente ostacolata dalle pessime condizioni meteo, con il vento e il mare in burrasca.
E' per questo che "la nave non doveva partire" dicono. Ed è anche per questo che saranno oggetto di indagine i contatti tra il comandante e la società noleggiatrice, la greca Anek, l'unica che aveva un interesse economico a far salpare il traghetto. Nel lungo interrogatorio il comandante non ha tuttavia mai detto di aver ricevuto pressioni per partire.
"Credevo di riuscire ad arrivare in porto" avrebbe riferito al pm Ettore Cardinali e agli uomini della Capitaneria di Porto di Bari che lo hanno interrogato la notte del 31 dicembre.
L'incendio a bordo, ritengono gli inquirenti, è uno dei rischi di navigazione la cui gestione è stata sicuramente ostacolata dalle pessime condizioni meteo, con il vento e il mare in burrasca.
E' per questo che "la nave non doveva partire" dicono. Ed è anche per questo che saranno oggetto di indagine i contatti tra il comandante e la società noleggiatrice, la greca Anek, l'unica che aveva un interesse economico a far salpare il traghetto. Nel lungo interrogatorio il comandante non ha tuttavia mai detto di aver ricevuto pressioni per partire.
"Credevo di riuscire ad arrivare in porto" avrebbe riferito al pm Ettore Cardinali e agli uomini della Capitaneria di Porto di Bari che lo hanno interrogato la notte del 31 dicembre.
sabato 3 gennaio 2015
NORMAN ATLANTIC, cinque ore di ispezioni: "nessun cadavere"
BRINDISI, 3 gennaio - "Nelle parti ispezionate oggi non abbiamo trovato cadaveri. Ci auguriamo vada avanti così". Lo ha detto il pm di Bari Ettore Cardinali dopo cinque ore trascorse sulla Norman Atlantic insieme con un pool di investigatori e i vigili del fuoco. Visionate una parte delle stive e una piccola porzione del deposito automezzi. Il magistrato ha detto che si sta valutando il trasferimento del relitto a Bari. Ispezionata la plancia di comando e recuperata documentazione cartacea.
NORMAN ATLANTIC, iniziata la seconda ispezione
BRINDISI, 3 gennaio - E’ inziata in tarda mattinata la seconda ispezione a bordo del traghetto Norman Atlantic, che ha preso fuoco all'alba del 28 dicembre mentre viaggiava da Igoumenitsa verso Ancona e da ieri e' attraccato alla banchina di Costa Morena nord, nel porto di Brindisi. Il sostituto procuratore di Bari Ettore Cardinali è nuovamente a bordo assieme a una squadra di vigili del fuoco, che dovra' valutare le condizioni di sicurezza della nave, prima di avviare tutti gli accertamenti irripetibili necessari all'inchiesta, che saranno effettuati proprio nel porto di Brindisi.
Nonostante il fuoco sia stato spento da diversi giorni, infatti, in varie parti del traghetto sono ancora in corso fenomeni di combustione (segnalati anche la scorsa notte alla Capitaneria di porto) e la temperatura è ancora molto alta, come ha spiegato ieri dopo il primo sopralluogo il comandante dei vigili del fuoco di Brindisi, Michele Angiuli.
Il comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, Mario Valente, ha a sua volta chiarito che per consentire l'ingresso a bordo dei periti che saranno incaricati dalla Procura di Bari è necessario verificare prima che sussistano le necessarie condizioni di sicurezza. Ieri pomeriggio e' stato effettuato un primo sopralluogo da parte del pm Cardinali insieme con una squadra di polizia giudiziaria formata da uomini della Capitaneria di porto, polizia e carabinieri, nonchè dai vigili del fuoco. Intanto la custodia giudiziale del Norman e' passata dalla ditta brindisina Barretra (i cui rimorchiatori hanno trainato il relitto in Italia) al presidente dell'Autorita portuale di Brindisi, Hercules Haralambides.
