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giovedì 21 novembre 2013

Pompei, madre e figlia in auto precipitano nel Sarno. Inghiottite dalla corrente

POMPEI - Un'auto è finita nel fiume Sarno, a Pompei, a causa di un incidente. Nel veicolo sono rimaste intrappolate "una mamma e sua figlia". A riferirlo un testimone, Carmine Cordone. La macchina, una Panda gialla, è precipitata dopo essere stata coinvolta in un cindente con altre due auto. Il finanziere, che era a bordo dell'altra auto, si è lanciato nel corso d'acqua, ma la Panda è stata risucchiata dalla piena. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco.
L’incidente si è verificato poco prima delle 7. Un’auto proveniva dalla periferica via Casone, in direzione di Pompei, l’altra era diretta verso Castellammare di Stabia proveniente da Scafati.
All’incrocio tra via Casone, via Ripuaria e via Antonio Morese le due vetture si sono scontrate. Violentissimo l’impatto che ha scaraventato una delle auto coinvolte contro il parapetto, sfondandolo, e precipitando nel fiume.
In pochi istanti, malgrado l’intervento del finanziere, l’auto è stata inghiottita  dalla corrente. Il guidatore dell’altra auto non ha riportato alcuna ferita. E' al vaglio degli inquirenti la dinamica.

Nell'auto precipitata ci sarebbero state una donna e sua figlia di 19 anni. «La mamma - ha raccontato un teste - stava accompagnando la figlia alla stazione, perché si doveva recare all'Università».

martedì 19 marzo 2013

Salta la corrente a Fukushima nelle vasche di raffreddamento del combustibile esaurito

FUKUSHIMA - Operai al lavoro all'esterno del reattore numero 1 distrutto

TOKIO -Una mancanza di corrente in Giappone ha colpito i sistemi di raffreddamento delle vasche di combustibile esaurito della centrale di Fukiushima distrutta dallo tsunami.
Una dichiarazione da parte del gestore Tepco ha detto che la causa della caduta di tensione, che è iniziata alle 18:57di lunedi (10:57 in Italia), era ancora in corso di valutazione. Ma già all'1.20 di oggi (ora di Tokio) una delle due linee di alimentazione è stata parzialmente ripristinata nel reattore numero 1.
L'interruzione ha colpito le vasche presso i reattori 1, 3 e 4, ha detto, ma il  raffreddamento ai reattori stessi non è stato influenzato.
Non c'è alcun pericolo immediato perché ci vorrebbero quattro giorni di stop al raffreddamento per superare i limiti di sicurezza, secondo Tepco.
"Stiamo cercando di ripristinare l'alimentazione entro brevi termini" ha detto il portavoce della Tokyo Electric Power Company (Tepco) Kenichi Tanabe.
La temperatura nella vasca di combustibili più calda, presso l'unità 4, era questa mattina di  30,5 gradi Celsius, ben al di sotto del limite di sicurezza di 65 gradi.
Le due vasche nelle unità 1 e 3 avevano temperature più basse.
Le vasche raffreddano il combustibile - che genera calore intenso - e forniscono schermatura dalle radiazioni. Il combustibile esaurito vi rimane per un anno o più.
Se l'acqua fresca di raffreddamento non viene ripristinata entro i termini, è possibile che l'acqua negli stagni possa iniziare a bollire. Che porterebbe ad una perdita di acqua ed eventualmente all'esposizione delle barre di combustibile esaurito all’aria.