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giovedì 10 aprile 2014

Oggi pomeriggio l’udienza per l’affidamento ai servizi sociali di Berlusconi

MILANO - Conto alla rovescia per l'udienza del Tribunale di Sorveglianza di Milano in cui si discuterà, per la prima volta in Italia, della richiesta di affidamento ai servizi sociali avanzata da un ex Presidente del Consiglio che dovrà espiare una pena di un anno. Oggi pomeriggio infatti, in un'anonima aula al pian terreno del Palazzo di Giustizia, giudici e difensori, cercheranno di definire un programma riparatorio per Silvio Berlusconi, l'ex premier e leader di Forza Italia, condannato in via definitiva per il caso Mediaset a quattro anni di carcere, tre dei quali coperti da indulto e che, salvo ripensamenti, non verrà in Tribunale. Visto il problema al ginocchio, da quanto si è saputo, i medici gli hanno sconsigliato di muoversi da casa. E sulla stessa linea i suoi legali, che avrebbero frenato qualsiasi intenzione, ventilata nei giorni scorsi, di opporre un legittimo impedimento.
A dire il vero una prima proposta, qualora dovesse essere accolta l'istanza di affidamento, è stata presentata, su impulso degli stessi magistrati di Sorveglianza, dall'Uepe, l'Ufficio esecuzione penale esterna, che ha in carico l'ex Cavaliere: assistere gli anziani, anche disabili, in una struttura dell' hinterland milanese, non molto lontano dalla sua residenza di Arcore, per mezza giornata una volta alla settimana. Un'attività di volontariato che, da quanto si è saputo, punta a istradare l'ex capo del Governo lungo un percorso riabilitativo e che è stata studiata nei minimi dettagli, anche quelli logistici legati agli spostamenti di Berlusconi con tanto di scorta e clamore mediatico. Clamore che, in base al piano proposto, dovrebbe essere evitato prima di tutto per tutelare gli anziani.

L'ultima parola però, nonostante il programma suggerito dai servizi sociali, spetterà al Presidente del Tribunale di Sorveglianza Pasquale Nobile De Santis e e al giudice relatore Beatrice Crosti, che decideranno entro cinque giorni (non sono tassativi), affiancati da due esperti esterni, la criminologa Silvia Guidali e la sociologa Federica Brunelli. Una volta depositato, il provvedimento, sia che disponga l'affidamento in prova sia la detenzione domiciliare, verrà trasmesso alle parti e anche all'ufficio della Procura della Repubblica competente per l'esecuzione.

martedì 29 gennaio 2013

Ferrara: vanno in carcere 3 dei 4 agenti che pestarono e uccisero Federico Aldrovandi

Federico Aldrovandi

BOLOGNA - Andranno in carcere 3 dei 4 agenti di polizia condannati a giugno in via definitiva per eccesso colposo in omicidio colposo, perche' ritenuti responsabili della morte di Federico Aldrovandi, il 18enne deceduto nel 2005 a Ferrara, per le percosse subite durante un controllo di Polizia, mentre tornava a casa all'alba. Sconteranno dunque 6 mesi dietro le sbarre gli agenti Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri. Si tratta della pena scontata, grazie all'indulto, rispetto alla condanna a 3 anni e mezzo decisa in terzo grado.
Il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha dunque respinto le istanze dei legali degli agenti che avevano chiesto al giudice misure alternative al carcere, quali l'affidamento ai servizi sociali o in subordine gli arresti domiciliari. Attesa per fine febbraio, invece, la decisione del giudice su Enzo Pontani, il quarto poliziotto condannato per la morte di Federico.
"Non possiamo dire di essere contenti, ma siamo molto soddisfatti: e' l'obiettivo che ci eravamo preposti ed e' sicuramente un bel segnale per l'immagine stessa delle istituzioni" dice Lino Aldrovandi, padre di Federico. La sentenza di oggi che ha respinto la richiesta dei legali degli agenti finalizzata all'ottenimento di misure alternative al carcere, "e' un altro tassello verso la giustizia - prosegue il padre della vittima - ma manca ancora l'ultimo: quello dell'espulsione dal corpo di persone che hanno commesso dei reati e non hanno saputo gestire la divisa che indossano". I genitori di Federico chiedono, infatti, da anni un provvedimento anche disciplinare per l'espulsione dei 4 agenti dalla Polizia.