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venerdì 23 gennaio 2015

SALERNO, scatta la legge Severino, sospeso il sindaco De Luca


SALERNO, 23 gennaio - Scatta la Legge Severino per il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, condannato per abuso d'ufficio a un anno di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici (pene sospese) nel processo per la realizzazione del termovalorizzatore della sua città. Il vice prefetto vicario, Giovanni Cirillo, ha firmato il decreto di sospensione dalla carica di sindaco previsto dalla Legge Severino. Il decreto è stato notificato al Protocollo del Comune di Salerno, e contestualmente è stato informato, per vie brevi, il presidente del consiglio comunale. Ieri la Prefettura di Salerno aveva ricevuto il dispositivo di sentenza con cui il sindaco è stato condannato con il beneficio condizionale della pena ad un anno di reclusione per abuso d'ufficio. Il provvedimento è stato vagliato verificando la sussistenza della causa di sospensione prevista dalla legge Severino. Stamane, la firma del provvedimento di sospensione nei confronti di Vincenzo De Luca. È stato incaricato il presidente del consiglio comunale della notifica e dell'esecuzione di questo provvedimento. Il consiglio comunale, per mera formalità, dovrà essere convocato per una presa d'atto della situazione. Il sindaco, in quanto ufficialmente sospeso dalla carica di sindaco, non parteciperà ovviamente al consiglio comunale in questione.

sabato 20 settembre 2014

BERLUSCONI: la Corte europea ha accettato anche il ricorso contro l’applicazione retroattiva della legge Severino


ROMA - Oltre a quello sulla violazione delle regole giusto processo, la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo avrebbe dichiarato ammissibile anche un secondo ricorso di Silvio Berlusconi. Secondo "Il Mattinale", la nota redatta dal gruppo di Forza Italia alla Camera, il secondo quello relativo "all'applicazione retroattiva della legge Severino". "C'è un giudice in Europa", commenta la newsletter curata da Renato Brunetta.

venerdì 25 ottobre 2013

La Cassazione: no alla linea dura della legge Severino, quando le pressioni non sono “irresistibili”. Il verdetto può aiutare il Cav.

ROMA - Le norme penali anticorruzione della legge Severino devono essere interpretate condannando più duramente per concussione solo chi "limita radicalmente" la libertà del soggetto sul quale fa pressione. Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Cassazione, presiedute dal primo presidente, Giorgio Santacroce. Sono invece da punire in maniera più mite, con prescrizione breve e senza pena accessoria, le forme di "pressione non irresistibile".
"La fattispecie di induzione indebita - si legge nella soluzione di diritto adottata dal collegio - è caratterizzata da una condotta di pressione non irresistibile da parte del pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio, che lascia al destinatario della stessa un margine significativo di autodeterminazione e si coniuga con il perseguimento di un suo indebito vantaggio. Nella concussione, invece - prosegue la massima di diritto della Suprema Corte - si è in presenza di una condotta del pubblico ufficiale che limita radicalmente la libertà di autodeterminazione del destinatario". 

 La decisione può servire alla difesa di Silvio Berlusconi per cercare di ottenere nell'appello del processo Ruby una condanna più mite. E' questo il parere espresso da fonti della Suprema Corte. Berlusconi, infatti, è stato condannato, oltre che per prostituzione minorile, per il reato di concussione per costrizione che adesso potrebbe tramutarsi nell'accusa più lieve di induzione indebita con il vantaggio di una pena più mite, prescrizione più breve e niente pena accessoria.