venerdì 2 gennaio 2015
BRINDISI, si avvicina al porto al Norman Atlantic, ancora con fumo dalla stiva
| Il porto di Brindisi |
Il Norman Atlantic è rimorchiato dal Marietta Barretta ed è scortato da altri due rimorchiatori italiani. Il Norman Atlantic era partito ieri intorno alle 16.30 dalla baia di Valona in Albania dove era stato ridossato al termine delle operazioni di salvataggio dei naufraghi scampati all'incendio verificatosi a bordo alle 4.30 di domenica 28 dicembre. La tragedia ha provocato 11 vittime accertate finora, feriti e un numero ancora imprecisato di dispersi.
martedì 30 dicembre 2014
Il Norman Atlantic trainato verso Valona. Uccisi due marinai albanesi da cavo che si spezza
BRINDISI - Il traghetto Norman Atlantic, dove domenica scorsa si è verificato un incendio al largo delle coste albanesi, provocando morti, feriti e dispersi, sarebbe attualmente rimorchiato da un mezzo navale albanese verso Valona. Al seguito del traghetto ci sono anche i rimorchiatori italiani della famiglia brindisina Barretta. Quest'ultima è stata delegata dalla procura di Bari di eseguire il sequestro della nave.
Nelle manovre di aggancio sono però morti due marinai del rimorchiatore albanese. Un altro membro dell'equipaggio sarebbe rimasto gravemente ferito. Le vittime sono state colpite da un cavo che si è spezzato durante le manovre di aggancio.
lunedì 29 dicembre 2014
E' rimasto solo il COMANDANTE sulla Norman Atlantic. I morti sono 5
| Il tweet della Marina Militare |
BRINDISI, 29 dicembre - A bordo del traghetto in fiamme nell'Adriatico "c'è ora soltanto il comandante, che come tutti i comandanti seri è l'ultimo ad abbandonare la nave". Gli altri componenti dell'equipaggio sono "stati tutti trasbordati". A bordo ci sono anche "quattro ufficiali marina militare". Lo rende noto il premier Matteo Renzi.
All'uomo greco deceduto, di cui si era avuta già notizia ieri, si è aggiunta oggi la notizia - confermata dal ministro della Marina mercantile greca, Miltiadis Varvisiotis - di altri quattro corpi che sono stati rinvenuti in acqua nelle operazioni di salvataggio del Norman Atlantic. "Io e mio marito siamo stati più di 4 ore in acqua: ho tentato di salvarlo ma non ci sono riuscita, lui mi diceva 'moriamo, stiamo morendo'", ha raccontato oggi Teodora Douli, 56 anni, greca, moglie del 62enne morto durante le fasi successive all'incendio divampato a bordo del traghetto, al largo delle coste albanesi. La donna è ricoverata a Galatina.
E' fallita l'identificazione della salma della prima vittima dell'incendio al traghetto Norman Atlantic recuperata ieri e trasportata a Brindisi, che si pensava fosse il marito della donna greca Teodora Douli, ricoverata a Galatina. Quello che si riteneva fosse il figlio della vittima - l'unica finora giunta in Italia - è stato accompagnato all'obitorio dell'ospedale Perrino dove non ha riconosciuto la salma. Il ragazzo, Labros Doulis, ha riferito che il padre si chiama Georgios e ha 67 anni.
