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martedì 21 gennaio 2014

Monsignor Scarano di nuovo arrestato, stavolta per finte donazioni

Monsignor Scarano
ROMA - Nuovo arresto per monsignor Nunzio Scarano, l'ex contabile dell'Apsa (Amministrazione patrimonio Sede Apostolica). La Guardia di Finanza gli ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari che riguarda anche un altro sacerdote e un professionista. Gli investigatori avrebbero accertato finte donazioni per milioni di euro provenienti da società offshore transitate su conti Ior intestati a Scarano. Le accuse ipotizzate nei confronti del monsignore, che era già stato arrestato lo scorso giugno e poi messo ai domiciliari, sono concorso in riciclaggio e falso.

venerdì 19 luglio 2013

Scandalo gay allo Ior, coinvolto il nuovo prelato. Aveva un amante svizzero quando era in Uruguay.

Monsignor Battista Ricca
CITTA’ DEL VATICANO - I "trascorsi scandalosi" del nuovo prelato ad interim dello Ior, monsignor Battista Ricca, sono oggetto di un'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero dell'Espresso. Papa Francesco, rimasto in precedenza all'oscuro, ne è venuto ora a conoscenza e, amareggiato, ne "trarrà le decisioni conseguenti". Centro dello scandalo sarebbero presunte relazioni omosessuali del prelato con un ufficiale svizzero durante la sua nunziatura in Uruguay. Al centro dello scandalo vi sarebbe la relazione con un capitano dell'esercito svizzero, Patrick Haari. "I due arrivarono in Uruguay assieme. E Ricca chiese che anche al suo amico fossero dati un ruolo e un alloggio nella nunziatura", cosa che alla fine avvenne, dopo che il nunzio andò in pensione. A detta del settimanale, "l'intimità di rapporti tra Ricca e Haari era così evidente da scandalizzare numerosi vescovi, preti e laici di quel piccolo Paese sudamericano, non ultime le suore che accudivano alla nunziatura. Anche il nuovo nunzio, il polacco Janusz Bolonek, arrivato a Montevideo all'inizio del 2000, trovò subito intollerabile quel 'menage' e ne informò le autorità vaticane, insistendo più volte con Haari perché se ne andasse". 
Nei primi mesi del 2001, scrive l'Espresso, Ricca "incappò in più di un incidente per la sua condotta sconsiderata. Un giorno, in un locale di incontri tra omosessuali, fu picchiato e dovette chiamare in aiuto dei sacerdoti per essere riportato in nunziatura, con il volto tumefatto". Nell'agosto dello stesso anno, "in piena notte l'ascensore della nunziatura si bloccò e dovettero accorrere i pompieri, che lo trovarono imprigionato insieme a un giovane". Il nunzio Bolonek chiese l'immediato allontanamento di Ricca dalla nunziatura e il licenziamento di Haari. E ottenne il via libera dal segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano


venerdì 15 febbraio 2013

E’ un tedesco il nuovo presidente dello Ior


ROMA- Il tedesco Ernst von Freyberg sarà il nuovo presidente della banca vaticana Ior. E ‘nato il 26 ottobre del '58, avvocato con robusta formazione finanziaria, appartenente all'ordine dei Cavalieri di Malta. La nomina, anticipata all'Adnkronos da autorevoli fonti vaticane, arriva dopo circa nove mesi dall'addio di Ettore Gotti Tedeschi al vertice della banca vaticana.

martedì 12 febbraio 2013

Un rapporto misterioso, malattie, Ior, il “corvo”: corrono le voci sulle dimissioni del Papa



ROMA - La “discesa dalla croce” di Benedetto XVI,, come l’ha polemicamente definita il Cardinal Dziwisz, è stata motivata dall’avanzare dell’età e dal peggioramento delle condizioni fisiche di un uomo nato, è bene ricordarlo, nel lontano 1927. Ma è possibile che accanto alla perdita di forze della vecchiaia, ci siano altre motivazioni che giustifichino quello che il Decano della Curia ha definito come un “fulmine a ciel sereno”?
Nel corso del 2012, il Vaticano è stato scosso dalle fondamenta dallo scandalo Vatileaks. Da Piazza San Pietro parte una fuga di notizie senza precedenti in cui vengono a galla i segreti dell’amministrazione corrente del Palazzo pontificio. Il cosiddetto "Corvo", il responsabile di questa messa in piazza degli affari della Santa Sede, viene identificato in Paolo Gabriele, il maggiordomo del Pontefice, che viene processato e condannato a settembre 2012 e perdonato dal Papa in persona tre mesi dopo. Lo scandalo ha molto colpito Benedetto  XVI, al punto che, secondo voci bene informate, il Pontefice avrebbe cominciato a maturare la decisione di dimettersi proprio in concomitanza con l'esplosione del caso. Ma il Corriere della Sera aggiunge qualcosa in più: si parla di un presunto rapporto che circolava in Vaticano e che tre cardinali anziani hanno consegnato nei mesi scorsi al Pontefice che sarebbe rimasto sconvolto da quanto trovato in quelle pagine.  
 Pochi minuti dopo l’annuncio, tra le redazioni, si sparge la voce che le dimissioni siano state motivate da una misteriosa malattia alle ossa. La diceria si fa più specifica, parlando apertamente di una forma particolarmente grave di artrite. Padre Lombardi, in conferenza stampa, ha smentito fermamente questa ipotesi.

