PECHINO - Una forte scossa di terremoto, di magnitudo 5,7 sulla scala Richter, e' stato registrata in un'area della regione autonoma del Tibet, sotto controllo della Cina, secondo le rilevazioni dell'Usgs. L'epicentro e' stato individuato 143 chilometri a sud di Qamdo, nella provincia cinese di Xizang, a una profondità di circa 50 chilometri. Non si hanno per ora notizie di eventuali conseguenze a cose e persone.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
Visualizzazione post con etichetta tibet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tibet. Mostra tutti i post
lunedì 12 agosto 2013
sabato 30 marzo 2013
Miniere cinesi: 28 morti in uno scoppio di gas, nessun sopravvissuto alla frana in Tibet (83 vittime)
| LASHA - La ruspa distrutta dalla frana in Tibet: 83 morti |
| In rosso la provincia di Jilin, dove è avvenuta l'altra tragedia: 28 morti |
PECHINO - Continuano le stragi nelle miniere cinesi. Una esplosione di gas venerdì sera in una miniera di carbone nella Cina nord-orientale ha ucciso 28 persone.
Tredici persone sono state salvate. L'incidente è avvenuto nella miniera di carbone Babao nella città di Baishan, che fa parte della provincia di Jilin, vicino al confine con la Corea del Nord.
Lo sforzo di salvataggio è stato completato entro la metà di questa mattina e le cause della disgrazia sono sotto indagine. La miniera interessata è di proprietà statale del gruppo minerario Tonghua.
Intanto si è appreso che I soccorritori non hanno ancora trovato sopravvissuti della frana che ha seppellito 83 minatori in una miniera Polymetal nella regione di sud-ovest del Tibet occupato dalla Cina. Potenzialmente prezioso per il salvataggio, un escavatore era stato rotto dalla frana ed è stato tirato fuori dalla macerie dai soccorritori che sono stati visti scavare con le mani nude, perché le strade strette e danneggiate avevano impedito alle grosse macchine dei soccorso di arrivare. La neve ha iniziato a cadere nella zona alle 01:00 di oggi, il che ha reso le condizioni ambientali ancora più difficili, hanno aggiunto. La frana è accaduto verso le 6 di mattina di venerdì a Maizhokunggar nella Contea di Lhasa, a circa 68 chilometri dalla capitale. Le vittime erano lavoratori del Tibet Huatailong Mining Development Co. Ltd, una filiale della National Cina Gold Group Corporation. Poiché il sito è ad un'altitudine di oltre 4.600 metri, la maggior parte dei soccorritori sono stati colpiti da mal di montagna. Altre frane minori sono anche ostacolato i loro sforzi.
Etichette:
bababo,
baishan,
esplosione gas,
frana,
tibet
venerdì 29 marzo 2013
Tibet: enorme frana inghiotte 83 lavoratori di una miniera d’oro
PECHINO - Almeno 83 operai sono stati sepolti stamattina alle 6 quando una frana ha colpito una zona del Tibet dove si trovano miniere d’oro. La frana ha avuto luogo nella contea di Maizhokunggar di Lhasa , il capoluogo regionale,..
Le vittime erano lavoratori di una controllata della China National Gold Group Corporation.
L'area interessata della frana è di 3 chilometri di lunghezza sulla quale si sono abbattuti circa 2 milioni di metri cubi di fango, rocce e detriti,. Più di 1.000 soccorritori, compresa polizia, vigili del fuoco e personale medico, stanno lavorando al sito, che si trova ad un'altitudine di 4.600 metri. Circa 200 veicoli di grandi dimensioni e attrezzature, 15 cani addestrati e 15 macchine rilevatrici di tracce di vita vengono utilizzate per il salvataggio.
mercoledì 26 ottobre 2011
Un monaco si dà fuoco in Tibet: è il decimo quest'anno. In ospedale rifiuta le cure
SICHUAN (Tibet) - Un monaco tibetano si è cosparso di kerosene e si è dato fuoco nella regione del Sichuan, per protestare contro l’oppressione cinese e gridando “Viva il Dalai Lama!”. Portato all’ospedale, rifiuta ogni cura e desidera essere lasciato morire.
Il monaco si chiama Dawa Tsering, aveva 31 anni e ha compiuto il gesto davanti al monastero di Kardze (Ganzi, in cinese), nella prefettura tibetana del Sichuan, dopo aver gridato ai monaci presenti di rimanere uniti contro il governo di Pechino.
I monaci sono riusciti a salvare il giovane dalle fiamme e hanno trasportato Dawa Tsering all’ospedale di Kardze, seguiti da un gruppo di poliziotti. All’ospedale sono arrivate in massa le forze di sicurezza che hanno isolato la zona.
Un monaco lì presente ha detto che Dawa Tsering rifiuta ogni cura, ha il volto e la pelle del corpo bruciata e coperta di bende. Egli chiede di essere lasciato morire.
Dawa Tsering è il 10mo monaco quest’anno che tenta di morire dandosi fuoco; il maggior numero nelle ultime settimane. Almeno cinque di loro hanno raggiunto il loro intento, morendo. La scorsa settimana si è data fuoco una monaca, Tenzin Wamgmo, di circa 20 anni. Era la prima volta che una donna si auto immola.
Pechino accusa il Dalai Lama di provocare queste morti e lo addita come fomentatore di disordini e di divisione nel Tibet. Il capo spirituale del buddismo tibetano è bollato come “un lupo travestito da agnello”, che vuole dividere il Paese.
In realtà, da tempo, il Dalai Lama chiede solo un’autonomia relativa del Tibet e la salvaguardia culturale e religiosa del suo popolo.
