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domenica 21 settembre 2014

SIRIA: Greta e Vaness attirate in una trappola e poi vendute da un gruppo armato a un altro (ma non all’ISIS)

Greta e Vanessa, rapite in Siria
DAMASCO- Cadute in trappola. E poi vendute da un gruppo armato a un altro. Ma non in mano ai jihadisti dello Stato islamico: è quanto potrebbe essere successo a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due giovani italiane scomparse in Siria a fine luglio, secondo quanto riportato oggi da un quotidiano libanese vicino al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah alleato del regime di Damasco. Il giornale al Akhbar che ha oggi pubblicato l'articolo su Ramelli e Marzullo non è certo imparziale. Ma quando, nei mesi scorsi, aveva pubblicato indiscrezioni sulla sorte di Paolo Dall'Oglio, il prete gesuita scomparso nel nord della Siria nel luglio 2013, il racconto delle sue fonti era stato in seguito confermato sia da fonti italiane attive per la liberazione di Dall'Oglio sia da diverse fonti siriane. 
Sulla sorte delle due giovanissime italiane, il quotidiano libanese cita una fonte identificata con uno pseudonimo, Ahmad, descrivendola come "un ex miliziano" di Abizmu, la località dove si sono perse le tracce delle due italiane ai primi di agosto scorso. 
La fonte citata da al Akhbar sostiene che Ramelli e Marzullo sono "state attirate a Abizmu" nell'ambito di un piano preordinato per rapirle e chiedere un riscatto. Secondo la fonte, "l'attivista" con cui le due giovani e il giornalista de Il Foglio Daniele Raineri erano in contatto "era uno di quelli che passano molto tempo su Internet". 

E su Internet "l'attivista" le avrebbe conosciute. Greta e Vanessa si sono in seguito recate più volte a casa dell'"attivista". Tra loro si è creato un legame di fiducia, fa intendere la fonte. Solo successivamente, "l'attivista" - di cui la fonte non conosce l'identità - in cambio di danaro le ha attirate nella trappola: una visita in casa del "capo del consiglio rivoluzionario di Abizmu", l'uomo forte della cittadina. Quest'ultimo, prosegue il racconto, le ha subito vendute a un altro gruppo armato della zona. 

venerdì 22 agosto 2014

Il GOVERNO smentisce: Vanessa e Greta non sono nelle mani dell’Isis


ROMA - "A ieri non risulta che le affermazioni del 'Guardian' siano veritiere". Con queste parole il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, smentisce a Rainews24 la notizia che le volontarie italiane rapite siano in mano allo Stato Islamico.

Alla domanda su quali basi ci sia questa smentita, Giro si e' riservato la facolta' di non rispondere, chiedendo "il massimo riserbo". Alla domanda se ci siano stati dei passaggi delle ragazze tra più rapitori, Giro replica: "Tutto e' possibile. Le ipotesi sono tante e noi lavoriamo in ogni direzione. L'Italia non abbandona nessuno".

martedì 12 agosto 2014

Il papà di Vanessa, una delle due ragazze rapite in Siria: non fatele del male

Greta e Vanessa, le ragazze rapite in Siria
BERGAMO - "Chi ha fatto Vanessa e Greta prigioniere dovrebbe ricordare cosa erano lì a fare. Volevano il bene e sarebbe un dramma se qualcuno le ripagasse con il male". A 12 giorni dal rapimento in Siria delle due volontarie lombarde, Salvatore Marzullo, il papà di Vanessa, rompe il silenzio: "Ho cercato di convincerla in ogni modo a non partire, ma non potevo impedirglielo". Poi difende le giovani: "Non sono ragazzine superficiali".

Di Vanessa e Greta non si hanno più notizie dal primo agosto. Erano giunte in Siria pochi giorni prima.
In un'intervista al settimanale Oggi, Marzullo racconta i momenti precedenti la partenza della figlia: "Vanessa è maggiorenne, una ragazza d'oro, brava e responsabile. Con lei ho cercato di ragionare, di convincerla in tutti i modi a non fare quello che aveva in mente. Ma quando ti rendi conto che tutti i tuoi discorsi, i tuoi ragionamenti e alla fine anche tutte le tue preghiere non vengono ascoltate cosa puoi fare? Non potevo impedirle di fare quello che voleva. Ho sbagliato? Dovevo legarla?".
Poi confessa il dispiacere provato nel leggere le tante critiche mosse nei confronti delle due attiviste, fondatrici di Horryaty, progetto di assistenza sanitaria, raccolta fondi, distribuzione di aiuti e sensibilizzazione su quanto sta accadendo in Siria: "Non sono superficiali. Mi ha fatto male in questi giorni leggere e ascoltare commenti di persone che le descrivono così. Vanessa è proprio il contrario", conclude Salvatore Marzullo.