LAGOS - Le 219 studentesse di una scuola cattolica rapite lo scorso aprile nel nord della Nigeria sono state date in moglie ai loro sequestratori, i miliziani di Boko Haram. Non solo: convertite all'Islam, "hanno gia' imparato due capitoli" del Corano. E' quanto sostiene Abubakar Shekau, il leader del sanguinario gruppo islamista. Nei giorni scorsi, il governo nigeriano aveva sostenuto di aver siglato con il gruppo un accordo per il cessate il fuoco e che gli islamisti erano pronti a rilasciare la ragazze, per la cui liberazione si e' mobilitato il mondo intero.
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sabato 1 novembre 2014
lunedì 12 maggio 2014
Boko Haram propone uno scambio tra prigionieri e studentesse rapite ("che si sono convertite all'islam")
| Le ragazze rapite, con il velo islamico, come appaiono nel video dei rapitori distribuito oggi |
| Alcune delle ragazze sfuggite ai rapitori |
LAGOS - Boko Haram dice che le oltre 200 studentesse nigeriane rapite e tenute prigioniere si sono convertiti all'Islam e saranno liberati soltanto in uno scambio di prigionieri. Lo ha annunciato il leader del gruppo in un video reso noto questa mattina.
Il governatore dello stato di Borno ha detto di avere informazioni sulla sorte delle ragazze. Kashim Shettima ha passato ai militari le segnalazioni di avvistamenti delle ragazze per una verifica. Ha aggiunto cdi non ritenere che le ragazzesiano stato portate in Ciad o in Camerun.
venerdì 9 maggio 2014
Specialisti americani alla ricerca delle 220 studentesse rapite in Nigeria
| LAGOS - Una manifestazione di donne a favore delle ragazze rapite |
Nei giorni scorsi le autorità americane avevano assicurato al governo nigeriano sostegno logistico e di intelligence per ritrovare le studentesse rapite da Boko Haram a metà aprile.
Anche la task force di esperti britannica è arrivata in Nigeria per "collaborare all'inchiesta sul rapimento delle studentesse rapite". Lo ha annunciato su Twitter il ministro degli Esteri britannico, William Hague.
Intanto il segretario generale delle Nazioni Unite si è detto "profondamente preoccupato" per la sorte delle ragazze e ha condiviso "l'angoscia dei familiari delle ragazze e del popolo nigeriano in questo momento traumatico".
Ban Ki-moon, si legge in una nota diffusa dal suo portavoce, ha ribadito che "colpire i bambini e le scuole è contro il diritto internazionale e non può essere giustificato in nessuna cirostanza".
Il segretario generale sta seguendo da vicino la situazione e ha assicurato l'impegno continuo delle Nazioni Unite nel sostenere gli sforzi che la Nigeria porta avanti per far fronte alle sfide interne. Il Segretario Generale ricorda alla parti coinvolte che i diritti umani e il diritto umanitario internazionale devono essere pienamente rispettati.
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