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venerdì 21 dicembre 2012

Incandidabilità dei condannati: via libera del Senato


ROMA - Al Senato la commissione Bilancio ha dato parere 'non ostativo', e quindi favorevole, al decreto legislativo del governo sulla incandidabilità e l'incompatibilità, il cosiddetto 'liste pulite'.
Il Consiglio dei ministri, convocato alle 19.00 di oggi, ora dovrà varare in maniera definitiva il provvedimento che potrà entrare in vigore in tempo per le prossime elezioni. A quanto si apprende da fonti governative, il provvedimento sulle 'liste pulite' non sarà l'unico argomento all'ordine del giorno.
Il ministro della Giustizia Paola Severino, parlando con i giornalisti al Senato, ha confermato: "E' probabile che ci sia il decreto sull'incandidabilità al Consiglio dei ministri. Avevamo detto che non appena avessimo avuto i pareri delle commissioni avremmo proceduto in modo che sia in vigore già per queste elezioni".
Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha commentato: "La legge elettorale rimasta in vigore non consente ai cittadini di scegliere i propri candidati. Mi auguro che la rapida adozione dei requisiti di incandidabilità consenta un'offerta di candidature selezionate".

martedì 4 dicembre 2012

Il ministro Cancellieri: il decreto sulla incandidabilita dei condannati è una sfida che vogliamo vincere


ROMA - "Per la delicatezza della materia abbiamo rinviato il decreto sulla incandidabilità dei condannati riservandogli un Cdm ad hoc: era necessario per affrontare questo tema significativo e urgente per poter affrontare le elezioni con le nuove norme". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, parlando a 'Prima di Tutto', su Rai radio 1 del decreto legislativo sull'incandidabilità dei condannati che sarà domani all'esame del Cdm.
Che il provvedimento sia già effettivo per le prossime elezioni amministrative e politiche ''è un impegno che ci siamo presi, una sfida che vogliamo vincere - ha detto Cancellieri - naturalmente però poi la palla passa al Parlamento: noi facciamo la nostra parte ma il Parlamento deve fare la sua''.
Il ministro ha poi commentato le reazioni dei sindacati ai tagli di prefetture e questure: ''Ho l'impressione che non si comprenda la delicatezza del momento: noi abbiamo un obiettivo, garantire la sicurezza della popolazione, e su questo non possiamo arretrare di un millimetro. Nello stesso tempo dobbiamo razionalizzare le spese - ha sottolineato - perché non ci sono risorse''.