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lunedì 11 giugno 2012

Obodo: "Volevano uccidermi, sono scappato da solo"


LAGOS -  "Quando ho sentito che l'unica persona che mi controllava doveva ammazzarmi allora a questa ho dato una spinta e sono scappato". E' il racconto della liberazione di Christian Obodo fatto dal giocatore in un albergo dove si trova con i familiari. "Sono fuggito e da una foresta sono arrivato in un piccolo villaggio - continua Obodo che tornerà in Italia tra 10 giorni -, la gente mi ha riconosciuto e ha chiamato la polizia. Sono sotto shock".
"Appena arrivato in chiesa sei ragazzi, molto giovani, si sono avvicinati e mi hanno ordinato di seguirli", ha rievocato Obodo. Portato in una foresta, il calciatore ha detto di esser stato "trattato bene" e di aver persino pregato insieme ai suoi rapitori. La svolta è arrivata nella giornata di domenica: "Cinque di loro sono andati a prendere il riscatto, ma tre sono stati arrestati", ha raccontato Obodo. Altre fonti hanno riferito che era stato preparato un riscatto di poche migliaia di euro, forse per attirare in trappola il commando.
"Io e l'altro rapitore siamo arrivati a un villaggio, c'era gente, e a un certo punto mi sono messo a correre e ho raggiunto un gruppo di persone", ha spiegato il calciatore nigeriano. Li è finito tutto, anche perché la polizia era già molto vicina a noi, ci avevano rintracciato seguendo il segnale del mio cellulare".
Il centrocampista ha spiegato che non dimenticherà mai questa "pessima esperienza": "Mi ha insegnato a vedere le cose in maniera diversa". A Warri tornerà perché gli piace stare con i suoi amici, "giocare a calcio con loro davanti casa": "Non cambierò le mie abitudini", ha promesso.

domenica 10 giugno 2012

La polizia nigeriana spera di ottenere la liberazione del giocatore del Lecce Obodo senza pagare ilriscatto

Christian Obodo in azione
LAGOS - La polizia nigeriana spera di ottenere la liberazione di Christian Obodo, il centrocampista nigeriano dell'Udinese in prestito al Lecce e della sua nazionale rapito ieri da uomini armati, senza il versamento di un riscatto.


"Confermiamo il rapimento di Obodo e facciamo tutto quello che è possibile per ottenere la liberazione", ha dichiarato Charles Muka, un portavoce della polizia. Muka ha aggiunto che la polizia spera di ottenerne la liberazione senza il pagamento del riscatto di 150.000 euro chiesto dai rapitori. La famiglia ha già fatto sapere che non può disporre di più d 100.000 euro, aveca detto ieri il fratello Kenneth, anche lui calciatore in Italia a Pisa.


Il calciatore era solo a bordo della sua macchina quando è stato attaccato da uomini armati a Warri, la città dove è nato, nel sudest petrolifero della Nigeria. In questa zona i rapimenti non sono rari ma prendono di mira soprattutto chi collabora con le compagnie petrolifere. Christian Obodo è in Italia dal 2001: ha giocato per il Perugia, poi per l'Udinese da cui è in prestito al Lecce. Non è il primo rapimento che colpisce il mondo del calcio nigeriano: il fratello di Joseph Yobo, difensore dell'Everton, è stato sequestrato e liberato come anche il padre di John Mikel Obi, centrocampista del Chelsea, liberato in un blitz della polizia.