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venerdì 26 luglio 2013

L’Agcom: squilibrati a danno del pdl “In mezz’ora” e “Che tempo che fa”

Lucia Annunziata
ROMA - I programmi "In mezz'ora" di Lucia Annunziata e "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, nel ciclo 2013-2014, devono garantire "una maggiore presenza di esponenti del Pdl". Lo ha ordinato alla Rai l'Agcom per riequilibrare le presenze politiche nei talk show e garantire la par condicio. Il provvedimento non tocca invece "Ballarò" di Giovanni Floris, che è stato giudicato "non lesivo dei principi di pluralismo".

Questo il testo del comunicato diffuso dall'Autorità: "Il Consiglio dell’Agcom, all’esito dell’istruttoria avviata per verificare il rispetto dei principi di parità di accesso e pluralismo politico nei programmi "In mezz’ora", "Che tempo che fa" e "Ballarò" nel ciclo di programmazione 2012-2013, ha ordinato alla Rai di riequilibrare, garantendo una maggiore presenza di esponenti del Pdl nei programmi "In mezz’ora" e "Che tempo che fa" previsti per il prossimo ciclo 2013-2014. Il programma "Ballarò" è stato invece giudicato non lesivo dei principi di pluralismo e quindi non oggetto di intervento".

venerdì 8 febbraio 2013

Ultimi sondaggi prima del silenzio: pd 29,9%, pdl 20,4%


ROMA - Gli ultimi sondaggi prima del silenzio imposto dall'Agcom vedono la coalizione di centrosinistra in vantaggio su quella di centrodestra di 5-7 punti percentuali. Le rivelazioni dell'istituto Demos attestano il Pd sotto il 30% (29,9%) e il Pdl sopra il 20% (20,4%). Grillo con il M5S è al 16%, stesso dato per la coalizione Monti.

giovedì 10 gennaio 2013

Agcom: “squilibrati” i tg nazionali, sovraesposto Monti


ROMA - ''Diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia''. Li rileva il consiglio dell'Agcom, che, dopo aver esaminato i dati del monitoraggio delle due prime settimane della campagna elettorale, invia un richiamo alle emittenti per un riequilibrio immediato.
''In particolare, e a titolo non esaustivo'' - si legge in una nota - l'Agcom rileva: ''Nei tg della Rai una sottopresenza del Pdl rispetto al Pd (Tg3), una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg1 e Tg3), una sottopresenza dell'Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (Tg1), una sottopresenza dell'Udc (Tg3). Nei tg del gruppo Mediaset una sottopresenza del Pd rispetto al Pdl (Tg5 e Studio Aperto), una sovraesposizione di Futuro e Liberta' per l'Italia (Tg4 e Studio Aperto) e una sottopresenza di Italia dei Valori e dell'Udc (Tg4 e Studio Aperto). Nei tg di Telecom Italia Media si rileva una sottopresenza del Pd rispetto al Pdl (Tg La7 e La7 D), una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualita' di soggetto politico (Tg La7, La7 D, MTV Flash), una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (La 7 e La7D). Nei tg di Sky Italia si rileva una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia, Lega Nord-Padania e Udc (Sky Tg 24 e testata Cielo) e una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Sky Tg 24 e testata Cielo)''.
''Tenuto conto che lo scorso 29 dicembre è entrato in vigore il regolamento dell'Autorita' per le emittenti private - prosegue la nota - e che dal 6 gennaio decorre quello approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza riferito alla Rai, e alla luce dei dati del monitoraggio'', l'Agcom ''ritiene che lo squilibrio rilevato nella fase di avvio della campagna elettorale - con alcune evidenti punte di criticità particolarmente accentuate nelle edizioni principali dei tg - richiede una netta inversione di tendenza, anche alla luce della piena operatività dei provvedimenti attuativi in materia di par condicio''.

venerdì 28 dicembre 2012

Varata la par condicio. Vale anche per i “non candidati” (Monti e Grillo)


ROMA -Il Consiglio dell'Agcom ha approvato all'unanimità il regolamento per l'attuazione della par condicio nella campagna per le elezioni politiche. Il provvedimento, che introduce alcune precisazioni rispetto alla bozza del 20 dicembre, detta norme che si applicano alle emittenti private e locali, alla stampa e ai sondaggi.
Ok dall'Agcom alle modifiche al regolamento sulla par condicio che estendono la norme ai soggetti non candidati, come Mario Monti e Beppe Grillo. L'articolo 7 prevede che le presenze di tali soggetti nei programmi di informazione sono equiparate quelle dei candidati e che tali soggetti non possono essere presenti nei programmi di intrattenimento.
L'articolo 7 del regolamento stabilisce che i direttori responsabili, i conduttori e i registi dei programmi di informazione "sono tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma così da non esercitare, neanche in forma surrettizia, influenze sulle libere scelte degli elettori". "Essi - prosegue la norma - devono assicurare in maniera particolarmente rigorosa condizioni oggettive di parità di trattamento, riscontrabili sui dati del monitoraggio del pluralismo ed osservano ogni cautela volta ad evitare che si determinino, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o svantaggio per determinate forze politiche, considerando non solo le presenze e le posizioni dei candidati, ma anche le posizioni di contenuto politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale".
Nello stesso articolo si stabilisce che "in tutte le trasmissioni radiotelevisive diverse da quelle di comunicazione politica, dai messaggi politici autogestiti e dai programmi di informazione ricondotti sotto la responsabilità di specifiche testate giornalistiche, non è ammessa, ad alcun titolo, la presenza di candidati o di esponenti politici o di persone chiaramente riconducibili ai soggetti politici e non possono essere trattati temi di evidente rilevanza politica ed elettorale né che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici".
E Silvio Berlusconi, dopo le polemiche per la sua esondante presenza in Tv, ha detto: "Mi sto concentrando sulla partecipazione alle trasmissioni televisive. Se invece dovessero veramente ridurre questa possibilità a poche presenze penso che farò un piccolo giro per l'Italia".