IL TRAGHETTO IN FIAMME: ore 8, 188 i naufraghi ancora da recuperare. A Bari mercantile con 49 salvati
BRINDISI, 29 dicembre - Sono 290 le persone recuperate e 188 quelle ancora da recuperare dal traghetto Norman Atlantic, andato a fuoco ieri al largo delle coste dell'Albania. Le operazioni di soccorso non si sono mai fermate e sono coordinate dalla nave San Giorgio della Marina. Delle 478 persone salpate a bordo del traghetto (422 passeggeri e 56 membri dell'equipaggio) quasi la metà sono greci, tra cui l'unica vittima al momento accertata: un uomo morto mentre cercava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Il suo corpo è stato recuperato e trasferito con una motovedetta ieri sera a tarda ora a Brindisi dove sono stati portati anche 4 feriti più gravi, due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare della Capitaneria di porto. Con gli elicotteri sono stati trasferiti in Puglia anche diversi bambini e donne dove sono stati assistiti dai medici e portati in ospedali pugliesi perchè presentano sintomi di ipotermia ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Personale medico e sanitario è salito a bordo del Norman Atlantic alle 5,45 ed elicotteri della Marina con capacità di visione notturnahanno operato per tutta la notenella zona. E' arrivato alle 7.28 nel porto di Bari la nave mercantile Spirit of Piraeus che trasporta 49 naufraghi della nave traghetto, recuperati subito dopo l'incendio di ieri a largo di Valona: stanno tutti bene, anche se infreddoliti Il mercantile intorno alle 3 di questa notte era giunto a Brindisi, ma per via del mare grosso e delle difficoltà in porto si è deciso di dirottare l'imbarcazione verso Bari, dopo che un pilota del porto di Brindisi nel tentativo di salire a bordo per dirigere le operazioni di attracco ha riportato una frattura a un braccio e un secondo pilota, a causa delle onde, non è riuscito ad accedere al mercantile. La nave mercantile è attraccata alle 7.45 al molo 11 del porto di Bari, dove è stata attivata la procedura di 'maxi-emergenza'. Le operazioni sono coordinate dalla Prefettura di Bari e dalla Protezione civile. Ad attendere i naufraghi una quarantina di persone tra uomini delle forze dell'ordine, della protezione civile e operatori del 118. Secondo quanto si è appreso, a bordo della nave mercantile, tra i 49 naufraghi, ci sono tre bambini. I naufraghi stanno soffrendo il freddo e la fame poiché sono senza cibo da ieri. I soccorritori faranno un primo intervento a bordo del mercantile: chi potrà camminare verrà condotto in un presidio medico avanzato allestito all'interno del terminal crociere; tutti gli ospedali della zona sono stati allertati e sono pronti per accogliere i naufraghi.
domenica 28 dicembre 2014
BRUCIA TRAGHETTO per Ancona nell’Adriatico con 477 persone a bordo. Mare mosso, soccorsi difficili
| Il traghetto in fiamme |
Il comandante del traghetto ha lanciato l’abbandono nave C’è chi è già a bordo delle scialuppe di salvataggio. Il resto si è invece rifugiato ai piani alti del traghetto in quanto un blackout elettrico starebbe impedendo la possibilità di calare le altre scialuppe.
"Le nostre scarpe avevano iniziato a fondersi mentre eravamo nella zona della reception": lo ha raccontato alla tv greca Mega uno dei passeggeri della Norman Atlantic tratti in salvo. L'incendio nel garage, dove c'erano circa 195 vetture, secondo la tv, ha provocato un fortissimo calore su tutta la nave.
Almeno quattro navi mercantili che si trovavano nel basso Adriatico sono state dirottate nella zona dove si trova il traghetto. Uno di questi avrebbe già raggiunto la zona e preso a bordo le circa 150 persone che si erano calate con le scialuppe. Ne rimangono a bordo circa 300.
"Stiamo bruciando e affondando, nessuno ci può salvare", ha detto Nikos Papatheodosiou alla TV greca per telefono. "Aiutateci!Non lasciarci ", ha aggiunto prima di riagganciare.
Il traghetto era a poco più di 40 km a nord ovest di Corfù, quando ha inviato un segnale di soccorso alla guardia costiera greca.
L'armatore greco, Miltiadis Varvitsiotis, ha detto che la combinazione di molto brutto tempo, con venti fino a 55 miglia (88 chilometri) all'ora e del fuoco, ha reso l'operazione estremamente complicata.
"Stiamo facendo tutto il possibile per salvare le persone a bordo e nessuno, nessuno sarà lasciato in questa situazione difficile", ha detto ai giornalisti. "E 'una delle più complesse operazioni di soccorso che abbiamo mai fatto." Una nave antincendio stava cercando di avvicinarsi il traghetto, ha poi detto.
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