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mercoledì 20 febbraio 2013

Le baleniere giapponesi in Antartico speronano quelle di Sea Shepherd e tirano granate

Le navi della Sea Shepherd in formazione nell'Oceano Pacifico Meridionale

SYDNEY  – Gli attivisti del gruppo ecologista radicale Sea Shepherd denunciano che due delle quattro navi della loro flotta di protesta sono state speronate in acque territoriali australiane da una nave della flotta baleniera giapponese, intenta come ogni estate australe alla caccia 'a fini scientifici' dei grandi cetacei nell' Oceano Meridionale. Il fondatore del gruppo e comandante della flotta di protesta, Paul Watson, riferisce sulla sua pagina di Facebook che la 'nave-mattatoio' Nisshin Maru si è scontrata deliberatamente con le navi Steve Irwin e Bob Barker ordinando loro di lasciare l' area, aggiungendo che la nave della guardia costiera giapponese che scorta la flotta lancia granate a concussione contro gli attivisti. Le due navi continuano a mantenere la loro posizione, ma la Bob Barker sta imbarcando acqua nella sala motori, aggiunge. Il portavoce di Sea Shepherd Jeff Hansen ha detto alla radio nazionale australiana Abc che la Steve Irwin è stata colpita alla poppa e allo scafo destro. "Siamo sotto attacco con granate a concussione lanciate da guardie costiere armate contro il nostro equipaggio. Siamo molto preoccupati per la loro incolumita’... Le baleniere si trovano nettamente dentro la zona economica esclusiva dell' Australia, che è designata come santuario nazionale delle balene", ha aggiunto. Non si hanno finora notizia di feriti.

martedì 6 novembre 2012

E’ iniziata la “guerra” di Sea Shepherd contro le baleniere giapponesi. “Tolleranza zero”

La Steve Irwin, nave ammiraglia della Sea Shepherd

MELBOURNE - Ha preso il via oggi l'Operazione Tolleranza Zero del gruppo ambientalista radicale Sea Shepherd, paladino delle balene e di altre specie minacciate, che ogni estate australe ostacola con operazioni di guerriglia la flotta baleniera giapponese nell'Oceano antartico. L'assenza del leader degli eco-pirati Paul Watson, latitante ricercato dall'Interpol, non impedisce ai suoi compagni di attuare la campagna 2012. La nave ammiraglia Steve Irwin, è partita oggi dal porto di Melbourne, per ricongiungersi in mare con le altre tre navi fra cui la Brigitte Bardot, con a bordo otto gommoni, un elicottero, tre droni e oltre 100 manifestanti-marinai. Il capitano della Steve Irwin  è Siddharth Chakravarty, un giovane marinaio di Maharashtra, India e questa sarà la sua seconda campagna  in Antartico in difesa delle balene  con Sea Shepherd. "L'obiettivo è quello di porre fine alla caccia alle balene. Vogliamo stoppare definitivamente la caccia illegale nel Santuario delle Balene dell'Oceano Australe, che è protetto da una moratoria internazionale", ha detto. 
La campagna di quest'anno, la nona della serie, comincia più presto: invece di duellare con le baleniere nipponiche nel santuario delle balene nell'Oceano antartico, la flotta le affronterà nel Pacifico settentrionale, al largo del Giappone. 

"E' ora di fare battaglia nel nord ed è ora di dimostrare ai giapponesi che in questa stagione non potranno uccidere neanche una balena", scrive sul sito dell'organizzazione lo stesso Watson, ricercato dal Costarica in seguito a un incidente legato a una campagna contro la pesca degli squali. La scorsa estate il Giappone era stato costretto a interrompere prematuramente la caccia 'scientifica' ai grandi cetacei a causa degli attacchi di Sea Shepherd, dopo aver catturato appena 172 balene, un quinto della quota prefissata.

domenica 25 dicembre 2011

Le navi della Sea Shepherd adesso hanno anche i droni per stanare le baleniere del Giappone in Antartico. E la campagna può cominciare

Il Capitano Paul Watson, Sea Shepherd pilota Chris Aultman e Sea Shepherd Security Officer Jeffrey Milstein con il ronzio del gancio della Steve Irwin.  Foto: Barbara Veiga
Il pilota Chirs Autlman, l'ufficiale Jeffery Millstein e il capitano Paul Watson
La Nisshin Maru vista dal drone il 24 dicembre 2011
La baleniera giapponese  Nissin Mahru vista dal drone il 24 dicembre


MARE ANTARTICO - L'equipaggio della Sea Shepherd ha intercettato la flotta baleniera giapponese oggi, giorno di Natale, un migliaio di miglia a nord del Santuario delle Balene dell'Oceano Australe.
La nave della Sea Shepherd, Steve Irwin, ha usato un drone per individuare e fotografare con successo la  nave-officina giapponese Nisshin Maru il 24 dicembre. Una volta iniziato l'inseguimento, tre  navi giapponesi si sono interposte tra  la Steve Irwin pe la Nisshin Maru per permetterle di fuggire.
Questa volta però la tattica non funzionerà perché i droni, uno sulla Steve Irwin e l'altra sulla Bob Barker  sono in grado di monitorare e seguire la Nisshin Maru e possono ritrasmettere le posizioni alle navi di Sea Shepherd. I droni sono stati donati a Sea Sheper da Bayshore Recicling.
"Siamo in grado di coprire centinaia di miglia con questi droni che hanno dimostrato di essere risorse preziose per questa campagna," dice il Capitano Paul Watson a bordo della Steve Irwin.
Watson aveva ricevuto segnalazioni dai pescatori quando la nave giapponese era passata attraverso lo Stretto di Lombok e l’aveva aspettata a sud dello stretto ad una distanza di 500 miglia al largo della costa sud-ovest della Western Australia. Sea Shepherd ha contattato i balenieri a 37 gradi sud, molto al di sopra del Santuario delle Balene dell'Oceano Australe.
"La caccia è aperta per le prossime 1000 miglia", ha detto il Quartermaster Eleanor Lister di Jersey (UK).
Con la Steve Irwin che impegna le risorse di tre delle navi giapponesi le altre navi  della Sea Shepherd sono riuscite a la flotta baleniera giapponese prima che una sola balena fosse uccisa.
"Questa sarà una ricerca lunga e dura da qui alla costa dell'Antartide - dice il Capitano Watson- Ma grazie a questi droni, ora abbiamo un vantaggio che non abbiamo mai avuto prima: abbiamo gli  occhi nel cielo".
E i giapponesi, nel loro piccolo (si fa per dire) si arrabbiano moltissimo. Perché le navi della Sea Shepherd eseguiranno nei prossimi mesi nel le loro manovre di pesante disturbo alla nave officina e alle navi baleniere, sperando di ripetere il successo dell’anno scorso, quando il Giappone decise di ritirare la sua flotta (che, ricordiamolo, intende quest’anno cacciare ben mille balene).