 Dalle pagine del Sole 24 Ore si paventa invece l'ipotesi di un'operazione chirurgica che il Papa ha subito in gran segreto tre mesi fa. Secondo il quotidiano alla clinica Pio XI Ratzinger è stato ricoverato per poche ore tant'è vero che non ha mai saltato un Angelus domenicale in quel periodo.
Già prima di "Vatileaks", le energie di Benedetto XVI sono state consumate da diversi casi che hanno complicato la vita della Chiesa e la sua immagine presso l'opinione pubblica mondiale. Su tutti, quello degli abusi sessuali su minori, uno scandalo che perseguita la Chiesa nel mondo anglosassone da molto tempo. Già da cardinale Ratzinger se ne era occupato, ma quanto successo in Irlanda sotto il suo pontificato può aver influito sul morale del Papa quando alcune vittime di abusi si erano addirittura appellate alla Corte penale internazionale. 
Anche dalla finanza sono venute ombre sul governo pontificio. E’ il 2010. La Procura di Roma, su indicazione della Banca d’Italia, mette sotto sequestro 23 milioni di euro depositati presso un conto del Credito Artigiano. Il sequestro porta un profondo rinnovamento presso l’Istituto delle opere religiose che culmina con la nomina di Ettore Gotti Tedeschi, personalità di spicco della finanza di stampo cattolico. L’avventura del banchiere si chiude nel 2012, quando viene rimosso dal Vaticano per “scarsa trasparenza nella gestione dell’Istituto”.

sabato 9 giugno 2012

Gotti Tedeschi: licenziato dallo Ior per aver chiesto notizie su “strani” conti bancari

Ci sarebbero anche soldi di Matteo Messina Denaro, il boss della mafia


L'ex presidente dello Ior Gotti Tedeschi


ROMA  In un memoriale Gotti Tedeschi, licenziato dalla presidenza dello Ior,, spiega che la guerra contro di lui è iniziata da quando aveva chiesto notizie su alcuni conti bancari intestati non ad alti prelati. Tra i nomi sarebbero presenti politici, funzionari dello Stato e faccendieri e prestanomi legati alla mafia. La procura di Trapani parla addirittura di soldi del latitante Matteo Messina Denaro arrivati allo Ior.
Nel documento, come rivela Il Corriere della Sera, Gotti Tedeschi spiega le difficoltà incontrate nella sua attività e in particolare cita due persone, considerate da lui i nemici: il direttore generale dello Ior Paolo Cipriani e Marco Simeon, direttore di Rai Vaticano e responsabile delle relazioni istituzionali e internazionali di viale Mazzini, ritenuto uomo di fiducia del cardinale Tarcisio Bertone. 
Il dossier era stato dato alla sua segretaria alla quale il banchiere ha chiesto di consegnarlo a tre persone nel caso "dovesse succedermi qualcosa". Il memoriale doveva arrivare anche a Benedetto XVI.
Secondo Gotti Tedeschi, nello Ior e nel Vaticano non c'era molta collaborazione nel fornire notizie sui titolari di alcuni depositi bancari. Anzi, il direttore generale Cipriani si sarebbe detto espressamente contrario a tale iniziativa. Silenzio totale anche per i conti correnti non più attivi ma per i quali si potrebbero ricostruire le movimentazioni del passato.
Ad avvelenire il clima , c'era stata anche la richiesta della procura di Trapani, che a maggio aveva inviato una rogatoria alla Santa Sede per chiedere elementi su due conti correnti da don Ninni Treppiedi, ex gestore delle casse della Curia ed ex fedelissimo del vescovo Francesco Miccichè, indagato per una serie di ammanchi. Secondo gli investigatori, ci sarebbe stato un giro di denaro tra il quale anche denaro proveniente da Matteo Messina Denaro.