ROMA - Si terrà il 18 marzo, come fissato dalla Terza sezione penale della Cassazione, l'udienza nella quale i supremi giudici decideranno se confermare o meno l'interdizione di 2 anni dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. La pena accessoria era stata comminata al leader di Forza Italia in relazione alla condanna per frode fiscale nel processo Mediaset. I legali di Berlusconi avevano fatto ricorso.
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mercoledì 15 gennaio 2014
sabato 19 ottobre 2013
Berlusconi: due anni di interdizione ai pubblici uffici
MILANO - La Corte d'Appello di Milano ha determinato in due anni l'interdizione ai pubblici uffici per Silvio Berlusconi condannato definitivamente a 4 anni di reclusione per la frode fiscale nel processo Mediaset. La sentenza giunge dopo il rinvio per ricalcolare la pena accessoria deciso dalla Cassazione lo scorso primo agosto. La terza Corte d'Appello di Milano, nel determinare in due anni di interdizione dai pubblici uffici la pena accessoria per Berlusconi, ha accolto in pieno la richiesta dell'avvocato generale Laura Bertolè Viale. I giudici, che depositeranno le loro motivazioni entro 15 giorni, nel riquantificare l'interdizione hanno ridotto di un anno il massimo della pena prevista dalla legge speciale relativa ai reati fiscali. In primo e secondo grado il Cavaliere, oltre ai quattro anni di carcere per frode fiscale, si era visto infliggere 5 anni di pena accessoria in quanto era stata applicata la legge ordinaria. Ma lo scorso primo agosto la Cassazione, pur avendo confermato la pena principale, aveva rinviato alla Corte d' Appello il procedimento solo per la parte relativa alla rideterminazione della pena accessoria, ritenendo appunto si dovesse applicare la legge speciale.
Ghedini, impugneremo la sentenza - La difesa di Silvio Berlusconi ricorrerà per chiedere l'annullamento dei due anni di interdizione dai pubblici uffici decisi oggi dalla Corte d'appello di Milano nell'ambito del processo Mediaset. L'avvocato Niccolò Ghedini ha spiegato: ''non avrebbe dovuto trovare ragione la pena interdittiva per le due questioni di legittimità costituzionale da noi sollevate'', in particolare quella relativa al contenzioso fiscale ''essendo stato fatto un accertamento con adesione - ha proseguito Ghedini - e avendo Mediaset versato a settembre circa 11 milioni'' per le due annualità, 2002 e 2003, relative alla frode fiscale contestata al Cavaliere. Il legale ha anche affermato di voler ricorrere in Cassazione in quanto la Corte d'appello ha rigettato le eccezioni di legittimità costituzionali eccepite oggi in aula.
Milano, interdizione di Berlusconi: il PG chiede due anni, la difesa uno
MILANO - Iniziato il processo davanti alla Corte d'appello di Milano per rideterminare l'interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, dopo la condanna definitiva a quattro anni di carcere per il caso Mediaset. L'avvocato generale, Laura Bertolè Viale, ha chiesto che la pena accessoria sia di due anni. In aula, per la difesa del Cavaliere, è presente Niccolò Ghedini e Roberto Borgogno: gli avvocati hanno chiesto l'interdizione di un anno La Corte di Cassazione aveva rinviato alla Corte d'Appello la misura decisa, giudicata errata e aveva indicato una interdizione da 1 a 3 anni.
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