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giovedì 6 dicembre 2012

Governo: il Pdl passa ufficialmente dalla fiducia all’astensione


ROMA - Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, ha annunciato in Aula a palazzo Madama, dove si vota la fiducia al decreto sviluppo, che il gruppo "non parteciperà al voto pur consentendo il mantenimento del numero legale". E ciò al fine di segnalare il "passaggio a una posizione di astensione nei confronti del governo".
Il Pdl starebbe valutando di astenersi anche sul voto di fiducia, oggi pomeriggio alla Camera, sul decreto legge sui costi della politica nelle regioni: è quanto si apprende da fonti parlamentari a Montecitorio. Secondo quanto si apprende, i 206 deputati del partito di Berlusconi ed Alfano starebbero ricevendo indicazioni in tal senso.
Intanto l'ex ministro Pdl Altero Matteoli ha chiesto le dimissioni immediate dal governo del ministro Passera per la sua critica alla probabile ricandidatura a premier di Silvio Berlusconi.

domenica 30 settembre 2012

Il governo giovedì taglierà di netto i costi delle Regioni


ROMA - Sarà varato giovedì dal Consiglio dei ministri il decreto sui tagli dei costi agli enti locali. Meno consiglieri e bilanci certificati per Regioni e Comuni, ma anche una stretta sugli stipendi dei consiglieri. A vigilare sulle spese dei partiti, sia a livello locale che nazionale, sarà la Corte dei Conti con poteri di controllo e sanzione. Tagli anche per i manager delle società controllate dagli enti locali. 
Un'azione che si estenderà anche a Province e Comuni e che ha visto, almeno per il momento, un'ampia collaborazione degli enti locali. Alla base della manovra anti-sprechi ci sarà innanzi tutto l'erogazione di fondi proporzionato al numero effettivo degli abitanti. Drastico taglio al numero dei consiglieri: salteranno 300 proltrone e le regioni che non dovessero adeguarsi saranno sanzionate. Aboliti i mono-gruppi, costituiti da un solo consigliere, ma che beneficiano di ampi finanziamenti. 
Tutte le spese dei gruppi consiliari, anche quelle di comuni e Province, dovranno essere certificate. Scatteranno inoltre tetti agli stipendi dei politici e anche a quelle dei manager delle secietà pubbliche possedute dagli enti locali. Non è ancora chiaro se finiranno sotto la lente anche i vitalizi che, come nel caso del Lazio, scattano a soli 50 anni.
Il governo sta lavorando anche a un disegno di legge costituzionale per modificare i poteri delle Regioni, considerati eccessivi ma, visti i tempi necessari, l'argomento sarà affrontato in un secondo momento.