Alcuni giorni fa a Dharamsala, nella città dove è esiliato, il Dalai Lama ha tenuto una giornata di preghiera e digiuno per coloro che si sono immolati. Diverse autorità tibetane tengono a precisare che il suicidio è contrario alla loro fede e che il gesto di questi giovani monaci è dovuto alla repressione cinese e a una non profonda conoscenza del buddismo
Il monaco si chiama Dawa Tsering, aveva 31 anni e ha compiuto il gesto davanti al monastero di Kardze (Ganzi, in cinese), nella prefettura tibetana del Sichuan, dopo aver gridato ai monaci presenti di rimanere uniti contro il governo di Pechino.
I monaci sono riusciti a salvare il giovane dalle fiamme e hanno trasportato Dawa Tsering all’ospedale di Kardze, seguiti da un gruppo di poliziotti. All’ospedale sono arrivate in massa le forze di sicurezza che hanno isolato la zona.
Un monaco lì presente ha detto che Dawa Tsering rifiuta ogni cura, ha il volto e la pelle del corpo bruciata e coperta di bende. Egli chiede di essere lasciato morire.
Dawa Tsering è il 10mo monaco quest’anno che tenta di morire dandosi fuoco; il maggior numero nelle ultime settimane. Almeno cinque di loro hanno raggiunto il loro intento, morendo. La scorsa settimana si è data fuoco una monaca, Tenzin Wamgmo, di circa 20 anni. Era la prima volta che una donna si auto immola.
Pechino accusa il Dalai Lama di provocare queste morti e lo addita come fomentatore di disordini e di divisione nel Tibet. Il capo spirituale del buddismo tibetano è bollato come “un lupo travestito da agnello”, che vuole dividere il Paese.
In realtà, da tempo, il Dalai Lama chiede solo un’autonomia relativa del Tibet e la salvaguardia culturale e religiosa del suo popolo.
Alcuni giorni fa a Dharamsala, nella città dove è esiliato, il Dalai Lama ha tenuto una giornata di preghiera e digiuno per coloro che si sono immolati. Diverse autorità tibetane tengono a precisare che il suicidio è contrario alla loro fede e che il gesto di questi giovani monaci è dovuto alla repressione cinese e a una non profonda conoscenza del buddismo
Etichette:
Dalai Lama,
kardze,
moanstero kardze,
Sichuan,
tibet
martedì 18 ottobre 2011
Monaca tibetana si dà fuoco e muore per protesta contro la mancanza di libertà religiosa in Cina
PECHINO - Una monaca è morta dopo essersi data fuoco nel sud-ovest della Cina, la prima donna tibetana a morire in questo modo. Tenzin Wangmo, 20 anni, protestando per la mancata libertà religiosa in Tibet e per il ritorno del Dalai Lama si è bruciata al di fuori del monastero di Dechen Chokorling nel Ngaba County, nella provincia di Sichuan.
mercoledì 21 settembre 2011
Cento i morti del terremoto lungo la frontiera tra India, Nepal e Tibet
NEW DELHI- Si e' ulteriormente aggravato il bilancio del terremoto di magnitudo 6,9 che l'altroieri ha investito la catena dell'Himalaya, lungo la frontiera tra India, Nepal e Tibet: le vittime accertate risultano infatti nel complesso almeno 98. soltanto nel piccolo Stato nord-orientale del Sikkim si sono contati 65 morti, con ulteriori diciotto in quelli vicini. Otto le persone rimaste uccise in Nepal e sette in territorio tibetano .
giovedì 8 settembre 2011
Distribuisce in Tibet volantini che chiedono il ritorno del Dalai Lama: giovane condannato a 3 anni di carcere
| Samphel Dhondup |
Insieme a lui avevano protestato altre due persone, che invece sono state rilasciate subito dopo l’arresto: la condanna di Samphel dimostra che il pugno duro di Pechino sul Tibet non accenna a rilassarsi
La condanna è stata pronunciata il 20 agosto, ma il Tibetan Centre for Human Rights and Democracy ne è venuto a conoscenza soltanto oggi.
Secondo il Centro – che vigila sulla situazione dei diritti umani nel Tibet – prima dell’arresto i tre attivisti sono stati picchiati con violenza dagli agenti della pubblica sicurezza. Stavano distribuendo volantini con sopra scritto “Libertà per il Tibet”, “Lunga vita al Dalai Lama”, “Possa il Dalai Lama riunirsi presto ai tibetani”.
Non è chiaro per quale crimine l’attivista sia stato condannato, ma l’arresto - scrive Asianews - rientra in una scia di forza bruta contro ogni forma non solo di indipendentismo, anche di autonomia culturale nella regione.
Pechino teme le richieste dei tibetani e risponde sempre più spesso con la violenza.
Etichette:
cina,
condannato giovane,
Dalai Lama,
Kandze,
tibet,
tribunale Kandze
lunedì 13 giugno 2011
Tibet vietato ai turisti stranieri in luglio
PECHINO - Divieto di viaggio ai turisti stranieri in Tibet per alcune settimane a luglio. E' quanto hanno imposto le autorità cinesi.
Secondo fonti turistiche il divieto, che è stato deciso per la ricorrenza dei 90 anni dalla nascita del partito comunista cinese, riguarderà solo i turisti non cinesi.
Secondo fonti turistiche il divieto, che è stato deciso per la ricorrenza dei 90 anni dalla nascita del partito comunista cinese, riguarderà solo i turisti non cinesi.
Iscriviti a:
Post (Atom)