Visualizzazione post con etichetta madre e figlia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta madre e figlia. Mostra tutti i post

giovedì 21 novembre 2013

Pompei, madre e figlia in auto precipitano nel Sarno. Inghiottite dalla corrente

POMPEI - Un'auto è finita nel fiume Sarno, a Pompei, a causa di un incidente. Nel veicolo sono rimaste intrappolate "una mamma e sua figlia". A riferirlo un testimone, Carmine Cordone. La macchina, una Panda gialla, è precipitata dopo essere stata coinvolta in un cindente con altre due auto. Il finanziere, che era a bordo dell'altra auto, si è lanciato nel corso d'acqua, ma la Panda è stata risucchiata dalla piena. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco.
L’incidente si è verificato poco prima delle 7. Un’auto proveniva dalla periferica via Casone, in direzione di Pompei, l’altra era diretta verso Castellammare di Stabia proveniente da Scafati.
All’incrocio tra via Casone, via Ripuaria e via Antonio Morese le due vetture si sono scontrate. Violentissimo l’impatto che ha scaraventato una delle auto coinvolte contro il parapetto, sfondandolo, e precipitando nel fiume.
In pochi istanti, malgrado l’intervento del finanziere, l’auto è stata inghiottita  dalla corrente. Il guidatore dell’altra auto non ha riportato alcuna ferita. E' al vaglio degli inquirenti la dinamica.

Nell'auto precipitata ci sarebbero state una donna e sua figlia di 19 anni. «La mamma - ha raccontato un teste - stava accompagnando la figlia alla stazione, perché si doveva recare all'Università».

domenica 7 aprile 2013

Latina: madre e figlia trovate morte in casa con le gole squarciate. Omicidio-suicidio?


LATINA -  Sono state trovate morte nella loro casa, riverse a terra in un lago di sangue, due donne, madre e figlia, rispettivamente di 56 e 19 anni, Francesca Di Grazia e Martina Incocciati. Avevano la gola tagliata. La scoperta e' stata fatta poco dopo le 21 di ieri in un appartamento al primo piano di Borgo Flora, una frazione del comune di Cisterna di Latina. 
Non si esclude alcuna ipotesi: un tentativo di rapina finito male o un omicidio-suicidio. Raccontano infatti i vicini che nel pomeriggio avevano sentito le urla delle due donne: una lite furiosa, durata a lungo, poi è calato il silenzio. Madre e figlia abitavano in piazzale dei Bonificatori da un paio d’anni, una vita difficile. Francesca Di Grazia non aveva un lavoro, tirava su qualche soldo sembra facendo la cartomante. La figlia, Martina Incocciati, era in cerca di un’occupazione, aveva interrotto gli studi. 
Un’esistenza resa ancor più difficile dalla separazione diversi anni fa dal marito, che ora vive all’estero, e dalla malattia di Francesca Di Grazia, che era stata di recente operata al cuore e non godeva quindi di buona salute. La situazione complicata probabilmente aveva inasprito i rapporti fra madre e figlia, dicono i vicini infatti che non era la prima volta che sentivano le urla provenire da quell’appartamentino al primo piano della palazzina “La magnolia”.
I carabinieri del reparto territoriale di Aprilia non escludono, si è detto, alcuna ipotesi, ma la pista più accreditata è quella di un omicidio-suicidio, della lite degenerata, del coltello impugnato e di una disperazione che non ha trovato fine se non con la morte.
La pista della rapina con il passare delle ore ha perso consistenza per via delle condizioni umili nelle quali vivevano le due donne.